HomeRadio Vaticana
foto testata   
altre lingue  


CRONISTORIA DOCUMENTATA E CONTESTUALIZZATA DELLA RADIO VATICANA
 
<<   Sommario   >>

CRONISTORIA
Radio Vaticana - 80&deg; anniversario

A cura di Félix Juan Cabasés S.I.

CRONISTORIA

DOCUMENTATA E CONTESTUALIZZATA
DELLA RADIO VATICANA

I primi ottanta anni dell’Emittente Pontificia



Appendici

 

Nota Previa: Nel lavoro di compilazione di questa cronistoria ci siamo serviti di cronologie parziali, relative a determinati argomenti e periodi, che poi sono state integrate nel loro posto nella Cronistoria generale. Ma alla fine ci è sembrato che alcune di queste cronologie parziali conservano una propria validità. Anzi, qualcuna dimostrava l’utilità pratica di questa Cronistoria. Per esempio, quando nel mese di gennaio 2011 mi è stato chiesto di riassumere la storia della Redazione Centrale (RC) della Radio Vaticana, antecedente dell’attuale SEDOC, mi è bastato percorrere la già elaborata Cronistoria generale per ricostruire in poco tempo la storia della RC (Cfr. Appendice N 5). Per questo motivo, abbiamo conservato e riproduciamo di seguito alcune di queste Cronologie parziali. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione di uno spazio espositivo presso i Musei Vaticani in commemorazione dell’80ª anniversario della Radio Vaticana si è tenuta nella sala conferenze degli stessi Musei una conferenza stampa nella quale importanti interventi sono stati svolti da: S. Em. il Cardinale Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Mons. Peter Brian Wells, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e il padre Federico Lombardi S.I., Direttore Generale della Radio Vaticana. Il carattere riassuntivo e programmatico di questi interventi ben può servire come appendice di riflessione e di valutazione dell’Emittente Pontificia alla fine di una cronistoria come la presente.

 

 

 

 

Appendice Nº 1.

I “Programmi” della Radio Vaticana

nell’ordine cronologico della loro introduzione.

 

Pio XI (1922-1939)

12 feb 1931       Messaggi di Pio XI e G. Marconi per l’inaugurazione della Radio Vaticana.

1931                 Prima trasmissione del Programma Francese della Radio Vaticana.

mar 1934          Prima trasmissione del Programma Spagnolo della Radio Vaticana.

25 dic 1936       Prima trasmissione del Radiomessaggio Natalizio e Benedizione “Urbi et Orbi” del Santo Padre (diverrà una tradizione annuale).

1937                 Prima trasmissione del Programma Tedesco della Radio Vaticana.

2 set 1937         Prima trasmissione del Programma Inglese della Radio Vaticana.

24 nov 1938      Prima trasmissione del Programma Polacco della Radio Vaticana.

2 mar 1939       Prima trasmissione del Programma Ungherese della Radio Vaticana.

 

Pio XII (1939-1958)

 

14 dic 1939       Prima trasmissione del Programma Ucraino della Radio Vaticana.

set 1939            Pio XII istituisce “Inter Arma Caritas” Ufficio Vaticano Informazioni e Ricerche di prigionieri e

a dic 1946         dispersi in guerra: per esso la Radio Vaticana trasmette al Mondo 1.270.000 messaggi di informazione, con 12.500 ore di trasmissione.

gen 1940           Prima trasmissione del Programma Portoghese della Radio Vaticana.

27 nov 1940      Prima trasmissione del Programma Lituano della Radio Vaticana.

2 set 1945         Prima trasmissione del Programma della Radio Vaticana in italiano “Orizzonti Cristiani”.

mar 1947          Prima trasmissione del Programma Romeno della Radio Vaticana.

21 dic 1947       Prima trasmissione del Programma Croato della Radio Vaticana.

21 dic 1947       Prima trasmissione del Programma Ceco della Radio Vaticana.

21 dic 1947       Prima trasmissione del Programma Slovacco della Radio Vaticana.

21 dic 1947       Prima trasmissione del Programma Sloveno della Radio Vaticana.

1948                 Prima trasmissione del Programma Estone della Radio Vaticana.

19 apr 1948       Prima trasmissione del Programma Russo della Radio Vaticana.

2 set 1948         Prima trasmissione del Programma Lettone della Radio Vaticana.

5 ott 1948         Prima trasmissione del Programma Etiopico della Radio Vaticana.

1948                 Inizio Trasmissioni Santa Messa in collegamento RAI: domeniche e festivi.

1949                 Prima trasmissione del Programma Arabo della Radio Vaticana.

21 nov 1949      Prima trasmissione del Programma Bulgaro della Radio Vaticana.

24 dic 1949       Trasmissione televisiva sperimentale su Roma della Santa Messa di Natale.

1950                 Prima trasmissione del Programma Francese Africa della Radio Vaticana.

1950                 Prima trasmissione del Programma Inglese Africa della Radio Vaticana.

1950                 Prima trasmissione del Programma Cinese della Radio Vaticana.

6 gen 1950        Prima trasmissione del Programma Bielorusso della Radio Vaticana.

20 lug 1950       Prima trasmissione dei Programmi Musicali della Radio Vaticana.

1950                 Inizio trasmissioni nei giorni festivi di una Liturgia Orientale.

3 ott 1951         Prima trasmissione del Programma Albanese della Radio Vaticana.

feb 1952           Prima trasmissione del Rosario della Radio Vaticana.

1953                 Prima trasmissione del Programma Scandinavo (Danese, Svedese e Norvegese) della Radio Vaticana.

14 ago 1954      Prima trasmissione dell’Angelus festivo (Pio XII da Castel Gandolfo).

1958                 Prima trasmissione del Programma Indiano della Radio Vaticana.

12 mar 1958      Prima trasmissione del Programma Brasiliano della Radio Vaticana.

12 mar 1958      Prima trasmissione del Programma Ispanoamericano della Radio Vaticana.

 

Giovanni XXIII (1958-1963)

 

25 gen 1959      Trasmissione da S. Paolo (Basilica): il Papa Annuncia di voler convocare un Concilio Ecumenico;

                        l’11 ott. 1962 nella Basilica di San Pietro inizia il 1° periodo del Conc. Ecum. Vaticano II°, CEV II°.

17 feb 1959       Prima trasmissione del Programma Giapponese della Radio Vaticana.

 

 

Paolo VI (1963-1978)

 

8 dic 1965         Trasmissione da San Pietro (Basilica): il Papa Chiude il  Concilio  Ecumenico Vaticano II°.

                        (in set. ’63, ’64, ’e 65 erano iniziati il 2°, 3° e 4° periodo del CEV II°)

29 mag 1966     Prima trasmissione del Programma Armeno della Radio Vaticana.

5 ott 1969         Prima trasmissione della S. Messa quotidiana in latino presso la Radio Vaticana.

20 gen 1974      Trasmissione (sistematica) dell’Angelus festivo del Santo Padre.

2 giu 1974         Prima trasmissione del Programma musicale della Radio Vaticana “Studio A”.

1 dic 1974         Prima trasmissione del Programma della Radio Vaticana in italiano “Radiodomenica”.

1975                 Prima trasmissione del Programma Finlandese della Radio Vaticana.

1 gen 1976        Prima trasmissione del Programma della Radio Vaticana “Con voi nella notte”.

18 apr 1976       Prima trasmissione del Programma in Esperanto della Radio Vaticana.

 

Giovanni Paolo I (1978)

 

                        Brevissimo Pontificato

 

Giovanni Paolo II (1978-2005)

 

25 dic 1980       Prima trasmissione del Programma Vietnamita della Radio Vaticana.

5 dic 1982         Prima trasmissione del Programma della Radio Vaticana in italiano “Antologia”.

25 gen 1983      Trasmissione da S. Paolo (Basilica): il Papa Chiude l’Ottavario dei Vespri “UT UNUM SINT”.

27 set 1992       Prima trasmissione del Programma Swahili della Radio Vaticana.

27 set 1992       Prima trasmissione del Programma Somalo della Radio Vaticana.

 

 

 

 

 

Appendice Nº 2.

 

IN VIAGGIO DA 80 ANNI : LA RV NEL TEMPO E NELLO SPAZIO

 

FASE 0: 11 Feb 1929. Patti Lateranensi: Trattato e Concordato tra la Santa Sede e l’Italia. Artefici principali: Pio XI, Card. P. Gasparri, Vitt. Em. III, B. Mussolini. Si crea lo Stato Città del Vaticano (SCV) con superfice minima e piccole zone extraterritoriali separate tra loro (non si voleva creare un nuovo grande Stato Pontificio).

Un Governatorato SCV è l’Organo Tecnico (1° Governatore il Marchese C. Serafini). Sua Santità con la Segreteria di Stato è al di sopra. Il Papa incarica Leone Castelli (ditta lombarda) per l’esecuzione della maggior parte delle opere civili necessarie per il nuovo Stato.

Nel Concordato a pag. 58 art. 2 è scritto: “La Santa Sede comunica liberamente con Vescovi, Clero e mondo cattolico, senza ingerenza alcuna del Governo Italiano”: si afferma l’idea di una Radio Vaticana (RV).

 

FASE 1: 12 Feb 1931 ore 16.30. Si inaugura la RV in Radiotelegrafia e Radiotelefonia nella palazzina Trasmittente Marconi dei Giardini Vaticani. Artefici principali: Pio XI, Card. E. Pacelli, G. Marconi, P. G. Gianfranceschi, ecc. L’evento ha larga diffusione grazie all’interconnessione con vari Centri  ricetrasmittenti  della Soc. Marconi nel mondo.

La RV irradia sui 15 MHz con  5 kW e antenna omnidirezionale; apparecchiature riceventi e trasmittenti della Marconi. Copertura 1500/3000 km.

Nel 1937 Pio XI fa installare un trasmettitore Telefunken da 25 kW O.C., con l’antenna “Dito del Papa” più quattro antenne a cortina nei giardini e fa realizzare uno studio audio al 1° Piano della P. Leone XIII (Specola). Tecnici: Arrù, Ercole, Marchese, Mornese, Orlandi, Ricciardi, ecc. Questo potenziamento fu di grande aiuto per il Servizio Ricerca di militari e civili prigionieri e dispersi in guerra, espletato dalla RV dal 1939 al 1946 in collaborazione con la Croce Rossa ed altri.

Copertura 1500/8000 km.

Nella Palazzina Marconi la radiofrequenza disturba le apparecchiature audio della produzione dei programmi radiofonici e la ricezione radiotelegrafica. Il 17 ago 1934 il R. P. F Soccorsi è nominato Direttore. La RV dipende dal Governatorato.

 

FASE 2: 1950, Anno Santo. La produzione programmi e la ricezione Radiotelegrafica della RV, si spostano nella Palazzina Leone XIII dove si crea il Centro Controllo (CC) con 10 posti di Radiocronaca per le varie lingue: reti per l’audio e per i segnali di servizio, collegano il CC con San Pietro e Palazzo Apostolico. Artefici principali: Pio XII, P.F.Soccorsi, ing. G.Caravani, M.Ercole e altri.

Inizia l’installazione di un Tx 50 kW Marconi O.C. nella Trasmittente. Un Tx 100 kW O.C. Philips (dono dei cattolici Olandesi) giunge in Vaticano, ma sarà installato nel futuro Centro di Santa Maria di Galeria (SMG).

 

FASE 3: 8 ottobre 1951. Accordo Santa Sede e Italia per impianti radio (zone extraterritoriali). Centro trasmittente: Santa Maria di Galeria (SMG) 440 ettari; Centro ricevente: Castel Romano 118 ettari. Nell’Accordo si richiamano gli Articoli 6, 11, 16 del Trattato tra Santa Sede e Italia.

Artefici principali S.E. Domenico Tardini, S.E. Meli Lupi di Soragna Ambasciatore presso la Santa Sede e il Direttore della RV.

Il 29 marzo 1953 nomine di P.A. Stefanizzi S.J. a Direttore della RV e di P. F. Soccorsi a Direttore Emerito.

 

FASE 4 : 17 maggio 1954. Lettera di S.E. Montini al Card. N. Canali, Presidente del Governatorato, per i lavori in SMG. Dopo un colloquio con Pio XII, il Card. Canali convoca lo staff del Governatorato ed il P. Stefanizzi: il Papa vuole il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria. Principali artefici: Pio XII, Ecc.ze Montini e Tardini, Card. Canali, Ing. Galeazzi, Ing. Viesi, P. Stefanizzi, Ing. Gorio, Prof. Aquilina (Topografia), Prof. Nicolosi (Strutture).

Scelta tra antenne rombiche (RCA) adatte alla Rtelegrafia e quelle a cortina (Telefunken) addatte alla Radiodiffusione.

L’Ing. M. Lemme, assistente di Elettrotecnica dell’Univ. di Napoli, dirige dal 1956 il Centro, vice è M. Carini.

27 ottobre 1957 ore 11.00. Inaugurazione di Santa Maria di Galeria. Pio XII aziona l’interruttore “ultra rapido” dell’alta tensione: entra in servizio il Centro con: 21 antenne a cortina in tre rami (Y) della Telefunken, un Tx 100 kW OC della Philips, due Tx 10 kW OC e un Tx 120 kW OM  della BBC (su 1529 KHZ assegnata allo SCV da Conf. Copenaghen 1947); centrale elettrica, commutatori RF simmetrici (5 matrici), l’antenna omnidirezionale OM di 96 metri con il suo feeder della Brown Boveri (BBC), torri di sostegno della Dalmine.

Copertura 1.500/15.000 km, testimoniata da tante lettere di ascoltatori da America, Africa, Asia ecc..

 

FASE 5 : 30 giugno 1966. Paolo VI annuncia “ Faremo il possibile per dare ai Programmi della Nostra Radio il necessario di persone, locali, servizi e mezzi”.

Ne consegue la nomina di un Direttore Generale della Radio Vaticana (P. G. Martegani S J) e tre Direttori: uno Programmi, uno Radiogiornale e Servizi Informativi, uno Tecnico. Nel 1969 iniziano i lavori in Palazzo Pio (piazza Pia) per creare una sede adeguata alla Radio Vaticana. Cresce la collaborazione con altri radiodiffusori per l’uso di Centri trasmittenti Esteri vicini agli ascoltatori della Radio Vaticana (ricezione più stabile e affidabile).

La Radio Vaticana viene separata dal Governatorato, restando dipendente dalla Segreteria di Stato di Sua Santità.

 

FASE 6 : 1991. Passaggio dall’analogico al numerico/digitale: per la produzione programmi inizia con la numerizzazione delle registrazioni musicali della Regia della Sala Maria Assunta nella Palazzina Leone XIII, e la numerizzazione dei ponti radio con Santa Maria di Galeria.

Dal 1990 la Sezione Informatica della RV ha iniziato a curare la distribuzione elettronica delle informazioni (DEI).

Negli anni successivi le tecniche numeriche pervadono tutte le attività della RV, dai trasmettitori ai selfservices della produzione programmi, con beneficio per i redattori e per tutto il personale RV. La numerizzazione facilita l’attività di scambio informazioni audio-video (Netia, Tic, ecc) tra RV, CTV, RAI, ecc. Facilita la diffusione sulle reti e via Internet (soggetta però a facili disturbi anche “artigianali”).

Attualmente con il progredire della globalizzazione e numerizzazione, sembrerebbe “strano” diffondere una notizia in audio senza l’accompagnamento di un’immagine e di uno scritto. 

 

Nota: dettagli specifici per le Appendici  2), 2a), 2b), 2c), 2d), sono leggibili con riferimento all’anno, nei periodi dei vari Papi in questa cronistoria e nell’Attività della Santa Sede (AS) dal 1938 (Giu 11).

 

Appendice 2a: Inizio servizio o modifiche di impianti RV.

 

Pio XI (1922-1939)

 

1931                 12 Febbraio: inaugurazione dei servizi radiotelefonici e radiotelegrafici della Radio Vaticana nella Palazzina Marconi: 1 trasmettitore onda corta  Marconi da 15 kW con 2 antenne omnidirezionali per 6 MHz e 2 per 15 MHz nei Giardini Vaticani.

