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IL CAMMINO DI PIETRO: Emmaus

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«Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. (…) “I sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto”. Ed Egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. (…) Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. (…) E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone". Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (Lc 24, 13 – 34). Il cammino verso Emmaus-Nikopolis, il luogo della memoria di una grande vittoria di Giuda Maccabeo contro l’esercito greco-siriano di Antioco IV, affidato a Lisia, agli ordini di Gorgia (dell’anno 164 a.C.), voleva essere, per i due amici di Gesù, la ricerca di una consolazione nel ricordo di “un giorno di grande liberazione per Israele” (cfr. 1 Mac 3, 27-4,27), quando erano già passati tre giorni dalla deludente sconfitta del Calvario. L’incontro con Gesù risorto, il quale cammina lungo la strada e conversa con loro, dispiegando loro il senso delle Scritture, senza che i loro occhi giungano ancora a riconoscerlo (nessuno può “vedere” il Risorto come un oggetto), comincia a far ardere il loro cuore. Quando poi, a tavola, egli ripete i gesti eucaristici della Cena nella benedizione e nello spezzare del pane, i loro occhi e la loro mente si aprono alla conoscenza amorosa e entusiastica di Lui (Lc 24, 13-35). Le due grandi chiese, una bizantina a tre navate (forse del IV sec.) e una crociata nella navata centrale della prima, stanno a testimoniare oggi la memoria della Cena del Riconoscimento e quella della più alta “Lectio divina” della storia, fatta da Gesù risorto per tutta la Chiesa.

La memoria della Cena del Riconoscimento e quella della più alta “Lectio divina” della storia


Emmaus

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IL CAMMINO DI PIETRO - La Radio Vaticana ringrazia tutte le persone che hanno collaborato, e in particolare Giuliano Savina per la parte fotografica