HomeRadio Vaticana
foto testata   
altre lingue  

Home > Politica > notizia del 2013-05-03 13:22:27
A+ A- Stampa articolo



Indonesia: a Giakarta, islamisti preparavano un attentato contro l'ambasciata birmana



I reparti speciali dell'antiterrorismo in Indonesia hanno arrestato due uomini, sospettati di preparare un attentato contro l'ambasciata birmana a Jakarta. L'attacco pianificato dai due, legati a frange estremiste islamiche, sarebbe una risposta alle recenti violenze contro la minoranza musulmana in Myanmar, perpetrati da gruppi buddisti fondamentalisti con l'avallo di una parte dell'ordine monastico. Il fermo è avvenuto nella tarda serata di ieri: il 28enne Sefa Riano e il 21enne Achmad Taufiq sono stati intercettati a bordo di una motocicletta, in una zona residenziale a sud della capitale, mentre trasportavano cinque bombe artigianali pronte a esplodere. Il capo dei reparti speciali dell'antiterrorismo ha spiegato che l'attacco era previsto per la giornata di oggi; obiettivo la rappresentanza diplomatica del Myanmar (situata a West Jakarta), attorno alla quale sono state aumentate le misure di sicurezza. Rafforzati i controlli anche nei pressi della residenza dell'ambasciatore a Menteng (Central Jakarta), altro potenziale obiettivo dei gruppi islamisti. Dalle prime ricostruzioni sembra che gli attentatori preparassero da qualche tempo l'attacco contro le rappresentanze birmane in Indonesia; del resto è prassi comune per cellule estremiste e singoli militanti colpire luoghi simbolo, in risposta a presunte violenze contro musulmani o simboli religiosi islamici. Gli ordigni erano pronti a esplodere; una fonte della polizia conferma il proposito di colpire "se non fossimo intervenuti in tempo, le loro intenzioni erano molto chiare". Esperti collegano questo tentativo di attacco all'ambasciata birmana all'appello lanciato nei giorni scorsi dal leader radicale Abu Bakar Bashir, l'ispiratore della strage di Bali del 2002 che ha provocato oltre 200 morti, che invita al jihad contro il Myanmar. Il leader islamico punta il dito contro il governo di Naypyidaw, colpevole di "genocidio" nei confronti della minoranza musulmana. Nei giorni scorsi le autorità birmane hanno proposto il controllo delle nascite, per limitarne la crescita, mentre esercito e nazionalismo religioso buddista sfruttano il clima di tensione (decine i morti negli ultimi mesi) per mettere a rischio il processo di democratizzazione avviato dal presidente riformista Thein Sein. (R.P.)




Condividi






Chi siamo Schedule Contatti Produzioni RV Links Elettrosmog Museo RV Altre lingue Santa Sede SCV Cerimonie
All the contents on this site are copyrighted ©. Webmaster / Credits / Note Legali / Per la pubblicitá