                        1 sistema di ricezione radiotelegrafica e radiotelefonica ed 1 piccolo studio audio con microfono a carbone ed amplificatori nella stessa palazzina.

25 dic 1937       Inizio servizio nella Palazzina Marconi del trasmettitore Telefunken AEG Olympia di 25 kW di potenza, (operabile per radiofonia o radiotelegrafia, su 6 frequenze predisposte con cambio rapido dall’una all’altra), con quattro antenne a cortine orizzontali direttive per aree lontane e con un dipolo mezz’onda accordabile con terra riportata, per servizio europeo (Dito del Papa). Il Tx sarà in servizio fino al 2001 e poi trasferito al Museo della Radio Vaticana nella Palazzina.

 

Pio XII (1939-1958)

 

1947                 1° esperimento Televisivo in Vaticano (9 luglio) fatto dalla Radio Corporation of America (RCA) al cospetto del Santo Padre.

1949                 Inizio servizio nella Palazzina Marconi del trasmettitore RCA Onda Media, di 5 kW di potenza. E’ in esercizio come riserva per la frequenza di 525 kHz-585 kHz.

24 dic 1949       Inaugurazione impianto sperimentale TV nell’Aula della Benedizione (San Pietro): riprese e diffusioni su Roma (standard francese).

1950-1952         Palazzina Leone XIII : Studi, Regie, Centro Controllo con 10 posti per radiocronache in varie lingue; sopraelevazione per futura sala ponti radio con Santa Maria di Galeria, traliccio per antenne FM e Ponti Radio fissi e mobili; inaugurazione (1951) dello Studio Maria Assunta per grandi registrazioni musicali.

1954                 Inizio servizio nella Palazzina Marconi del trasmettitore Marconi IV, di 50 kW di potenza. Con 2 antenne a dipolo orizzontale e 4 Franklin OC verticali. Il trasmettitore lavorava a frequenza fissa a 5885 kHz: messo fuori servizio dal 1º settembre 2006.

1957                 27 Ottobre: inaugurazione del Centro Radio Trasmittente in Santa Maria di Galeria (con Accordo dell’Italia). Comprendeva all’epoca; 1 trasmettitore (TX) Brown Boveri O.Media 120 kW su 1529 kHz con antenna mezzonda omnidirezionale come da Conferenza di Copenhaghen 1947 (il TX 120 kW dal 2011 opera come riserva su 1611 kHz in modulazione analogica); 1 TX 100 kW O.Corte automatico Philips su 6 frequenze predisposte e 2 TX  10 kW Brown Boveri O.Corte per telegrafia, telefonia e diffusione (il TX 100 kW e i 2 TX 10 kW sono stati ormai tolti dal servizio); 1 sistema ad Y con 21 antenne Telefunken a (cortina reversibile e slewing) per O.Corte, con 5 matrici di commutatori simmetrici della radiofrequenza (Brown Boveri); 1 cabina di trasformazione da alta a bassa tensione (30 kV-380/220 V, 50 Hz); 1 collegamento con il Vaticano (4 ponti programmi a 940

                        MHz, 1 ponte con multiplex telefonico a 240 MHz : sostituiti da tempo con multiplex numerici a 7 GHx).

 

Giovanni XXIII (1958-196

 

29 giu 1959       La Radio Vaticana inaugura Uffici, Studi e Regie audio in nuovi ambienti dell’ex Museo Petriano vicino al Sant’Uffizio: i lavori erano iniziati nel 1957 con Pio XII.

18 nov 1961      Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore O.Corta Telefunken II di 100 kW di potenza.

30 nov 1962      Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore O.Corta Telefunken I, di 100 kW di potenza.

 

Paolo VI (1963-1978)

 

ott 1965            Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore O.Corta RCA mod. BHF100-A. amplifase di 100 kW di potenza. Originariamente raffreddato ad aria, ne è stato modificato il finale per essere raffreddato ad acqua. Opera unicamente nella banda O.Corta dei 7 MHz. Un secondo TX RCA 100 kW O.C. è entrato successivamente in servizio. 

giu 1966            Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore O.Media 2 Brown Boveri, di 240 kW di potenza, su 1529 kHz. Dal 2011 opera unicamente in modulazione analogica, come riserva. Nel 2001 è stata ridotta la potenza d’uscita in O.M. per rispetto dei limiti di campo elettromagnetico imposti dall’Italia (minori dei limiti internazionali).

giu 1967            Trasferimento di Uffici Studi e Regie della RV dall’ex Museo Petriano al Palazzo Torlonia (via della Conciliazione), per due anni.

giu 1969            Inizio lavori per adattare Palazzo Pio (piazza Pia n° 3) alle attività della Radio Vaticana.

giu 1974            Entra in servizio sulla torre della palazzina Leone XIII dei Giardini Vaticani, il trasmettitore F.M. Sparta stereo da 2 kW con antenna turnstile omnidirezionale per servire Roma e dintorni su 93,3 MHz (Conf. Stoccolma 1961). 

gen 1977           Inizio servizio nel Centro di Santa Maria di Galeria del 1° sistema trasmittente Telefunken per O.C. con Antenna Rotante 1 e TX da 500 kW di potenza, collegato tranite feeder (linea R.Freq. lunga circa 700 mt.) all’antenna, costituita da 1 cortina per freq. basse (6-7-9-MHz ) e una per freq. alte (11-15-17-21 MHz), con angolo di rotazione orizzontale di oltre 300° e scelta dell’azimuth di servizio,  verso: Asia, America N, America S, Africa, Europa lontana.

 

Giovanni Paolo I (1978)

 

                         Brevissimo Pontificato

                         

Giovanni Paolo II (1978-2005)

 

1981                 Inizio servizio nella Palazzina Marconi dei Giardini Vaticani del trasmettitore Sparta O.Media, di 15 kW di potenza. Opera sulla frequenza di 1260 kHz.

1985                 Inizio servizio nella Palazzina Marconi dei Giardini Vaticani del trasmettitore SPT O.Corte, di 10 kW di potenza. Opera sulla frequenza 4005 kHz, come riserva.

dic 1985            Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore di O.Corta Telefunken S4005, di 250 o 500 kW di potenza. Nel 2005 è stato modificato per la modulazione digitale DRM (Digital Radio Mondiale), nella quale eroga circa 60 kW di potenza.

1986                 Inizio servizio nella Palazzina Marconi dei Giardini Vaticani del trasmettitore SPT O.Media, di 10 kW di potenza. Opera sulla frequenza 585 kHz., in Banda laterale unica compatibile (BLUC).

1 gen 1988        Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore di O.Corta Brown Boveri SK55C3-2P, di 250 o 500 kW di potenza (BBC1).

22 mag 1989     Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore di O.Media 3 Brown Boveri SM56F2-2D, di 300 kW o 600 kW di potenza. Opera a 1530 kHz. Nel 2011 opera in modulazione digitale con ridotta efficienza dello stadio finale.

1989                 Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dell’antenna O.C. per 500 kW, Rotante 2, con 1 cortina di dipoli per 6-7-9-11 MHz., ed 1 per 11-13-15-17-21 MHz, con riflettore tra le due cortine. Il suo feeder simmetrico si inserisce con simmetrizzatore nella nuova matrice di commutazione R.F. coassiale del Centro; le vecchie matrici simmetriche sono state potenziate da 100 kW a 250 kW e si interfacciano anch’esse con la matrice coassiale.

1989-1990         In Vaticano non si accetta un nuovo traliccio (da terra) a supporto dell’Antenna per Modulazione di Frequenza (Conf. Ginevra 1984), le Radio Private di Roma e dintorni causano interferenze alla Radio Vaticana. Per contrastarle: si rinforza il traliccio esistente dal 1950 sulla Torre della palazzina Leone XIII, si installa sopra una antenna FM ominidirezionale con 10 piani di radiatori (4 per ogni piano) per stringere il fascio in orizzontale, e far rimanere nei limiti accettabili il campo elettromagnetico negli edifici sottostanti. Ciascuno dei 40 radiatori (antenne Yagi 3x2 elementi) emette con polarizzazione circolare/mista adatta per ricezione FM fissa e mobile. Nella sottostante sala ponti si installano i trasmettitori FM e le riserve che, combinati con filtri per le 4 frequenze, alimentano tramite ripartitori, la RF per la polarizzazione orizzontale e verticale dell’antenna soprastante (3 TX da 10 kW, 2 TX da 17 kW, 1 TX da 30 kW, automatici).

                        Si inizia anche la ripetuta segnalazione dei disturbi arrecati dalle Radio private alle FM del Vaticano (da R. Vaticana a Segreteria di Stato e da questa al Ministero Comunicazioni Italiano).

1995                 Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria dell’antenna logaritmico-periodica da 250 kW  per il servizio O.C. Europeo. 

25 mar 1997      Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore di O.Corta Thomcast TSW2500, di 125kW o 250kW o 500kW di potenza (sostituisce il trasmettitore RCA II). Nel 2006 è stato modificato per la modulazione digitale DRM (Digital Radio Mondiale) con potenze di 120 kW e 220 kW.

mag 1998          Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore O.Media 4 Thomcast TMW2050, di 50 kW di potenza, totalmente a stato solido. Modificato per uso digitale in DRM nel 2003.

2001                 E’ stata ridotta la potenza d’uscita del Trasmettitore di OM 2 Brown Boveri di 240 kW di potenza (messo in servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria nel 1966), per il rispetto dei limiti di campo Elettromagnetico imposti dall’Italia.

2003                 Il Trasmettitore OM 4 Thomcast TMW2050, di 50 kW di potenza è stato modificato per uso digitale in DRM (Digital Radio Mondiale).

2005                 Il Trasmettitore di Onda Corta Telefunken S4005 (messo in servizio nel dicembre 1985 a Santa Maria di Galeria) è stato modificato per la modulazione digitale DRM, nella quale eroga circa 60 kW di potenza.

 

Benedetto XVI (2005 - 2013)

 

2006                 Il trasmettitore di Onda Corta Thomcast TSW2500, di 125kW, 250kW e 500kW di potenza, messo in servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria il 25 marzo 1997, è stato modificato per la modulazione digitale con potenze di 120kW e 220kW.

1 set 2006         Fine servizio del trasmettitore Marconi IV, di 80 kW di potenza., che operava nella Palazzina Marconi dei Giardini Vaticani sulla frequenza 5885 kHz.

2007-2010         Inizio servizio con il TDAB (Terrestrial Digital Audio Broadcasting, Conf. Ginevra 2006) con trasmettitori da 1 kW in Single Frequency Network (SFN). Operano in banda III, canali 7 B e poi 12 D; installati in Vaticano, in Santa Maria di Galeria e in Catel Gandolofo. Al Digitale Audio (DAB) si affianca il Digitale Multimediale (DMB) sugli stessi sistemi trasmittenti. L’emissione in polarizzazione circolare è per ricezione mobile e fissa.  

apr 2010           Inizio servizio nel Centro trasmittente di Santa Maria di Galeria del trasmettitore di O.Corta Brown Boveri SK51C3-P, di 100 kW di potenza (anno di costruzione 1988). Questo trasmettitore è stato rilevato dal Centro Trasmittente RAI che lo ha dismesso.

ott 2010            Fine servizio del Trasmettitore di OC Philips, di 100 kW di potenza.

2011                 Fine servizio nella Palazzina Marconi dei Giardini Vaticani del trasmettitore RCA O.Media, di 5 kW di potenza (in esercizio dal 1949). Operava sulla frequenza 585 kHz.

 

Appendice 2b: La ridiffusione della RV con l’uso dei Centri Trasmittenti Esteri.

 

 Già dal 1967 la Direzione Tecnica della R.V. progetta e prova emissioni di programmi R.V. anche da Centri Trasmittenti più  vicini alle zone di ascolto, per migliorare la ricezione delle O.Corte affollate o con jamming, e per  aumentare il rendimento tecnico e economico e l’affidabilità della ricezione dei programmi. Collegamenti audio fissi via satellite sono usati per trasferire i programmi dalla R.V. ai Centri Esteri.

Si collaborò con Radio Veritas dei Vescovi Asiatici, nelle Filippine, nel 1967-1969 per la realizzazione del Centro Trasmittente di Malolos vicino Manila, e nel 1980-1983 per il nuovo Centro di Palawig sul Mar della Cina, che ha 3 trasmettitori O.Corte da 250 kW e 15 antenne a cortina Brown Boweri, per servire Cina, Indocina, India, Pacifico, Australia e Africa.

Le emissioni R.V. dai Centri Esteri possono essere a pagamento, o su base di scambio con il tempo di antenna del Centro Trasmittente della Radio Vaticana di S.M.G.

Sono attive dal 1997 riemissioni di R.V. da R. Veritas verso Cina; dal 1998 dalla Russia verso India, Giappone, Cina N, Russia Siberiana; dal 2007 dal Canada per Americhe, e R. Canada da S.M.G. verso Europa est, Medio Oriente e Africa Occidentale; dal 2008 con R. Nederland da Madacascar  verso Africa e da Bonaire verso Americhe, e R. Nederland emette da S.M.G. verso Europa Occidentale, Medio Oriente e Africa Centro; dal 2009 R.V. con Voice of America (IBB) verso Cina e Vietnam, IBB emette da S.M.G. verso Darfur e Corno d’Africa; dal 2009 R.V. con R. Veritas emette verso India, e R. Veritas da S.M.G. verso M. Oriente e Pakistan; dal 2010 R.V. emette con Voice of Russia per Russia.

 

Appendice 2c: Cenni sulle vie di trasferimento audio-video ai Centri Esteri.

 

All’inizio (1969) dell’attività d’uso dei Centri Esteri di ridiffusione, il trasferimento segnali avveniva tramite collegamenti fissi: cavi e satelliti. Attualmenti sono usati satelliti vari tra cui Intelsat (1 stazione terrena fù costruita in Vaticano 1992-1994 per uso stelliti area Atlantico e Pacifico per servire Africa, America, Asia e Europa lontana). I satelliti Eutelsat sono usati per servire Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Fibre Ottiche, cavi (anche sottomarini), ponti radio, percorsi via satelliti, trasferiscono ormai anche via Internet, i programmi Radio Vaticana ai Centri Esteri, con buona qualità e affidabilità dei segnali audio e video per gli utenti. E’ da ricordare che dal 1990 dai satelliti Eutelsat gli utenti con antenne paraboliche piccole (11gHz) possono ricevere i programmi (radio diffusione diretta da satellite). La ricezione dei programmi RV via Internet, possibile dai primi anni 2000, è strettamente censurata in alcuni paesi: può essere disturbata con mezzi semplici e “casalinghi” (per disturbare una O.C. occorre p.es. un Tx da 50 kW).

Con i collegamenti audio e video numerici Vaticano-RAI (TV RAI inizia nel 1954) si raggiungono frequentemente le aree Europee e del Nord Africa, e per le grandi cerimonie le aree Extra Europee, su richiesta dei Radiodiffusori locali.

 

Appendice 2d: Cenni su impianti audio-video per cerimonie ed attività in Vaticano.

 

Gia dalla fondazione (1931), alla Radio fu affidato l’incarico di progettare e far realizzare gli impianti necessari per le cerimonie e le attività del Santo Padre: San Pietro e Piazza, Basiliche Romane, Palazzo Apostolico.

Nel 1957-1962 per la televisione, in collaborazione con la RAI si realizzò la rete di cavi video a copertura del Vaticano per consentire le riprese audio-video e l’inoltro in Italia ed all’Estero delle produzioni televisive delle cerimonie.

La R.V. con la Fabbrica di San Pietro progettò per l’Aula Conciliare (Navata di San Pietro) gli impianti di ripresa, diffusione e registrazione sonora entrati in funzione all’inizio del Concilio, gestiti poi dalla R.V.

Dopo l’inizio del Concilio, per le riunioni Sinodali dei Vescovi si progettarono e realizzarono gli impianti audio-video e traduzione simultanea delle sale Borgia in Vaticano. Nel 1968 inizia la progettazione degli impianti audio-video e traduzione simultanea nell’edificio Aula Paolo VI (aule del Professore P.L. Nervi per l’Udienze e Sinodi): nel febbraio 1971 gli impianti entrarono in funzione.

In occasione dell’Anno Santo 1975 viene realizzato un nuovo impianto di diffusione sonora in piazza San Pietro: dopo opportune revisioni verrà totalmente sostituito per preparare l’anno Santo 2000, e per questa occasione oltre la diffusione sonora, è realizzata la diffusione video delle cerimonie su grandi schermi posti in punti opportuni di piazza San Pietro e Aula Nervi (questi impianti sono oggetti di revisione periodica).

Il Centro Televisivo Vaticano (CTV) nato nel 1983, produce i segnali video (accompagnati dall’audio della RV), delle cerimonie più importanti: essi sono poi distribuiti dal CTV ai centri esteri tramite la RAI o direttamente

 

 

Appendice Nº 3

La Radio Vaticana (RV) e le principali Conferenze Internazionali

per Radiocomunicazioni, Radiodiffusioni e Telecomunicazioni.

 

La Radio Vaticana partecipava e partecipa ad esse per il suo diretto interessamento per la Radiodiffusione ed in rappresentanza dello Stato della Città del Vaticano (SCV) e del Governatorato (Gov.to), per tutte le Telecomunicazioni.

 

Nota: Questa Appendice è opera dell’Ing. Pier Vincenzo Giudici, che ha lavorato nella Radio Vaticana dal 1959 al 2000, essendo a lungo il Vice Direttore Tecnico dell’Emittente. Il documento è stato redatto nel mese di marzo 2011. Siccome i suoi dati sono destinati ad essere inseriti separati lungo la Cronistoria della Radio Vaticana, in ognuna delle ricorrenze abbiamo ricordato quello che il sottotitolo annuncia. Inoltre abbiamo sempre procurato esplicitare il significato delle diverse sigle che ricorrono nel testo. Abbreviazione: (Giu 11). Per dettagli specifici leggere l’Acta Apostolicae Sedis e l’Attività della Santa Sede.

Il volume “Mezzo Secolo della Radio del Papa” di F. Bea riporta tanti dettagli e tantissimi nomi di chi ha contribuito per primi all’affermazione della RV. Il volume “Ottant’anni della Radio del Papa” di A. De Carolis copre i recenti trent’anni. La Premessa, redatta dall’ Ing. Giudici, è qui sotto indicata anche per gli anni precedenti la nostra Cronistoria. Questa infatti comincia nell’anno 1922 in cui ha avuto inizio il Pontificato di Pio XI, fondatore della R.V.

Le date delle Conferenze sono come indicate dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT).

Premessa.

La posa dei cavi sottomarini per la Telegrafia elettrica (1858 primo cavo transatlantico) indica l’importanza e lo sviluppo dei servizi internazionali per la telegrafia (seguita poi dalla Radiotelegrafia). Era necessario un coordinamento tra tutti gli Stati per lo sviluppo, l’applicazione, la tariffazione e la diffusione delle tecnologie delle telecomunicazioni: nascono così le Unioni e le loro Conferenze. Nelle Unioni, sia Postali, sia di Telecomunicazioni, tutti gli Stati hanno eguali diritti e doveri.

Per la Chiesa la Comunicazione è un elemento fondamentale non soltanto per lo sviluppo e la fratellanza dei popoli, ma anche per l’adempimento della propria missione.

Prima dell’istituzione dello Stato della Città del Vaticano e della Radio Vaticana, la Santa Sede manifestava il suo interesse per le Comunicazioni, partecipando in modo informale, indiretto e ufficioso, allo sviluppo delle Unioni, tramite personaggi di varia nazionalità e funzione.

Le date dello sviluppo delle Unioni Internazionali ed delle loro Conferenze anteriori all’anno 1922 sono le seguenti:

 

1865 A Parigi, Conferenza di 20 Stati: nasce l’Unione Telegrafica Internazionale, con Convenzione Telegrafica e   Regolamento per l’esercizio.

1868  A Vienna, Conferenza Telegrafica: Berna (Svizzera) diviene sede dell’ Unione Telegrafica.

1874  A Parigi, Conferenza Postale: nasce l’Unione Postale Universale (UPU).

1875  A San Pietroburgo, Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Telegrafica.

1879  A Londra, Conferenza Telegrafica, con qualche cenno di Telefonia.

1885  A Berlino, Conferenza Telegrafica e prime disposizioni per il Servizio Telefonico Internazionale.

1890 e 1896 Conferenze Telegrafiche a Parigi e poi a Budapest.

1903  A Londra, Conferenza Telegrafica; a Berlino Conferenza per la telegrafia senza fili (Radiotelegrafia, RT).

1906 A Berlino, Conferenza Radiotelegrafica Internazionale. Prima Convenzione di Radiotelegrafia (RT). Regolamento

       di servizio, adozione dello “SOS”.

1908  A Lisbona, Conferenza Telegrafica.

1912 A Londra, Conferenza Radiotelegrafica.

1921 A Praga, Conferenza Telegrafica.

 

Pio XI (1922-1939)

 

1924-1925         A Parigi, si crea il Comitato Consultivo Internazionale per la Telefona (CCIF), poi il Comitato Consultivo Internazionale per la Telegrafia (CCIT).

1925                 Si crea l’Unione Internazionale di Radiodiffusione (IBU), con sede a Bruxelles.

1927                 A Washington, la Conferenza Radiotelegrafica (CRT) crea il Comitato Consultivo Internazionale per la Radiotelegrafia (CCIR).

1928                       A Bruxelles, Conferenza Telegrafica (nascono gli embrioni di telescrivente).

1929                       Nascita dello Stato della Città del Vaticano (SCV): il Governatorato è un suo supporto tecnico.

In ambito della dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, lo Stato della Città del Vaticano è siglato CVA.

Nei Patti Lateranensi (11 febbraio) è accennato che l’Italia aiuterà il Vaticano e la Santa Sede nello sviluppo di quanto necessario per l’attività del Santo Padre, specie in materia di Telecomunicazioni (Telegrafia,Telefonia, Radio). Nel Concordato (pag.58 art.2) è scritto; la Santa Sede comunica liberamente con Vescovi, Clero e Mondo Cattolico, senza ingerenza alcuna del Governo Italiano.

Nelle Conferenze, dopo il 1931, la Radio Vaticana (RV) ha quasi sempre rappresentato per delega lo Stato della Città del Vaticano (SCV) ed il Governatorato (Gov.to). La Segreteria di Stato (con firma del Segretario di Stato o Sostituto) fornisce ai funzionari Vaticani le credenziali per partecipare a pieno diritto e dovere a ciascuna Conferenza (Votazioni, Firma degli Atti Finali, ecc.). La Ratifica degli Atti Finali avviene qualche tempo dopo la fine Conferenza, con lettera del Segretatrio di Stato (o del Sostituto) inviata all’Unione Internazionale delle Comunicazioni).

1931               Già dall’inaugurazione della Radio Vaticana (12 febbraio) sono avvisati gli Stati esteri per l’evento: si chiede un giudizio sulla qualità dei segnali ricevuti dai vari organismi Radiotelefonici e la ritrasmissione locale in Europa, in America ecc. (Giu 11).

       1932               A  Madrid, P. Giuseppe Gianfranceschi partecipa come RV e rappresenta lo Stato delle Città del Vaticano

                          (SCV-CVA) alla 1a Conferenza Internazionale di Enti di Radio-Telecomunicazioni. I Plenipotenziari fondono la Convenzione Telegrafica dell’Unione Internazionale Telegrafica (1865) con la Convenzione Radiotelegrafica. Nasce così la Convenzione Internazionale delle Telecomunicazioni: gli Stati che vi aderiscono, tra i quali lo Stato della Città del Vaticano, fanno parte (come oggi) dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, UIT, (con sede, nel 1932, a Berna, Svizzera). (Giu 11).

1938                 Al Cairo, Conferenza dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) per Telegrafia, Telefonia e Radiocomunicazioni. Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

 

Pio XII (1939-1958)

 

         1943                1a Atlantic City, Conferenza dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Poco fruttuosa (II Guerra Mondiale), ma propone per l’UIT il Segretariato, il Comitato Consultivo Internazionale per il Telegrafo (CCIT) ed il Comitato Consultivo Internazionale per la Radio (CCIR). Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1946                 A Bruxelles, l’Organizzazione Internazionale di Radiodiffusione (OIR) sostituisce l’Unione Internazionale di Radiodiffusione (UIR) alla quale la Radio Vaticana già partecipava come Membro a titolo Speciale. La RV diviene Membro di fatto e di diritto del OIR, che poi sarà trasferito a Ginevra come Unione Internazionale di Radiodiffusione (UER-EBU). Creato il Muro di Berlino i Paesi dell’Est Europa sono raggruppati nell’Organizzazione Internazionale Radio Televisione (OIRT): crollato il Muro quei paesi rientrano nell’UER. (Giu 11).

1947                 A Copenhagen, Conferenza Europea di Radiodiffusione. Nel piano di assegnazione frequenze Onde Medie (1948), allo SCV è assegnata l’OM di 1529 kHz con potenza di 120 kW su antenna mezz’onda omnidirezionale. La potenza, notevole per quell’epoca, fù determinata dalla necessità di coprire tutta Roma (con i suoi disturbi) dal futuro Centro Trasmittente della RV di Santa Maria di Galeria. Quella frequenza, alta nella banda OM, ha modesta propagazione terrestre, ma buona propagazione notturna utile per servizio Europeo. Nella Conferenza la Radio Vaticana rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1947                 2a Atlantic City, Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni . Creazione per l’UIT del Comitato Internazionale Registrazione Frequenze (IFRB) e del Consiglio d’Amministrazione. L’UIT diviene Istituzione/Agenzia Specializzata dell’ONU. Si svolge anche una Conferenza per Radiocomunicazioni e Radiodiffusioni in Onde Corte. Partecipa la Radio Vaticana (Radiodiffusione) e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1948                 La sede dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) con il suo Segretariato viene trasferita da Berna a Ginevra. La Svizzera fino al 1947, è stata responsabile del Segretariato UIT (lista frequenze,ecc.). (Giu 11).

1948                 A Città del Messico, lunghissima Conferenza per la Radiodiffusione in Onde Corte (OC). Il Direttore della Radio Vaticana, P. Filippo Soccorsi, è obbligato a rimanere fuori dal Vaticano per vari mesi. Partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata alla Radiodiffusione in OC e rappresenta SCV e Gov.to per le Telecomunicazioni in generale. (Giu 11).

1949                 A Ginevra, Conferenza per le Comunicazioni Aereonautiche. Radio Vaticana rappresenta SCV e Gov.to per le Radiocomunicazioni Telecomunicazioni in generale. (Giu 11).

1950                 Fondazione dell’Unione Europea Radiodiffusione ( UER) con sede a Bruxelles la RV è Membro Fondatore. L’UER sostituisce la IBU del 1925. . (Giu 11).

1950                 A Rapallo (Italia), Conferenza sulla Radiodiffusione in Onda Corta. Partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1951                 A Ginevra, Conferenza dell’UIT sulle Radiocomunicazioni. Partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1952                 A Buenos Aires, Conferenza di Plenipotenziari dell’UIT. Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to. (Giu 11).

1956                 A Ginevra, Conferenza dei Plenipotenziari dell’UIT. Nasce il Comitato Consultivo Internazionale Telegrafico e Telefonico (CCITT). Partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata a Radiocomunicazioni, Radiodiffusione e Telecomunicazioni e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

 

Giovanni XXIII (1958-1963)

 

1959                 A Ginevra, Conferenza dei Plenipotenziari per le Radiocomunicazioni. Vi partecipa la Radio Vaticana in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11).

1961                 A Stoccolma, Conferenza Regionale per la Radiodiffusione in Europa. Allo Stato della Città del Vaticano sono assegnate tre frequenze per la Modulazione di Frequanza (FM) e cinque per la Radiotelevisione. Vi partecipa la Radio Vaticana direttamente interessata alla Radiodiffusione e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1963                 A Ginevra, 1a Conferenza Mondiale per la Radiocomunicazioni Spaziali (Spazio-Spazio e Spazio-Terra). Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione e Radiotelecomunicazioni) e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

 

Paolo VI (1963-1978)

 

1964                 L’INTELSAT è fondata (8 agosto). Lo Stato della Città del Vaticano è tra gli 11 Stati Fondatori. L’Organizzazione Internazionale per le Telecomunicazioni via Satellite, dovrà raggruppare tutte le Nazioni del Mondo, realizzare la Rete Mondiale per le Telecomunicazioni via Satellite e gestirla.

                        L’Accordo e l’Accordo operativo, firmati l’agosto 1971, entrano in funzione il 12 febbraio 1973.

                        L’ONU con la sua risoluzione 1971 è stata di base per la crazione di Intelsat.

1965                 Lo Stato della Città del Vaticano diviene Membro della Conferenza Europea Poste e Telecomunicazioni (CETP).

1965                 A Montreux (Svizzera), Conferenza dei Plenipotenziari per il centenario dell’Unione Internazionale Telegrafica (fusa nel 1932 con la Convenzione Radiotelegrafica, dando origine all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana  direttamente interessata per le Telecomunicazioni in generale e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1966                 A Ginevra, Conferenza sulle Radiocomunicazioni Aereonautiche (Cfr. 1949). Vi partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1967                 A Ginevra, Conferenza dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulle Radiocomu-nicazioni Marittime. Partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata alle Radiocomunicazioni e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11). 

1971                 A Ginevra, Conferenza Mondiale sulle Telecomunicazioni e Radiocomunicazioni Spaziali. Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV ( membro INTELSAT) e Gov.to (Giu 11).

1973                 A Torremolinos (Málaga, Spagna), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana (Radiocomunicazioni e Radiodiffusioni) e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1974                 A Ginevra, Conferenza Mondiale sulle Radiocomunicazioni Marittime. Vi partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1975                 A Ginevra, Conferenza dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) per la Radio-diffusione in Onde Lunghe e in OM. Allo Stato della Città del Vaticano (SCV-CVA) vengono assegnate in OM le frequenze di: 1530 kHz (con 250 kW omnidirezionale), 1260 kHz (con 50 kW omnidirezionale), 585 kHz (con 5 kW per servizio locale). Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata alla Radiodiffusione Europea e locale, e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1977                 A Ginevra, Conferenza Mondiale sulle Radiocomunicazioni e Radiodiffusione via Satelliti. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata alle Telecomunicazioni in generale e rappresenta SCV membro INTELSAT e Gov.to (Giu 11).

1977                 A Parigi nasce l’EUTELSAT: Organizzazione Europea per le Telecomunicazioni via satellite.

1978                 A Ginevra, Conferenza Mondiale sui Servizi Aeronautici. Partecipa la Radio Vaticana per tutte le Radio e Telecomunicazioni, e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

 

Giovanni Paolo I (1978)

 

 

Giovanni Paolo II (1978-2005)

 

1979                 A Ginevra, conferenza Mondiale sulle Radiocomunicazioni. Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1982                 A Nairobi, Conferenza di Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Si propone la creazione nell’UIT del Settore Sviluppo. SCV e Gov.to sono rappresentati dal R.P.A. Stefanizi SJ (gia terzo Direttote di RV).

1982                 Lo Stato della Città del Vaticamo diviene Membro dell’Eutelsat.

1983                 A Ginevra, l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) si suddivide in: Segretariato, Settore Normalizzazione e Standardizzazione, Settore Radiocomunicazioni, Settore Sviluppo Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1984                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) su Radiodiffusione in Onde Corte (1ª Sessione). Vi partecipa la RV per la Radiodiffusione e rappresenta SCV e Gov.to : la RV fa parte di un gruppo di lavoro per le OC  (Giu 11).      

1984                 A Ginevra, Conferenza Regionale dell’UIT per la Radiodiffusione in Modulazione di Frequenza (FM). Partecipa la Radio Vaticana direttamente interessata (Radiodiffusione) e rappresenta SCV e Gov.to. Per servizio su Roma e d’intorni e FM, al Vaticano sono assegnate le frequenze di: 93,3 MHz-96,3 MHz-103,8 MHz-105,0 MHz emesse in Vaticano con polarizzazione circolare, potenze di 10 kW circa, servizio quasi omnidirezionale. (Giu 11).

1985                 A Ginevra, 1ª Sessione della Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, sulle Radiocomunicazioni ed Utilizzazione dell’Orbita Geostazionaria. La Radio Vaticana è direttamente interessata e rappresenta SCV (membro INTELSAT) e Gov.to (Giu 11).

1986                 A Ginevra, nell’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) il V. Dir. Tec. della RV. Ing. Giudici assume la Presidenza della Com. Tec. per la Radiodiffusione Internazionale. Il Dir. Gen. RV P. Borgomeo assume la Presidenza della Comm. Programmi per la Radiodiffusione Internazionale.

                          Nella Commissione Programmi Internazionali la BBC (Inglese), la RFI (Francese), la DW (Tedesca), la Radio Vaticana, ecc. iniziano, in compartecipazione economica, lo studio e le attività per le Statistiche d’Ascolto per la Radiodiffusione Internazionale (OM, OC, Satelliti, Ridiffusioni locali, ecc.).

1987                 A Ginevra, Conferenza del’UIT sulle Radiodiffusioni in Onde Corte (2ª Sessione). La 1ª Sessione aveva avuto luogo a Ginevra nel 1984. Partecipa la Radio Vaticana direttamente coinvolta nella Rdiodiffusione e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

                        Conclusione: la variabile propagazione ionosferica delle Onde Corte (cicli: undecennale, annuale, stagionale, notturno e diurno) impone lo svolgimento di 2 Conferenze Annuali (febbraio-agosto) per coordinare stagionalmente l’uso delle frequenze OC tra i vari Radiodiffusori. (Giu 11).

1988                 A Ginevra, 2ª Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sull’utilizzazione dell’Orbita Geostazionaria (La prima Sessione aveva avuto luogo nella stessa Ginevra nel 1985). Assegnazione di posizioni orbitali e bande di frequenza ai vari Stati compresi il Vaticano. Partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

1989                 A Nizza (Francia), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipano la Pontificia Commissione Comunicazioni Sociali, le Poste e Telegrafi e la Radio Vaticana. Esse rappresentano SCV e Gov.to (Giu 11).

1992                 A Torremolinos (Málaga, Spagna), Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomu-nicazioni (UIT)  per la Radiocomunicazioni. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e rappresenta di SCV e Gov.to (Giu 11).

1992                 A Ginevra, Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT): revisione del Regolamento Radio, conferma del Segretariato, della Direzione di Normalizzazione e Standardizzazione, della Direzione di Radiocomunicazioni e della Direzione di Sviluppo. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata e in rappresentanza SCV e Gov.to (Giu 11).

1993                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulle Radiocomunicazioni. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11).

1994                 A Kyoto (Giappone), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to per le Telcomunicazioni in generale. (Giu 11).

1995                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulle Radiocomunicazioni. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11).

 

1997                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulla Radio. Vi partecipa la Radio Vaticana direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to  per le Telecomunicazioni in genere. (Giu 11).

1998                 A Minneapolis (Stati Uniti), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Partecipano la Pont. Com. Sociali e la Radio Vaticana in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11).

2000                 A Istanbul (Turchia), Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulla Radio. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11).

2002                 A Marrakech (Marocco), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT).  Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11).

2003                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) sulla Radio. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11)

2004                 A Ginevra, Conferenza Mondiale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11)

2005                 Ad Antalya (Turchia), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione)  e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11)

 

Benedetto XVI (2005-2013)

                       

2006                 A Ginevra, Conferenza dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT) per le Radiocomunicazioni, sul tema: la Radiodiffusione Terrestre Digitale (o numerica), TDVB e DAB per segnali audio e video in Europa,Africa e parte dell’Asia. Vi partecipa la Radio Vaticana per essere direttamente interessata (Radiodiffusione) e in rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11)

                        Allo SCV-CVA sono assegnati: per il DAB (sistemi audio video dati) i blocchi 7B (190,640 MHz e 12 D (229,072 MHz); per il DVB i canali 6 (184,50 MHz) 11 (219,50 MHz), 21 (474 MHz), 45 (666 MHz), 57 (762 MHz) (Giu 11).

2010                 Guadalajara (Messico), Conferenza dei Plenipotenziari dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (UIT). Vi partecipa la Radio Vaticana e rappresenta SCV e Gov.to (Giu 11)

2012                 A Ginevra, (gennaio) Conferenza Mondiale del UIT per le Radiotelecomunicazioni, (WRC12). Partecipa la RV direttamente interessata ed in  rappresentanza di SCV e Gov.to (Giu 11)

                        Nell’Assemblea Radio (AR12) svoltasi nei giorni precedenti la WRC12 lo SCV-CVA. con l’ing. Giudici entra nella Vice Presidenza del gruppo dei Consiglieri delle Radio Comunicazioni dell’UIT: RAG-Radio Advisory Grooup (Giu 12).

 

Nota Bene: l’attività della Radio Vaticana, nell’Unione Internazionale delle Telecominicazioni, fa notare l’ing. Pier Vincenzo Giudici autore di questa Appendice 3, prosegue intensamente.

Nel trasferimento dei dati del presente documento nella generale Cronistoria della Radio Vaticana, alle volte i nuovi apporti sono stati fusi con informazioni che già vi erano inserite

 

 

 

 

Appendice Nº 4.

Storia del Bollettino “Radio Vaticana Programmes”.

 

       1973          Nel 1973 si costituisce l'Ufficio Propaganda della Radio Vaticana, dipendente dalla Direzione Generale, che as­sume tra altri compiti la pubblicazione del Bollettino "Radio Vaticana Programmes", in lingua italiana, che dal mese di gennaio diventa mensile e già nel corso dell’anno passa da 30.000 a 70.000 copie, e la formazione di un Archivio fotografico della Radio Vaticana.

       1974          Il Bollettino mensile “Radio Vaticana Programmes”, iniziato in italiano l’anno precedente 1973, si mantiene come pubblicazione unitaria, ma si arricchisce con annunci in altre 5 lingue (tedesco, spagnolo, francese, inglese e portoghese).

       1975          Il Bollettino mensile “Radio Vaticana Programmes”, iniziato in italiano nel 1973, ed arricchito nel 1974 con annunci in altre 5 lingue (tedesco, spagnolo, francese, inglese e portoghese), aggiunge annunci in una settima lingua, il polacco.

       1976          Il Bollettino mensile “Radio Vaticana Programmes”, iniziato in italiano nel 1973, che dal 1975 includeva annunci in 7 lingue (italiano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, portoghese e polacco), aggiunge annunci in altre due lingue: croato e sloveno.

       1977          Il Bollettino mensile “Radio Vaticana Programmes”, che dal 1976 includeva annunci in 9 lingue (italiano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, portoghese, polacco, croato e sloveno), aggiunge una decima lingua: l’Esperanto.

       1986          Il Bollettino “Radio Vaticana Programmes”, iniziato come mensile in italiano nel 1973, e che dal 1977 includeva già annunci in 10 lingue (italiano, tedesco, spagnolo, francese, inglese, portoghese, polacco, croato, sloveno ed esperanto), diventa trimestrale, inserendo annunci in 26 lingue.

       1989          Cambio nell’edizione del Bollettino “Radio Vaticana Programmes”, nato come mensile in italiano nel 1973, e diventato trimestrale, con inserti in 26 lingue, nel 1986. A partire dal 1989 rimane trimestrale, ma realizza quattro edizioni separate: italiana, tedesca, polacca e internazionale (quest’ultima con inserti in francese, inglese e spagnolo).

       2001          Il Bollettino trimestrale “Radio Vaticana Programmes”, che a partire da 1989 realizzava quattro edizioni separate: italiana, tedesca, polacca e internazionale (quest’ultima con inserti in francese, inglese e spagnolo), cambia periodicità: le edizioni italiana, internazionale (in francese, inglese e spagnolo) e polacca diventano semestrali. Soltanto l’edizione tedesca rimane trimestrale.

       2010          Cessa l’edizione polacca del Bollettino semestrale “Radio Vaticana Programmes”.

 

 

 

 

 

Appendice Nº 5.

La Redazione Centrale, forma originaria del Sedoc.

Da Félix Juan Cabasés, ex Capo dello stessa (1978-1987).

 

       Mi è stato chiesto di esporre brevemente la nascita del SEDOC. La nascita del Sedoc non può essere divisa dalla piccola storia della nascita e sviluppo dei suoi servizi, i quali hanno luogo, a poco a poco, nella “Radio Vaticana moderna”.

      A mio giudizio, la Radio Vaticana moderna nacque con la lettera del Segretario di Stato, Amleto Cicognani, al P. Pedro Arrupe, Generale della Compagnia di Gesù, del 23 dicembre 1966.  Nella lettera si descrive e si decreta la riorganizzazione dell'emittente, d'ac­cordo con le direttive tracciate da Paolo VI nel suo discorso del 30 giugno precedente, in occasione dell’inaugurazione di due nuovi trasmettitori RCA per Onde Corte, e come risultato del­le deliberazioni della Commissione di Studio sulla RV, formata da Paolo VI.

      Per dirla in breve, il discorso di Paolo VI annunciava la fine di una Radio Vaticana in cui l’unico Direttore era quello Tecnico, e avviava il processo che avrebbe accentrato la Radio sui contenuti da trasmettere, creando un Direttore Generale, con un Direttore del Radiogiornale, uno dei Programmi ed uno Tecnico.

Infatti, Paolo VI aveva annunciato nel suo discorso: "il proposito di darle nuovi perfezio­namenti e nuovi incrementi, specialmente per quanto ri­guarda il settore programmi. E' questa la parte princi­pale dell'opera relativa alla Radio: cioè il suo sco­po, il suo uso, la sua effettiva utilità. A nulla ser­virebbe avere un magnifico strumento, se poi non lo sa­pessimo magnificamente adoperare. Diremo qui sol­tanto ch'è allo studio un piano organico di ampliamen­to dei programmi della nostra Radio faremo perciò il possibile per dare ai programmi della nostra Radio il necessario: di persone, di loca­li, di servizi, di mezzi, affinché, nei limiti sempre delle nostre modeste possibilità, essi possano avere nuova ed ordinata efficienza”. (IP6º IV 343-348).

       L’unico Direttore finora esistente, che era, il Direttore Tecnico, è sostituito con un Direttore Generale, sotto il quale ci sono un Direttore dei Programmi, un Direttore del Radiogiornale e dei Servizi giornalistici ed informativi e un Direttore Tecnico. Il discorso di Paolo VI e la successiva lettera del Cardinale Segretario di Stato chiudono la prima era della Radio Vaticana, nella quale il centro di gravità si trovava nel settore Tecnico, che funzionava come Dire­zione Generale della Radio, per trasferirlo ai contenu­ti, ai programmi. Così è superata l'era della Radio come strumento tecnico, come intermittente altoparlante del Papa.

       Come primo Direttore Generale, all’interno di questa nuova struttura, è nominato il P. Giacomo Martegani S.J., con accanto, come Direttore dei Programmi il P. Jorge Blajot, come Direttore del Radiogiornale il P. Francesco Farusi, e come Direttore Tecnico il precedente Direttore della RV. P. Antonio Stefanizzi. Fu il Padre Martegani a chiamare P. Pasquale Borgomeo alla Radio Vaticana ed a metterlo a capo di una nuova realtà: la Redazione Centrale. Era il dicembre del 1970, e questa può essere considerata la data di nascita della Redazione Centrale della Radio Vaticana, oggi chiamata Sedoc.

       A mio giudizio (suffragato poi dalla storia) la riorganizzazione fatta con la lettera del Segretario di Stato il 23 dicembre 1966 commetteva un errore tattico. L’errore consisteva nel dare un assoluto monopolio per l’informazione al Radiogiornale, in virtù del quale nessun Programma poteva dare una notizia che non fosse già apparsa sul Radiogiornale senza l’esplicito permesso del Direttore dello stesso Radiogiornale. Di conseguenza, tutta la documentazione proveniente dall’Ufficio Informazioni della Segreteria di Stato andava esclusivamente al Radiogiornale, e all’interno del Radiogiornale arrivavano pure in esclusiva le Agenzie stampa telegrafiche. Poi il Radiogiornale, messo in onda alle 14,00 e distribuito in forma di Bollettino su carta verso le 15.30,  doveva essere la fonte informativa esclusiva del resto dei Programmi.

       Il 25 settembre 1973, il P. Roberto Tucci S.J. succedette al P. Martegani come Direttore Generale della Radio, e il P. Maffeo sostituì P. Stefanizzi come Direttore Tecnico. Sotto P. Tucci cominciò a svolgersi ogni mese il Consiglio di Programmazione, nel quale confluivano i 4 Direttori, i responsabili del Servizi Centrali (Redazione Centrale, Programmi Liturgici, Musicali, Promozione…) e i rappresentanti dei cinque gruppi in cui si dividevano i Programmi Linguistici. L’obiettivo del Consiglio era quello di imprimere a tutto l’insieme una linea comune nel rispetto della necessaria autonomia dei singoli programmi e promuovere una più razionale utilizzazione delle risorse disponibili.

       La Redazione Centrale diretta da P. Borgomeo pubblicava Studi tematici, che venivano distribuiti a tutti i Programmi. Inoltre, il 1º dicembre 1974, la stessa Redazione Centrale inizia l’emissione del Programma - rivista “Radiodomenica”, formato da commenti sull’attualità e reportages giornalistici, destinato a servire da pilota e da vetrina per l’insieme dell’emittente.

       D’altra parte, a partire dal 20 dicembre 1974 inizia la trasmissione del programma “Speciale Anno Santo” che includeva, come servizio per i pellegrini, un notiziario in quattro lingue di informazione non soltanto vaticana ed ecclesiale, bensì pure generale. Il Radiogiornale incomincerà a fare lo stesso a partire dall’11 gennaio 1976, con un’appendice finale quotidiana con il titolo “Brevi dal mondo”.

       L’autore di questa presentazione, proveniente dalla redazione dei Programmi Spagnolo e Ispanoamericano nella quale era incorporato nell’anno 1974, ha lavorato nel Programma “Speciale Anno Santo”, e, finito l’anno 1975, dopo breve tempo è stato destinato come vice del Capo della Redazione Centrale, P. Borgomeo.

       Il 18 gennaio 1977 la Redazione Centrale inaugura il “Servizio Previsioni”. Dopo un breve periodo sperimentale, pubblicherà ogni mese un calendario mensile (chiamato prima P-45 e più tardi P-35 per esprimere l’anticipazione nei riguardi del periodo di copertura) e un calendario settimanale P-7, pubblicato ogni lunedì. Nel Calendario mensile la Redazione Centrale faceva già un’offerta di materiali che, sottoposta al parere dei gruppi linguistici, si consoliderà nel Consiglio di Programmazione mensile. (Cioè, la Redazione Centrale si impegnava a produrre i materiali redazionali offerti sul P-45 che avessero meritato il favore delle redazioni).

       Il 16 febbraio1977, la Redazione Centrale sente il bisogno di iniziare la distribuzione delle “Comunicazioni delle Redazione Centrale”, con numero progressivo, data e ora di distribuzione.

       Altra data importante per lo sviluppo delle funzioni della Redazione Centrale (RC) sarà il 22 aprile 1977. A partire da questa data, su proposta della RC, il Consiglio di Programmazione osserverà il cosiddetto “Processo mensile di programmazione in comune”, il quale seguirà un calendario rigoroso, prefissato dalla Redazione Centrale all’inizio dell’anno, seguendo un ordine preciso che parte dai Calendari delle Previsioni, costituisce l’ordine del giorno del Consiglio di Programmazione, e orienta la produzione della Redazione Centrale.

       Il 13 febbraio 1977, la Redazione Centrale, usufruendo delle Agenzie stampa telegrafiche che arrivavano al Radiogiornale, incomincia ad offrire un Servizio di documentazione sul mondo marxista, quotidianamente aggiornato, e promuove l’abbonamento all’Agenzie stampa mondiale Reuter (che si aggiunge alle Agenzie AFP, AGI/AP, ANSA, AGI e NCNS che già arrivavano in RV.

       Il 9 aprile 1977, P. Pasquale Borgomeo sostituisce P. Jorge Blajot, come Direttore dei Programmi, e P. Félix Juan Cabasés è nominato capo della Redazione Centrale.

       Il 1º giugno 1978 la Redazione Centrale inaugura il Servizio Agenzie, il quale consiste nella sistematica messa a disposizione per tutti i redattori, di tutti i dispacci delle 7 Agenzie che ormai arrivavano alla Radio Vaticana (dal 26 aprile 1978 si era aggiunta la spagnola EFE), classificati secondo i temi (6) e le aree geopolitiche (26). Questa classifica, che veniva fatta ogni giorno in tre momenti, era esposta nel corridoio della Redazione Centrale in tre cartelle (“oggi”, “ieri” e “l’altro ieri”, per ognuna delle 32 aree di classificazione): tutti i redattori potevano consultarla e fotocopiarla durante tutta la giornata. Le modalità di questo servizio erano state presentate in uno Studio della Redazione Centrale, distribuito il precedente 31 maggio.

       Il 6 agosto 1978 muore a Castelgandolfo colui che può essere considerato il secondo fondatore della Radio Vaticana, Paolo VI. 

       I continui ed urgenti bisogni di informazione provocati dal periodo di Sede Vacante portano all’introduzione della distribuzione manuale, immediata e sistematica delle Comunicazioni della Redazione Centrale, sotto l’intestazione SEDE VACANTE, DISTRIBUITA A MANO, intestazione che, una volta eletto il nuovo Papa si trasformerà in HABEMUS PAPAM, DISTRIBUITA A MANO. È un’innovazione importante nel modello e nel ritmo di lavoro della Radio Vaticana, modello e ritmo che diventano più incalzanti e più adatti alla produzione radiofonica. È pure il momento in cui la Redazione Centrale assume il motto: “Per la nostra redazione, subito è già troppo tardi”.

       Eletto Giovanni Paolo I il 26 agosto 1978, il 30 agosto successivo, per decisione del Direttore generale P. Tucci, la Redazione centrale, che aveva dato buona prova di sè durante l’intenso periodo di “Sede Vacante”, diventa la diretta destinataria della documentazione proveniente dall’Ufficio Informazioni della Segreteria di Stato (UISS). Questa documentazione contiene le nomine, le udienze pontificie, il testo dei documenti e dei discorsi che il Papa si prepara a pronunciare, ecc. Va ricordato che fino a questa data, tale documentazione arrivava esclusivamente al Radiogiornale, e le altre Redazione non la conoscevano se non attraverso la notizia che ne dava il Radiogiornale distribuito verso le 15,30 nel suo Bollettino. Invece, la Redazione Centrale, appena ricevuti i documenti, inviava fotocopia al Radiogiornale e per tutti gli altri Programmi, ne faceva una Comunicazione numerata, datata e con l’ora di trasmissione. Queste comunicazioni erano intitolate e presentate (con espressione, se era il caso, dell’EMBARGO DI TRASMISSIONE), e venivano immediatamente distribuite a mano a tutte le unità. Vale la pena di indicare che la prima comunicazione di questo tipo fu fatta con la COMUNICAZIONE DELLA REDAZIONE CENTRALE Nº 445, del 30 agosto 1978, alle 10.10, ed era il progettato discorso ai cardinali di Giovanni Paolo I. Presto si rese necessario sistemare all’esterno delle diverse Redazioni buche di plastica trasparente, cha esistono, per la distribuzione delle Comunicazione della Redazione Centrale. Era l’epoca, non dell’informatica, bensì delle fotocopie. In questa nuova “situazione d’alimentazione notizie” per la RV, la Redazione Centrale  faceva 300.000 fotocopie ca. ogni mese.

       La capacità comunicativa delle Redazione Centrale fu subito messa a prova dall’improvvisa morte di Giovanni Paolo I, dal susseguente periodo di Sede vacante, dal nuovo conclave, e dall’elezione di Giovanni Paolo II. Per non dire niente poi dai viaggi, in Italia e fuori dall’Italia, del più itinerante dei Pontefici. (A proposito: imitando la Redazione Centrale, la Direzione dei Programmi introduce l’11 dicembre 1978 la numerazione progressiva dei suoi Ordini di Servizio).

       Altro importante avvenimento è l’inaugurazione da parte della Redazione Centrale della Registroteca della Radio Vaticana, che ebbe luogo il 2 gennaio 1980. In essa, la Redazione Centrale, in stretto contatto e collaborazione con il Settore Tecnico, mette a disposizione tre classi di registrazioni: Vaticane, Interne ed Esterne.

       Per le registrazioni Vaticane, la Registroteca prepara i nastri, li etichetta, li fornisce al Settore Tecnico per realizzare le registrazioni, e por li mette a disposizione dei Programmi accompagnati sistematicamente da due documenti: l’analisi cronologica del loro sviluppo (Scaletta) e la relativa documentazione scritta (testi dei discorsi…). L’offerta delle registrazioni distingue tre tempi: ATTUALI (ultimi 3 giorni); RECENTI (dal 4º al 10º giorno) e DI ARCHIVIO (dopo il 10º giorno). Questa offerta appare così classificata nella bacheca esterna della Registroteca. Poi, di tutte le registrazioni si conserva un’unica copia nell’archivio della Registroteca. Dopo poco tempo, gli stessi criteri saranno osservati nell’Archivio sonoro generale della Radio Vaticana che opera nella Palazzina Leone XIII.

       Simultaneamente con tutti i testi Vaticani, la Registroteca inaugura un Servizio di Documentazione Pontificia. Vale a dire: la conservazione sistematica e in ordine cronologico dei documenti che accompagnano le registrazioni.

       Nell’estate del 1981 si produce un cambio strutturale che riguarda la Redazione Centrale in quanto Servizio della Direzione dei Programmi: le edizioni del Radiogiornale in francese, inglese, portoghese, spagnolo e tedesco passano alla responsabilità delle relative Sezioni linguistiche, dipendenti dalla Direzione del Programmi, come già si era fatto previamente con l’edizione in polacco.

       Il 4 aprile 1982 nel Consiglio di Direzione della Radio Vaticana, la Redazione Centrale, che già dal 1º giugno 1978 offriva un continuo Servizio classificato dei dispacci di Agenzie, presenta un rapporto sulla situazione dell’informazione stampa telegrafica nell’emittente. Nello stesso Consiglio di Direzione si decide che tale servizio, finora dipendente dal Radiogiornale, passi alla dipendenza della Redazione Centrale con la sistemazione di una nuova Sala di Telescriventi. Essa verrà inaugurata l’11 ottobre 1982, situata, non come finora al fondo del Radiogiornale (che si chiudeva a chiave ogni giorno alla 15,30), bensì in una Sala del 4º Piano accessibile durante tutta la giornata a tutti i redattori.

       In gennaio 1983 la Redazione Centrale pubblica il Prontuario “Chiavi per la lettura integrale dei dispacci delle Agenzie telegrafiche di notizie”, destinato a promuovere l’uso competente delle 8 linee telegrafiche ormai in arrivo alla Radio Vaticana: AFP, AP. REUTER, ANSA, EFE, AGI, AGI/AP e NCNS.

       Speciale interesse e attività viene dedicato dalla Redazione Centrale alla preparazione e copertura dei viaggi papali, specialmente a quelli fuori dall’Italia. Presto il Programma documentato e dettagliato di ogni viaggio diventa strumento essenziale per una competente copertura e proietta un’immagine positiva della Radio Vaticana tra i giornalisti che seguono l’attività della Santa Sede.

       Con lo stesso scopo, nel 1983, viene installata nelle Redazione Centrale, una Postazione di Inseguimento per i viaggi pontifici, dotata di molteplici Telescriventi, Telefoni, Terminali dei collegamenti audio (4 Fili) via cavo o via satellite, e postazioni Telefax: tutti questi collegamenti erano per lo più “punto a punto”. La Postazione di Inseguimento del viaggio nella Redazione Centrale, alla quale hanno accesso in qualsiasi momento tutti i redattori, e dalla quale possono mettersi in collegamento con i nostri inviati, rivoluziona in positivo lo estile ed il modo di seguire i viaggi papali da parte di tutte le redazioni della Radio Vaticana. I materiali scritti in arrivo a questa Postazione, sono subito messi a disposizione di tutti i programmi tramite Comunicazioni della Redazione Centrale. Per i viaggi che si sviluppano in fusi orari lontani da quello di Roma, questa postazione è duplicata durante la notte nella Palazzina Leone XIII, dalla quale la Redazione Centrale continua l’inseguimento il viaggio ed a ricevere e preparare i materiali che verranno distribuiti a prima ora delle mattinata successiva.

Nota bene: Per gli “Studi Centrali”, parti della RC all’estero nei vari paesi visitati dal Papa, l’ing. Giudici  V.Dir.Tec. per la Produzione aveva preparato uno schema dettagliato che indicava numero, tipologia, collocazione, durata ecc. dei vari tipi di collegamento e dettagliava anche le modalità della ripresa sonora e della diffusione sonora (collocazione microfoni, altoparlanti e loro potenze, mixer centrali e ausiliari, ecc.). Questo schema era usato sia per i sopralluoghi di preparazione, sia per la realizzazione degli Studi Centrali.).Per il 1° viaggio in Colombia di GPII fu preparato il libretto “Guida per la copertura dei viaggi pontifici” (Giu 11).

       Il 23 marzo 1982 la Redazione Centrale, con la Comunicazione Nº 1124, riassume il Metodo applicato per la copertura dei viaggi pontifici, ormai arrivato ad una relativa maturità.

       Il 3 ottobre 1983 la Redazione Centrale inaugura un nuovo Servizio, i cosiddetti “Servizi per informatori”. Consiste nella sistematica messa a disposizione della vasta area coperta dalle Agenzie di informazione religiosa che arrivano all’emittente, non per Telex, bensì per la posta. Il nuovo servizio viene presentato con un Prontuario: “I servizi per informatori: infrastruttura postale dell’informazione religiosa di attualità”. Il Servizio, inaugurato con l’offerta di 61 pubblicazioni periodiche di questa natura il 3 ottobre 1983, verrà ampliato il 2 aprile 1984 con 86 pubblicazioni.

       Il 6 febbraio 1984 su iniziativa del Direttore dei Programmi P. Pasquale Borgomeo sono inaugurate, le Riunioni settimanali di Redazione. In esse, alla luce delle previsioni stabilite dalla Redazione Centrale nei Calendari mensile, settimanale e giornaliero, e sulla base dei progetti di lavoro delle diverse unità redazionali, si realizza una prospettiva della settimana che inizia.

       Il 29 luglio 1985, il P.Pasquale Borgomeo, creatore nel 1970 della Redazione Centrale, e poi, dal 1978, Direttore dei Programmi, è nominato Direttore Generale in sostituzione di P. Roberto Tucci, ormai totalmente assorbito dalla preparazione dei molteplici viaggi pontifici extraitaliani. Nella stessa data, il P. Sesto Quercetti è nominato Direttore dei Programmi. E il 20 novembre dello stesso 1985, anche l’edizione italiana del Radiogiornale passa alla competenza della Direzione dei Programmi. Quindi, le due direzioni redazionali disegnate dalla riorganizzazione del 1966 confluiscono in un’unica Direzione dei Programmi, presieduta da P. Sesto Quercetti. E il Capo della Redazione Centrale, P. Félix Juan Cabasés, è nominato Responsabile provvisorio del Radiogiornale. Il 23 maggio successivo sarà sostituito dal P. Ignacio Arregui, il quale, il 2 marzo 1987, sarà nominato responsabile dei Servizi Informativi Centrali (SIC), una nuova unità che comprende il Radiogiornale e il programma Quattrovoci, nato dal Programma speciale per l’Anno santo del 1975.

       Il 15 febbraio 1986, anche la Direzione Generale, seguendo il buon esempio della Redazione Centrale, incomincia a numerare le proprie comunicazioni.

       Nel 1987, la Redazione Centrale pubblica due Prontuari: Una nuova edizione del Prontuario Nº 3: “Chiavi per la lettura integrale dei dispacci delle Agenzie Stampa Telegrafiche di notizie”, che inizia alla lettura di tutte e quattro le Agenzie Mondiali esistenti, giacché tutte e quattro ormai arrivano alla Radio Vaticana (La 4a, UPI, dal 14 ottobre 1987), e il prontuario Nº 4, che contiene Dati riassuntivi e statistici dei viaggi e visite di Giovanni Paolo II, con un’appendice in cui si espone il metodo delle Radio Vaticana per la copertura radiofonica dei viaggi del Papa.

       Il 12 dicembre 1987, P. Lech Rynkiewicz è nominato Capo della Redazione Centrale. Sostituisce P. Félix Juan Cabasés, autore di questa sintesi della nascita e sviluppo della Redazione centrale, diventata poi SEDOC.

       Il 17 febbraio 1988, si realizza una nuova distribuzione delle funzioni della Redazione Centrale. In essa, i servizi di alimentazione redazionale ricevono la nuova denominazione di “Servizi di documentazione: SEDOC”. Ne è responsabile il P. Lech Rynkiewicz, aiutato dal Dottore Giovanni Bosca, che fino a questo momento era stato Redattore capo del Radiogiornale. Questa nuova distribuzione può essere consultata nella Comunicazione di Servizio della Direzione dei Programmi Nº 1223.

 

       Roma. 19 gennaio 2011.                                                           Félix Juan Cabasés S.I

 

 

 

 

Appendice Nº 6.

Alcuni avvenimenti relativi a L’Osservatore Romano.

 

Nota: Dati presi dal capitolo Il giornale del Papa, scritto dall’attuale Direttore de L’Osservatore Romano,(prof. Giovanni M.Vian) incluso nel volume Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’”Osservatore Romano”. (Torino. Umberto Allemandi & C. 2010, 286 pag), gentilmente inviatoci dall’autore..

 

 

4 nov 1929        L’Osservatore Romano, fondato nel 1861, e che aveva avuto a Roma ben 13 diverse sedi, si trasferisce dall’ultima di queste, via Silla 35, e passa definitivamente all’interno dei confini dello Stato delle Città del Vaticano (Cfr. VIAN, Giovanni Maria. Il giornale del Papa. Nel volume Singolarissimo giornale. I 150 anni dell’”Osservatore Romano”. (Allemandi & C. Torino, 2010. pag. 29). 

1930-1938         Diretto da  Dalla Torre appare il periodico L’Illustrazione Vaticana, pubblicato anche in francese, spagnolo, tedesco, olandese, e nel quale collabora con pseudonimi Alcide De Gasperi.

1934                 Inizia a uscire il settimanale illustrato L’Osservatore Romano della Domenica, che dal 1951 si chiamerà L’Osservatore della Domenica..

1947-1979            Enrico Zuppi dirige L’Osservatore della Domenica, e lo trasforma in una raffinata rivista.

       1979          L’Osservatore della Domenica viene ridotto a otto pagine di formato tabloid inserite nel numero domenicale de L’osservatore Romano. Durerà fino al 2007..

1939                 Il Sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, istituisce il primo ufficio informazioni della Santa Sede, affidandolo a L’Ossedrvastore Romaqno.

1942                 Per iniziativa del Sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, comincia ad essere pubblicata in Vaticano la rivista mensile Ecclesia. Durerà fino al 1960.

1948                 Inizia l’edizione de L’Osservatore Romano settimanale in italiano (diversa dal settimanale illustrato).

1949                 Inizia l’edizione de L’Osservatore Romano settimanale in francese, pubblicata dapprima in Francia, ma dal 1951 in Vaticano..

4 nov 1951        Esce a Buenos Aires il primo numero di un Observador Romano realizzato da un gruppo di cattolici con testi e articoli tradotti dagli ufficiali Acta Apostolicae Sedis, dal quotidiano vaticano e dal mensile Ecclesia.

1951                 L’edizione settimanale in francese de L’Osservatore Romano, pubblicata in Francia dal 1949, passa ad essere pubblicata in Vaticano.

1952                 Il settimanale argentino Observador Romano, nato il 4 novembre 1951, si adegua progressivamente al quotidiano vaticano, divenendo El Observador Romano, e poi L’Osservatore Romano, continuando la sua pubblicazione fino al 1969.

1960                 Giovanni XXIII nomina direttore de L’Osservatore Romano Raimondo Manzini, in gioventù membro della Compagnia di San Paolo, ex direttore per un triennio del quotidiano cattolico bolognese L’Avvenire d’Italia, che dirigerà il quotidiano vaticano durante il periodo di preparazione e di svolgimento del concilio Vaticano II. In questo periodo il quotidiano tirerà circa trentamila copie.

1960                 La rivista mensile Ecclesia, nata per iniziativa del Sostituto della Segreteria di Stato, Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, interrompe la sua pubblicazione.

1968                 Inizia la pubblicazione dell’edizione settimanale in inglese de L’Osservatore Romano. L’edizione verrà stampata pure negli Stati Uniti dal 1998, e in India dal 2002. Nel 2008 in India inizia la pubblicazione del settimanale  de L’Osservatore Romano, in malayalam, 1a edizione in carattere non latini nella storia del giornale.

1969                 Inizia l’edizione in spagnolo del settimanale de L’Osservatore Romano, che verrà stampata dal 1998 in Perú e in Messico, dal 2005 in Argentina e dal 2009 in Spagna, con una tiratura di oltre duecentomila copie, lq più alta nella storia del giornale, grazie all’abbinamento con il quotidiano di Madrid La Razón.

1970                 Inizia l’edizione in portoghese del settimanale de L’Osservatore Romano, che verrà stampata dal 2006 in Brasile

1971                 Inizia l’edizione in tedesco del settimanale de L’Osservatore Romano, che dal 1986 verrà stampata soltanto in Germania in edizione finanziariamente autonoma.

1978                 È nominato direttore de L’Osservatore Romano Valerio Volpini. Sostituisce Raimondo Manzini.

1980                 Inizia l’edizione mensile in polacco de L’Osservatore Romano.

1984                 Mario Agnes succede nella direzione de L’Osservatore Romano Valerio Volpini, che lo dirigeva dal 1978. Mario Agnes rimarrà nella carica fino al 2007.

1998                 L’edizione settimanale in inglese de L’Osservatore Roman incomincia ad essere stampata pure negli Stati Uniti.

 29 set 2007      Il Professore Giovanni Maria Vian è nominato Direttore de L’Osservatore Romano. Sostituisce Mario Agnes, Direttore del quotidiano della Santa Sede dal 1º settembre 1982, che va in pensione con il titolo di Direttore emerito. Nello stesso giorno è nominato Vicedirettore de L’Osservatore Romano il Sig. Carlo di Cicco. (AttSS 2007, 384) Il 2 ottobre successivo il Papa invia al Prof. Mario Agnes una lettera di elogio e gratitudine per quanto fatto nei 23 anni di direzione del quotidiano della Santa Sede, e lo inserisce tra i Gentiluomini di Sua Santità. (AttSS 2007, 389). Il 27 ottobre successivo, Benedetto XVI rivolgerà una lettera al nuovo Direttore, nella quale parlerà della dimensione mondiale del quotidiano edito in diverse lingue “che diverrà ancora più concreta ed efficace attraverso le possibilità oggi offerte dalla presenza “in rete”. (AttSS 2007, 427).

 

 

Roma, 19 gennaio 2011, Félix Juan Cabasés S.J.

 

 

 

Appendice Nº 7

Conferenza stampa in occasione dell’inaugurazione

di uno spazio espositivo presso i Musei Vaticani,

nell’80º compleanno della Radio Vaticana.

(10 febbraio 2011)

 

       La Radio Vaticana, nata il 12 febbraio 1931, ha compiuto ottanta anni, ma guarda avanti. I Musei Vaticani hanno voluto dedicare all'80° anniversario della RV uno spazio espositivo al loro ingresso, prospiciente la grande vetrata, che è stato “personalizzato” in una quarantina di lingue, quelle usate dalle redazioni che compongono oggi la Radio Vaticana. L'esposizione rimarrà aperta per l'intero anno celebrativo, fino al 12 febbraio 2012. Al ruolo della Radio Vaticana ed alle sfide nei nuovi settori della comunicazione digitale è stata dedicata il 10 febbraio 2011 una conferenza stampa di presentazione delle attività celebrative dell’anniversario. A parlarne, nella sala conferenze dei Musei Vaticani, sono stati il Cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Mons. Peter Brian Wells, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, e il padre Federico Lombardi S.J., Direttore della Radio Vaticana.

       Il Cardinale Lajolo si è riferito alla Radio Vaticana come ad un servizio con un orizzonte mondiale.

       Mons. Wells ha sviluppato il tema della Radio Vaticana e new media, un ruolo di guida per le emittenti cattoliche.

       Il P. Lombardi, in occasione di questo 80º della Radio Vaticana, l’ha presentata come una comunità multiculturale aperta al mondo, a servizio del Papa e della Chiesa.

Questi tre importanti interventi, con il loro carattere riassuntivo e programmatico, ben possono servire come appendice di riflessione e di valutazione dell’Emittente Pontificia al fine di una cronistoria come la presente, che ha tentato di situare nel tempo la realtà evolutiva e il contesto storico in cui la Radio Vaticana si è sviluppata.

 

Intervento del Card. Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello SCV, in occasione della Conferenza di presentazione delle attività celebrative per l’80° della Radio Vaticana, svoltasi presso i Musei Vaticani nel pomeriggio di giovedì 10.

 

       Radio Vaticana, un servizio con un orizzonte mondiale.

 

In quest’anno 2011 cadono insieme due anniversari importanti dei due principali e più noti media della Santa Sede: i 150 anni dell’Osservatore Romano e gli 80 anni della Radio Vaticana. Il giornale quotidiano e la radio al servizio del Papa, della Chiesa e del Vangelo attraverso le vicende del nostro tempo, seguite giorno per giorno con pazienza e attenzione per decine di anni e valutate alla luce della parola di Dio e del magistero. E’ sempre stato naturale per la Chiesa usare gli strumenti della comunicazione sociale offerti dall’intelligenza e dall’industriosità umana. Il ricorso al giornale quotidiano e alla radio sono stati tempestivi, ma è interessante osservare che avvengono in situazioni storiche assai diverse e caratteristiche.

L’Osservatore Romano come è stato ben ricordato in occasione della solenne presentazione del volume “Singolarissimo giornale” svoltasi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, lo scorso 2 dicembre alla presenza del Presidente Napolitano,nasce nel 1861, insieme all’unità d’Italia e quindi al tramonto del potere temporale dei Papi, e dà voce alle ragioni della Santa Sede di fronte all’opinione pubblica italiana ed europea in tutto il lungo periodo della non risolta “questione romana”.

Ben diverso è il contesto in cui nasce la Radio Vaticana nel 1931, proprio in concomitanza della fondazione del nuovo Stato della Città del Vaticano, frutto del Trattato del Laterano fra la Santa Sede e l’Italia del 1929. Questo è infatti il primo punto da rilevare. La Radio Vaticana nasce esattamente insieme al nuovo Stato, anzi proprio come una delle strutture che lo caratterizzano nella sua sovranità e libertà di azione internazionale. Basta osservare alcune date. L’11 febbraio 1929 con la firma del Trattato del Laterano nasce lo Stato della Città del Vaticano, il 7 giugno il Trattato è ratificato. Già quattro giorni dopo, l’11 giugno, Guglielmo Marconi compie un primo sopralluogo nei Giardini vaticani in vista della costruzione della Stazione radio di cui è stato incaricato dal Papa Pio XI. Nel secondo anniversario della nascita dello Stato, il 12 febbraio del 1931, il Papa inaugura la nuova Stazione. La Città del Vaticano ha così uno strumento proprio di telecomunicazioni che la rende sovrana e autonoma in questo campo, potendo sviluppare servizi radiotelegrafici e radiotelefonici propri.

E’ giusto osservare che la prima Stazione radio, il cui edificio è tuttora esistente e ben conservato nei Giardini Vaticani, era stata concepita principalmente per svolgere questi servizi di telegrafia e telefonia, e quindi la Radio nel suo nascere è strettamente legata alle funzioni dello Stato e dipende direttamente dal Governatorato. Ma in realtà il Papa ha ora a sua disposizione non solo il telegrafo senza fili, ma anche un microfono attraverso cui, quando vuole, può rivolgere la sua parola a un uditorio potenzialmente larghissimo e diffuso in tutto il mondo. L’universalità del suo servizio ha una via assolutamente nuova ed efficace per esprimersi. Salutando Pio XI in occasione dell’inaugurazione della Radio, che oggi appunto commemoriamo, Guglielmo Marconi dice con fierezza: “Per circa venti secoli il Pontefice Romano ha fatto sentire la parola del suo divino Magistero nel mondo, ma questa è la prima volta che la sua viva voce può essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra”. Pio XI ne è del tutto consapevole, e rileggendo le parole del suo primo radiomessaggio possiamo sentire ancora l’eco della sua emozione: “Essendo, per arcano disegno di Dio, Successori del Principe degli Apostoli, di coloro cioè la cui dottrina e predicazione per divino comando è destinata a tutte le genti e ad ogni creatura, e potendo pei primi valerci da questo luogo della mirabile invenzione marconiana, Ci rivolgiamo primieramente a tutte le cose e a tutti gli uomini, loro dicendo, qui e in seguito, con le parole stesse della Sacra Scrittura: ‘Udite, o cieli, quello che sto per dire, ascolti la terra le parole della mia bocca (Deut. 31.1). Udite, o genti tutte, tendete l’orecchio, o voi tutti che abitate il globo, uniti in un medesimo intento, il ricco e il povero (Sal 98.1). Udite, o isole, ed ascoltate o popoli lontani (Is 49.1)’”. Pio XI aveva colto perfettamente la novità dello strumento e delle sue possibilità.

I “radiomessaggi” diventeranno infatti, almeno per diversi decenni, uno dei più importanti generi di espressione del magistero papale e soprattutto dei suoi moniti in rapporto alla situazione del mondo. Basti ricordare, in particolare, i “radiomessaggi” di Pio XII nel tempo di guerra, in occasione del Natale e della Pasqua: attesi con ansia da innumerevoli ascoltatori, saranno pietre miliari del suo messaggio di saggezza, di speranza e di pace per l’umanità sconvolta da un’immane tragedia. Ma anche Giovanni XXIII ricorse nell’ottobre del 1962 al radiomessaggio per dare il suo contributo determinante al superamento della famosa crisi fra le due superpotenze mondiali per la progettata installazione di missili a Cuba, quando il mondo intero stava con il fiato sospeso nel timore dell’olocausto nucleare.

Bisogna osservare che gli anni della nascita della Radio Vaticana, nel più ampio contesto storico, sono anche anni dell’affermazione di totalitarismi oppressivi e negatori della libertà religiosa. All’est il bolscevismo già dominava la Russia, in Italia si affermava il fascismo e in Germania il nazismo. La radio si presenta allora come lo strumento più adatto, spesso l’unico, per diffondere un messaggio di fede e di libertà capace di superare le frontiere che sono state chiuse, e di entrare nelle case e nei luoghi dove si continua a coltivare - spesso nascostamente e talvolta perfino a rischio della propria vita - la speranza di tempi migliori. Sono appunto le circostanze e le necessità di servizio della Chiesa che portano a sviluppare la radiodiffusione, cioè la trasmissione di notizie, informazioni, programmi, in varie lingue, che in un primo tempo non era stata prevista. Già alla vigilia della seconda guerra mondiale la Radio Vaticana trasmetteva regolarmente bollettini di informazioni in sei lingue principali: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, polacco.

Ancora nel contesto della guerra va ricordata una delle pagine più commoventi della storia della Radio Vaticana, cioè il servizio compiuto come strumento principale del grande Ufficio Informazioni voluto da Pio XII per l’aiuto umanitario in favore dei prigionieri, dei dispersi e delle loro famiglie. L’immensa massa di informazioni e domande di informazioni che giunge all’apposito Ufficio di Palazzo San Carlo viene tradotta in messaggi, che attraverso le onde radio sono lanciati nell’etere in tutte le direzioni e possono essere captati nei campi di prigionia in varie parti del mondo. Talvolta nei campi le trasmissioni della Radio Vaticana venivano collegate al sistema degli altoparlanti perché tutti le potessero ascoltare e vi era chi effettivamente poteva così ricevere qualche notizia della sua famiglia, un conforto che non avrebbe mai più dimenticato…Alcuni numeri bastano a far intendere il volume di questa attività: dal 1940 al ‘46 vengono trasmessi in totale 1.270.000 messaggi in 12.105 ore di trasmissione effettiva, con punte di 70 trasmissioni settimanali di 2 o 3 ore, raggiungendo anche 12 o 13 ore al giorno, verso quasi tutte le direzioni geografiche.

Alla fine della guerra mondiale il comunismo estende il suo dominio sulla maggior parte dell’Europa orientale e il Papa chiede alla Radio Vaticana di diventare la voce della Chiesa a sostegno dei popoli e dei fedeli oppressi. Si moltiplicano i programmi regolari nelle lingue dei Paesi che hanno perduto la libertà. Se il lituano, l’ungherese e l’ucraino erano già stati utilizzati in precedenza, dal 1947 in poi si aggiungono il romeno, il ceco e lo slovacco, il russo, il croato e lo sloveno, il lettone, il bielorusso, il bulgaro, l’albanese…Una vera epopea di servizio appassionato alle Chiese del silenzio. Quanta gratitudine queste trasmissioni abbiano suscitato nel cuore di lontani ascoltatori lo si è capito meglio nei primi anni 90, alla caduta della “cortina di ferro”, quando le redazioni della Radio sono state invase dalle lettere di quegli ascoltatori o dei loro figli. Il record è stato raggiunto dalla Sezione Ucraina, con oltre 40.000 lettere in un anno, oltre cento al giorno. Era soprattutto la trasmissione domenicale della Divina Liturgia nel rito greco-cattolico il lingua ucraina che aveva confortato per decenni i fedeli privati dei loro pastori incarcerati o uccisi.

Tutta questa attività richiedeva un potenziamento degli impianti di trasmissione, con nuovi trasmettitori potenti e grandi sistemi di antenne, per i quali il ristretto territorio dello Stato della Città del Vaticano non era sufficiente. Di qui la costruzione del nuovo Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria su un terreno di proprietà del Collegio Germanico, a cui lo Stato italiano riconosce l’extraterritorialità con accordo internazionale nel 1951. Sarà ancora Pio XII a inaugurarlo nel 1957, giungendovi con il più lungo viaggio del suo pontificato fuori dei confini del Vaticano. Così la Radio Vaticana è pronta per un servizio di orizzonte veramente mondiale, e può avviare nuove trasmissioni specifiche regolari verso l’Asia, le Americhe e l’Africa.

La Chiesa universale viene coinvolta nel grande evento del Concilio Vaticano II, a cui la Radio dedicherà 3000 ore di trasmissione in 30 lingue, e di cui registrerà tutti gli interventi dei padri, su oltre 300 kilometri di nastro magnetico.

Ma non ci si può mai “addormentare sugli allori”. Paolo VI pone l’accento in modo molto forte sulla necessità di migliorare e allargare la programmazione. Il suo discorso alla Radio Vaticana nel 1966 rimane una pietra miliare e uno stimolo permanente: “I programmi…sono la parte principale dell’opera relativa alla Radio: cioè il suo scopo, il suo uso, la sua effettiva utilità. A nulla servirebbe avere un magnifico strumento, se poi non lo sapessimo magnificamente adoperare!”. La Radio Vaticana viene quindi chiamata e incoraggiata a continuare a partecipare sempre più efficacemente e con orizzonti sempre più larghi alla missione di evangelizzazione e di guida morale del papato nel mondo di oggi.

Il pontificato di Giovanni Paolo II, con il suo dinamismo senza confini, porterà tecnici e redattori della Radio Vaticana a seguire il Papa in ogni angolo del mondo, affrontando sempre nuove sfide per rendere lo strumento tecnico capace di rispondere a necessità apostoliche inusitate.

Basti ricordare il primo viaggio di Papa Wojtyla in Polonia, quando furono proprio le trasmissioni della Radio Vaticana a informare i polacchi delle diverse aree del Paese su quanto stava accadendo e quindi a contribuire in modo significativo al suo successo, dati i vincoli che la censura imponeva invece ai media statali.

Ci avviciniamo così ai nostri giorni e alle sfide del futuro, a cui saranno dedicati altri interventi.

Ma prima di concludere vorrei ancora mettere in luce alcune funzioni svolte dalla Radio Vaticana, meno note ma molto importanti. Mi riferisco anzitutto a certi aspetti delle relazioni internazionali dello Stato della Città del Vaticano e anche della stessa Santa Sede. Nel mondo odierno le Telecomunicazioni com’è noto hanno importanza cruciale. La Radio Vaticana ha sempre garantito persone tecnicamente competenti per rappresentare degnamente il Vaticano in sede internazionale, non solo quanto alle esigenze specifiche della radiofonia, ma più generalmente per le questioni attinenti alle Telecomunicazioni.

Si tratta della partecipazione a numerose riunioni e a frequenti contatti con la UIT (Unione Internazionale di Telecomunicazioni) o con la CEPT (Conferenza Europea delle Amministrazioni delle Poste e Telecomunicazioni), o altri organismi ancora, che trattano di questioni importantissime, come la assegnazione internazionalmente riconosciuta delle frequenze di trasmissione, o della disponibilità di canali satellitari, o del superamento delle reciproche interferenze, e così via.

Nel mondo moderno non si può operare efficacemente se il buon funzionamento e il coordinamento interno e internazionale delle infrastrutture di comunicazione non è garantito. A questo ha contribuito da 80 anni e contribuisce tuttora attivamente la Radio Vaticana con i suoi tecnici, in ottima collaborazione con la neonata Direzione per le Telecomunicazioni del Governatorato e con le altre strutture impegnate in questo campo, come il Servizio dei Telefoni e l’Ufficio Internet. Per questa collaborazione competente e assidua sono lieto in questa occasione di poter manifestare la nostra gratitudine.

Un altro aspetto del servizio della Radio Vaticana perlopiù poco riconosciuto, ma di cui è giusto dare atto, è la ripresa del suono e l’amplificazione nei molti diversi luoghi in cui si svolgono l’attività del Papa e altri eventi di rilievo in Vaticano. Pensiamo alle celebrazioni in Basilica e in Piazza San Pietro, agli Angelus, alle Udienze e ai Concerti nell’Aula Paolo VI, alle Udienze nelle grandi Sale del Palazzo Apostolico. La voce del Papa viene amplificata, così da poter essere ben udita da tutti i presenti; viene inoltrata alle Radio e Televisioni di tutto il mondo per poter essere ben udita anche da chi è lontano; viene registrata e custodita in un prezioso archivio che - insieme a quelli della Filmoteca Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano per quanto riguarda le immagini in movimento - diventa per il futuro sempre più una fonte di documentazione e di studio preziosissima, di importanza forse addirittura paragonabile a quella che per i secoli passati hanno i ben più famosi archivi vaticani. Ora, anche questi servizi sono garantiti con impegno e amore dalla Radio Vaticana.

Pio XI ha voluto affidare al genio di Marconi la nascita della sua Radio, e Marconi si è dedicato con passione a realizzare il desiderio del Papa, ben sapendo che essa avrebbe potuto ben tradurre in pratica il suo grande ideale - più volte ribadito - di mettere la scienza e la tecnica al servizio del bene dell’umanità. Come egli amava affermare: “Le mie invenzioni sono per salvare l’umanità, non per distruggerla!”.

Pio XI ha voluto affidare alla Compagnia di Gesù la custodia e lo sviluppo dello strumento marconiano, ed è quindi giusto ricordare qui almeno il nome del padre Giuseppe Gianfranceschi, primo direttore della Radio, e dei suoi successori: i padri Soccorsi, Stefanizzi, Martegani, il card. Tucci, il compianto Padre Borgomeo. Con loro numerosissimi tecnici, redattori, impiegati, di lingue e culture diverse hanno collaborato a questa impresa di annuncio del Vangelo e di comunicazione che Benedetto XVI - parlando “a braccio” ai microfoni dell’Emittente in occasione del 75° anniversario - così descriveva: “Non solo parlare, ma anche accogliere le risposte, in un vero dialogo per capire, per rispondere e così costruire la famiglia di Dio. Questo è il senso di un mezzo di comunicazione come questo: aiutare a costruire questa grande famiglia che non conosce frontiere, nella quale, nella molteplicità delle culture e delle lingue, tutti sono fratelli e sorelle, e così rappresentano una grande forza per la pace”. E’ anche il nostro augurio per la continuazione della missione della Radio Vaticana.

      

Intervento di Monsignor, Peter Bryan Wells, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, in occasione della Conferenza di presentazione delle attività celebrative per l’80° della Radio Vaticana, svoltasi presso i Musei Vaticani nel pomeriggio di giovedì 10 febbraio 2011:  Radio Vaticana e new media, un ruolo di guida per le emitenti cattoliche.

      

Eminenza Reverendissima, Eccellenze Reverendissime,

       Reverendo Padre Direttore Generale, Sacerdoti, Collaboratori e Amici tutti della Radio Vaticana.

Sono onorato di rappresentare oggi la Segreteria di Stato, alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario di fondazione della Radio Vaticana che iniziò il suo servizio di annunciatrice della Parola di Dio, dell’insegnamento del Santo Padre e del Magistero autentico della Chiesa nel 1931, una lieta coincidenza con il centocinquantesimo anniversario di nascita de L’Osservatore Romano.

Non vi nascondo una certa emozione e persino un certo timore nel parlare con voi oggi non solo perché la relazione fra la Radio Vaticana e la Segreteria di Stato è costitutiva – come recita lo Statuto dell’Emittente: la «Radio Vaticana per il contenuto programmatico, dottrinale e informativo, fa capo alla Segreteria di Stato che esercita la vigilanza sull’Emittente, la quale è tenuta a seguire con cura le direttive che gli sono impartite» (art. 2.1 dello Statuto della Radio Vaticana del 1° settembre 1995), ma anche perché, come indica lo stesso Statuto, il grande pubblico associa con facilità ai contenuti elaborati da Radio Vaticana un carattere di autorevolezza ed è quindi necessario assicurarne la «piena sintonia con il Magistero e con l’attività della Sede Apostolica» (art. 2.2 dello Statuto della Radio Vaticana del 1° settembre 1995). Proprio per questo, mi rendo conto di quanto esaltante ed impegnativo sia stato il compito finora svolto dall’Emittente.

Sono quindi indubbiamente giustificate e liete le celebrazioni degli importanti traguardi raggiunti in ottant’anni di attività. Permettete che mi associ ad esse, proponendo una breve riflessione incentrata più sulle sfide del futuro, forti dei successi del passato, affinché questi ultimi non vivano solo nella nostra memoria, ma siano di stimolo sul cammino che si apre davanti a noi.

Siamo tutti consapevoli che nel mondo dei media di oggi è in corso una vera e propria rivoluzione. Come ha recentemente sottolineato il Santo Padre nel Suo Messaggio per la 45^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (24 gennaio 2011): «Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa; si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione». Questo sconvolgimento, tanto tecnico come culturale, coinvolge direttamente l’emittenza radiofonica sia per quanto riguarda gli aspetti tecnologici, sia per quanto concerne quelli contenutistici. I media classici, fra cui la radio, non possono più ignorare la potenza e pervasività dei new media.

Si pensi che un recente studio ha identificato una sindrome di assuefazione al telefono cellulare (mobile addiction) che, da quando sono apparsi gli smart phones, può raggiungere livelli così alti da arrivare ad imporre a chi ne soffre di rinunciare al cibo piuttosto che separarsi dallo strumento che gli permette di ricevere e inviare SMS e chiamate (cfr. http://www.digitaltrends.com/mobile/top-10-signs-of-cell-phone-addiction/). Si consideri poi che rilevamenti della Nielsen nei Paesi occidentali mostrano come fra il pubblico di meno di 35 anni, le ore passate a navigare in internet superano di gran lunga quelle spese davanti ad un televisore (cfr. http://www.nielsen.com/us/en/insights/press-room/2008/nielsen_reports_tv.html).

Si può rilevare, inoltre, come anche nella sfera pubblica i new media hanno catalizzato fenomeni sociali di massa come la “Manifestation de la Honte” in Belgio e la “Révolution de Jasmin” in Tunisia. Questi avvenimenti indicano che i servizi di emittenza radiofonica non possono non prendere in considerazione l’emergere di una serie di altri strumenti tecnologici, dal Podcast all’I-Pad, dai Social Networks come Facebook all’Instant Messaging come Twitter.

I nuovi mezzi di comunicazione vanno considerati come interlocutori e non come concorrenti. La radio guardi ai new media come un’opportunità e non come una minaccia. Qui sta lo spirito di «convergenza» fra i media indicato dal Santo Padre nel Discorso ai Dirigenti e Dipendenti del Centro Televisivo Vaticano, il 18 dicembre 2008. Commentando come i confini fra le competenze dei vari media si stessero sfumando e come al contempo le loro sinergie andassero aumentando, Benedetto XVI così si esprimeva: «Oggi Internet chiama a una integrazione sempre crescente della comunicazione scritta, sonora e visiva, e sfida quindi ad allargare e intensificare le forme di collaborazione fra i media che sono al servizio della Santa Sede».

Per riuscire in tale scopo sarà necessario to think outside the box: pensare al di fuori degli schemi. Non vedere la radio, la televisione, internet, i giornali come mezzi a sé stanti, con competenze delineate, ma vederli come dei cerchi da intersecare, da congiungere.

Per Radio Vaticana tale convergenza avrà un primo effetto benefico: quello sul piano economico. L’uso di nuove tecnologie, infatti, permette una massimizzazione dei rendimenti. Sono cosciente di quanto difficile sia parlare di questi temi e sono altresì ben consapevole di quanto Radio Vaticana sia riuscita a fare, rispetto alle concorrenti pubbliche e private. La Radio Vaticana certamente si inserisce nel contesto di un processo di informazione integrata che prevede i new media e tutte le possibilità che offrono. I nuovi mezzi di comunicazione, intelligentemente impiegati e sapientemente integrati con le strutture esistenti, possono essere importanti veicoli per la trasmissione del messaggio della radio, assicurando ampissima diffusione a costi estremamente contenuti. Si pensi soltanto a come gli hub o il web streaming permettano, a costi molto più misurati, una assai più rapida e sicuramente più capillare distribuzione dell’informazione.

La ragione principale che deve spingere Radio Vaticana ad abbracciare nuovi mezzi e tecnologie di diffusione non va tuttavia trovata, né esclusivamente né principalmente, nell’efficienza economica che essi promettono. Il fenomeno di convergenza dei media classici con i new media – specificamente, ma non unicamente, la confluenza fra la radio e internet – va considerata come l’inevitabile trasformazione che darà alla luce un nuovo ruolo specifico del servizio radiofonico, nel contesto di un sistema informativo totalmente trasformato.

Non si tratta di togliere alla radio la propria funzione di raggiungere quanti si servono di questo mezzo, quanto di renderla attraverso i new media capace di rispondere alle attese degli ascoltatori sempre più sensibili all’informazione. Penso che un nuovo concetto di radio stia nascendo e scaturisca da tre considerazioni. La prima è che la radio è un mezzo più flessibile rispetto agli altri e può trovare piattaforme mediali di distribuzione molto facilmente. La seconda è che la radio è un medium pervasivo ma non invasivo, poiché la voce, contrariamente all’immagine, circonda l’ascoltatore e lo immerge in un ambiente sonoro lasciandogli il suo spazio. Il terzo è che la radio è un media di relazione e di intimità, un luogo per l’interiorità, la responsabilità, e non l’esteriorità e l’apparenza, che invece le immagini veicolano.

La convergenza fra la radio e i new media non snaturerà l’essenza della comunicazione radiofonica, ma la potenzierà. Nel caso specifico della Radio Vaticana, la convergenza con i nuovi media comprenderà due processi complementari. Il primo processo riguarda l’armonizzazione del lavoro della Radio Vaticana con gli altri mezzi di comunicazione vaticani. Il secondo processo concerne i rapporti dell’ente radiofonico della Santa Sede con le altre radio cattoliche nel mondo.

Il primo processo è già stato intrapreso con determinazione dai media vaticani: ne sono prova le aeree di collaborazione fra il Centro Televisivo Vaticano, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e la stessa Radio Vaticana. Ma questi sviluppi sono solo delle prime tappe di un fenomeno più globale e più esteso che doti la Santa Sede di una presenza stabile nel mondo dei new media.

Il secondo processo è ancora più specifico: Radio Vaticana ricopre il ruolo di esempio, di faro, di guida per tutte le altre emittenti radiofoniche cattoliche. L’uso di nuovi strumenti tecnologici potrà quindi assicurare che Radio Vaticana sia una fornitrice di idee e di servizi alle sue consorelle e al tempo stesso, sia uno strumento grazie al quale i servizi delle radio cattoliche locali possano essere condivisi a livelli globali.

Per riuscire in questa difficile sfida bisognerà continuare nella direzione – già da tempo intrapresa - di un nuovo rapporto organico della Radio Vaticana con le radio cattoliche nel mondo, un rapporto che oggi è possibile appunto grazie alle nuove tecnologie. La natura di tale nuovo rapporto trova la propria radice nel ruolo specifico affidato alla Radio Vaticana, quello di essere una parte integrante degli strumenti a disposizione della Santa Sede per l’evangelizzazione. Come spiegava il Santo Padre nel Suo Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale per i responsabili delle radio cattoliche il 20 giugno 2008: «A causa del suo legame con la parola, la radio partecipa alla missione della Chiesa e alla sua visibilità, ma al contempo genera un nuovo modo di vivere, di essere e di fare la Chiesa». Essendo la Chiesa per sua natura universale, Radio Vaticana ha quindi una missione universale. Essa risuona in più di quaranta lingue e si propone come strumento per eccellenza per dialogare con culture e religioni diverse.

Proprio per questo, a voi, operatori della Radio Vaticana, è richiesto un aggiornamento continuo: tecnico, professionale e culturale. E proprio per questo, i nuovi strumenti di comunicazione possono esservi particolarmente utili, in quanto in essi si trova la chiave per il raggiungimento di una vera globalità. Penso alla capacità di raggiungere con una notizia o un’idea milioni di persone direttamente sul proprio telefono cellulare, o alla capacità di assicurare un messaggio in tempo reale a quanti vivono in zone di guerra o sotto i regimi più duri.

Evangelizzare significa anche affrontare le difficoltà alle quali è soggetta la Chiesa. Radio Vaticana deve essere la voce della Chiesa per contrastare quelli che affermano che la Chiesa non è capace di rinnovarsi al suo interno, dimostrando invece la indefessa volontà di purificazione manifestata dal Suo Supremo Pastore. Radio Vaticana deve essere la voce che promuove la libertà religiosa nel pianeta. Radio Vaticana deve essere la voce che chiama al dialogo e alla concordia in un mondo che fa sempre più ricorso all’odio e alla violenza per risolvere i conflitti. Tutti noi qui presenti sappiamo che per riuscire a essere tale voce i new media sono assolutamente indispensabili. Oggi i lanci di agenzia, gli articoli di giornale e persino i talk show hanno lasciato spazio ai blogs, al buzz e al going viral. Una notizia ancora prima di raggiungere i media classici viene lavorata e modificata e nuovi meccanismi plasmano e influenzano l’opinione pubblica sin dal suo inizio, per poi renderla importante, planetaria o farla morire e scomparire. Non basta più andare in onda, pubblicare, scrivere.

Oggi bisogna essere presenti nei forum, aggiornare le web pages, per poter raggiungere un mondo sempre più affamato di notizie. In altre parole, non avere a propria diposizione nuovi mezzi tecnici o non sapere di strumenti all’avanguardia implica che il messaggio comunicato arrivi tardi, male e persino inutilmente.

Il Santo Padre nel succitato Messaggio per la 45^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ci ha ricordato come i new media stanno «contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa». È quindi indispensabile per Radio Vaticana continuare ad adattarsi a questi nuovi mezzi se vuole essere il motore di nuove forme di coscienza, di consapevolezza, in altre parole: di una nuova cultura.

A pensarci bene, lo sviluppo di una nuova cultura che si fonda su una relazionalità specifica è tipica della Chiesa. Non è forse la Chiesa cattolica ad essere stata il primo network sociale globale? Molto prima che i new media esistessero, il linguaggio liturgico, i valori cristiani, il modo di concepire l’uomo congiungevano i cattolici di tutto il mondo, qualsiasi fosse la loro cultura, lingua, età, razza o livello economico.

La globalizzazione mediatica non può farci paura perché ne siamo stati noi i primi artefici.

Concludo pertanto il mio intervento a Voi che diffondete i messaggi del Santo Padre, ripetendo come augurio, spinta e nucleo della missione, il saluto che apre e chiude ogni vostro servizio e che nel mondo intero, come le note del Christus vincit, identifica la vostra, la nostra, emittente: Laudetur Jesus Christus.


       Intervento del P. Federico Lombardi S.I., attuale Direttore Generale della Radio Vaticana.
80º della RV, una comunità multiculturale aperta al mondo, al servizio del Papa e della Chiesa


Eminenze, Eccellenze, Principessa Marconi, Signori ambasciatori, Autorità, Colleghi e amici.

Anzitutto un sincero ringraziamento a nome di tutta la comunità della Radio Vaticana e anche mio personale per la vostra presenza e partecipazione attenta e affettuosa in questa circostanza per noi così bella e importante. Grazie in particolare per l’ospitalità che ci è stata offerta così generosamente in una sede importante come i Musei Vaticani. Per questo ringrazio S.Em.za il Cardinale Lajolo, Presidente, S.Ecc.za Mons. Viganò, Segretario, il Direttore dei Musei, prof. Paolucci e tutti i suoi collaboratori, che ci hanno fatto sentire veramente a casa e si sono impegnati in ogni modo per aiutarci in questi giorni di preparazione.

Gli interventi così importanti e sostanziali degli oratori che mi hanno preceduto - il Card. Lajolo e mons. Wells hanno posto riferimenti essenziali per quanto riguarda il passato e il futuro della Radio Vaticana. A me resterebbe da dire, in breve, chi e che cosa siamo oggi, come – venendo dal passato di cui ci ha parlato il Card. Lajolo, costruiamo il futuro di cui ci ha parlato mons. Wells. Sentiamo di avere una missione chiara e stabile. Siamo servitori dell’annuncio del Vangelo, e lo siamo in un modo specifico, cioè come collaboratori di quel servitore del Vangelo che è il Santo Padre, il Papa di Roma.

Sono arrivato alla Radio il 15 gennaio 1990, il giorno in cui sono iniziati i bombardamenti di Bagdad nella prima guerra del Golfo. Mi domandavo: Che cosa devo dire? Come faccio? Poi ho capito che il primo e fondamentale commentatore della storia dei nostri giorni per la RV non ero io, ma era il Papa. Che cosa comunicare e perché, c’è qualcuno che ce lo dice. Per nostra fortuna lo riceviamo.

E’ l’insegnamento e la vita della Chiesa, in cui si annuncia il Vangelo vissuto nel nostro tempo, attraverso celebrazioni, eventi, documenti che danno senso e speranza: il Grande Giubileo, le Giornate della Gioventù, i viaggi del Papa nei diversi continenti, “Caritas in veritate”, i Messaggi della pace…, e si legge la storia e vi si partecipa nello spirito di questi messaggi. Una splendida missione ! Splendida. Anche nei tempi difficili!.

Specificamente nostro è il compito del come comunicare. Come comunicare efficacemente, in un linguaggio chiaro e comprensibile, in modo da raggiungere tante persone, arrivare alla loro mente, al loro cuore, possibilmente toccarlo. E per questo bisogna assimilare il messaggio che si riceve, farlo proprio, per poterlo esprimere in modo vissuto e credibile, con le lingue, i generi espressivi e le tecnologie adatte.

Siamo una radio, questo caratterizza profondamente la nostra storia e la nostra identità, la nostra mentalità e il nostro modo di lavorare, ma - permettetemi la provocazione, oggi la parola “radio” è spesso fonte di equivoco e non sempre aiuta la comprensione di ciò che realmente siamo. “Radio” fa pensare anzitutto alle antenne e alle onde, a una tecnologia che ha caratterizzato un’epoca storica.

Le antenne e le onde ci sono state e ci sono, ma sono oggi solo una delle vie attraverso cui il messaggio si diffonde. Ce ne sono molte altre. Ci sono i satelliti dai primi anni 90, c’è l’internet dai secondi anni 90, c’è la digitalizzazione di tutti i nostri strumenti di lavoro, c’è la fioritura delle nuove applicazioni tecnologiche di cui parlava mons. Wells, c’è la convergenza digitale che ci ha portato necessariamente non solo a trasmettere il suono delle parole e della musica, ma anche a pubblicare e archiviare i testi scritti che componiamo siano o no trasmessi in audio, a integrare il nostro lavoro con quello della produzione delle immagini fotografiche e del video, a lavorare in stretta simbiosi con il Centro Televisivo e il Sito web vaticano.

Siamo ancora una “radio”? O non siamo piuttosto una grande comunità di comunicatori e tecnici al servizio della missione del Santo Padre, che coinvolta nelle grandi trasformazioni dell’era digitale - cerca di usare le vie migliori per comunicare, in collaborazione con tutti quelli che possono contribuire a tale missione? Forse siamo piuttosto questo.

Siamo una comunità di lavoro originariamente e appassionatamente internazionale e multiculturale. Siamo più di 300 e veniamo da 60 paesi diversi. Abbiamo conservato e amiamo la ricchezza e la varietà di lingue che la nostra storia ci ha affidato. Si tratta della grande maggioranza delle lingue europee e di una scelta significativa di lingue parlate negli altri continenti, per un totale di oltre 40 lingue usate regolarmente. Probabilmente siamo l’emittente internazionale oggi con il numero maggiore di lingue usate, anche se per programmi di durata spesso piuttosto breve (una ventina di minuti).

Nello spazio espositivo che poi potrete visitare, vedrete su una grande parete trasparente comparire il nome della Radio Vaticana in quaranta lingue e quindici alfabeti diversi. Sono quelli delle nostre trasmissioni e dei nostri testi. Noi ne siamo fieri e consideriamo questa varietà linguistica una ricchezza per la Santa Sede, un segno della universalità della Chiesa cattolica e del suo apprezzamento per le diverse culture, anche se a volte piccole o addirittura marginali dal punto di vista della grande geopolitica.

Dal punto di vista delle possibilità tecniche delle trasmissioni radiofoniche in onde corte e medie, la Radio Vaticana non può certo più pensare di aumentare l’uso di nuove lingue con tempi addizionali di trasmissione, ma le nuove dimensioni comunicative aperte da Internet permettono nuove possibilità con costi tecnici molto limitati. Così, ad esempio, già da anni la Sezione Giapponese non opera più sulle onde corte, ma solo sulla pagina web; per richiesta della Segreteria di Stato si è aperta una pagina web in lingua macedone, durante il recente Sinodo per il Medio Oriente si è aperta una pagina in ebraico moderno, messaggio molto chiaro di dialogo con il mondo ebraico e ben recepito, ora si studia la possibilità di una pagina coreana, dato che la Chiesa cattolica in Corea è una delle più dinamiche dell’Asia.

Insomma, su una piattaforma ben organizzata l’aggiunta anche temporanea di nuove lingue e nuovi alfabeti non costituisce più un problema difficile, ma da valutare alla luce delle esigenze del servizio della Chiesa. Giovanni Paolo II, viaggiando per il mondo e allungando la lista degli auguri natalizi e pasquali fino a sessanta lingue ci ha aiutato a capire il significato profondo di tutto ciò per i popoli minacciati da una globalizzazione troppo omogeneizzante e da imperialismi culturali che non impoveriscono meno di quelli politici. La difesa della varietà linguistica e culturale fa parte del nostro DNA.

Non slegata da questa è un’altra caratteristica della vocazione della nostra comunità di lavoro. Cercare di raggiungere tutti, in particolare quanti sono in difficoltà, lontani o separati dalle grandi possibilità di comunicazione. Nell’intervento del Card. Lajolo sono stati ricordati i popoli oppressi, le Chiese del silenzio. Anche oggi ci sono parti della Chiesa che soffrono. Il servizio per i cattolici in Cina e Vietnam svolto dai programmi della Radio Vaticana con i loro contributi per la formazione cristiana è stato ed è gigantesco, l’equivalente di migliaia e migliaia di pagine. Le trasmissioni della Messa verso la penisola arabica per i lavoratori cattolici privi di assistenza pastorale sono un servizio prezioso.

Noi pensiamo di dover servire ricchi e poveri, liberi e oppressi, giovani e vecchi. E pensiamo naturalmente di dover essere ascoltati o visitati, ma l’imperativo del servizio ecclesiale per noi passa decisamente avanti a quello del solo numero dell’audience. Anche se gli ascoltatori somali saranno sempre pochissimi, sono talmente poveri di sostegni che noi pensiamo di non doverli abbandonare. Per questo abbiamo conservato una gamma assai ampia non solo di lingue, ma anche di tecnologie di comunicazione. Alcune, come le tradizionali onde corte, le consideriamo tuttora necessarie per servire alcune aree del mondo ad esempio in Africa che se no rimarrebbero abbandonate.

Ma sappiamo bene che numeri sempre più grandi di persone, soprattutto nelle generazioni più giovani, sono già migrati da tempo verso altri strumenti e mondi di comunicazione, come diceva lucidamente mons. Wells, e anch’essi non vanno abbandonati, anzi vanno cercati sulle loro strade.  Di qui l’impegno continuo di trasformare il nostro lavoro così da farlo approdare con bollettini email, RSS e podcast sui PC degli internauti o sugli smartphones delle nuove generazioni. Vi assicuro che portare avanti il servizio necessario di produzione informativa continua, riducendo gradualmente il personale e contenendo le spese e innovando allo stesso tempo continuamente nei metodi di lavoro è difficile. Ma è quello che stiamo facendo da molti anni… E cerchiamo di farlo con intelligenza e creatività, anche con soluzioni nuove.

Ci siamo impegnati per arrivare a questa data con un nuovo regalo da offrire. Si chiama Vatican TIC. Chi verrà a visitare il nostro sito potrà scoprirlo: è un sistema organizzato in base al calendario delle attività del Papa, grazie a cui con un semplice clic si possono richiamare tutti i contributi pubblicati nel sito che si riferiscono a un determinato evento dell’agenda del Papa. E questo si può estendere facilmente agli altri siti vaticani con cui collaboriamo, cosicché potrà diventare uno strumento molto potente e condiviso per il nuovo Portale di informazioni vaticane che il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali sta sviluppando. Ho detto intenzionalmente “condiviso”, perché la nostra comunità vuol essere aperta e collaborativa, non chiusa e autosufficiente, dato che è al cuore di una grande comunità come la Chiesa e ne condivide lo spirito.

Da quando i satelliti e l’internet negli anni 90 ci hanno permesso di diffondere i nostri programmi con buona qualità, così da poter essere ritrasmessi, il numero delle emittenti soprattutto cattoliche, ma non solo che ci ritrasmettono è andato sempre aumentando, fino a superare oggi il migliaio (esempi: francese, brasiliano, polacco). Per non parlare dei siti che sono linkati con il nostro.

Tramite la Sala Stampa mettiamo a disposizione molta della nostra documentazione a tutti i giornalisti accreditati in Vaticano. Abbiamo imparato la gioia di collaborare con il Centro Televisivo Vaticano in varie forme, ma in particolare creando insieme il nuovo canale vaticano su YouTube, in cui abbiamo pubblicato nell’ultimo anno oltre 500 videonews sull’attività del Papa in quattro lingue diverse.

Ora ci siamo buttati con il PCCS nell’avventura del nuovo Portale di informazione vaticana e siamo convinti che proprio attraverso di esso riusciremo a superare la nuova frontiera, su cui riflettiamo da tempo ma che non abbiamo ancora veramente superato, del coinvolgimento nel mondo dei social network. Apertura anche non solo nel Vaticano e nella Chiesa, ma naturalmente con il mondo e la società in cui viviamo.

Il Canale FM su Roma e Provincia, One-O-Five live, con le molte voci che accoglie e porta al microfono, è diventato dal 2000 in poi una realtà viva e coinvolgente attraverso cui la Radio Vaticana è inserita attivamente nella città di Roma, nella Chiesa e nella società italiana.

Anche la Sezione musicale si è aperta a una realtà più ampia con la bellissima iniziativa dei “Conservatori in concerto”, offrendo cioè sistematicamente ai conservatori italiani la possibilità di trasmettere in diretta dai nostri studi le esecuzioni artistiche dei loro migliori studenti.

Il nostro gusto di accogliere giovani in formazione nelle nostre redazioni per offrire loro una bella esperienza di inserimento professionale si esprime con gli stage. In venti anni abbiamo ospitati più di 1100 giovani, di una cinquantina di paesi diversi, ognuno per un paio di mesi in media, e così ora abbiamo tantissimi amici che operano nelle più varie testate giornalistiche e radiofoniche in giro per il mondo.

Ai nostri predecessori, in particolare all’indimenticabile Padre Pasquale Borgomeo dobbiamo anche un profondo e cordiale inserimento nelle principali associazioni professionali internazionali, a cominciare dall’Unione Europea di Radiodiffusione, l’associazione delle emittenti pubbliche europee, di cui siamo membri fin dalle origini. E il momento centrale di quest’anno anniversario sarà proprio l’Assemblea plenaria annuale delle Radio dell’EBU/UER, che la Radio Vaticana ospiterà qui a Roma presso l’auditorium di Via della Conciliazione 5 nei giorni 28-30 aprile, e culminerà con l’udienza dal Santo Padre a Castelgandolfo il 30 aprile mattina.

Insomma, aperti al mondo e al futuro, con una grande passione per l’universalità e il desiderio di servire la Buona Notizia mettendo a sua disposizione ogni mezzo che l’ingegnosità umana le offra, perché la comunicazione costruisca comunione e unione fra le persone.

Questa è e vuol essere la Comunità di Lavoro della Radio Vaticana oggi, fiera del suo passato e coraggiosamente ottimista nell’affrontare il futuro, il tempo che appartiene a Cristo Signore.




<<   Sommario   >>


Chi siamo Palinsesti Contatti Produzioni RV Links Elettrosmog Museo RV Altre lingue Santa Sede SCV Cerimonie
All the contents on this site are copyrighted ©. Webmaster / Credits / Note Legali / Per la pubblicitá