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Home > Politica > notizia del 2013-05-12 10:15:14
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Storica visita in Cina del Patriarca ortodosso russo Kirill



Non solo i pur importanti rapporti economici e politici. Lo sviluppo dell’amicizia tra i popoli russo e cinese va incrementato e coltivato a tutto campo, a cominciare dal rispetto reciproco e della sincera cooperazione tra i popoli. È quanto ha detto il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, al termine dell’incontro avuto venerdì scorso con il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. Tale incontro – riferisce L’Osservatore Romano - ha dato il via a una storica visita in Cina, la prima di un capo della Chiesa ortodossa russa. Nei cinque giorni della sua visita in Cina, il Patriarca ha in programma incontri con i vertici politici cinesi, ma anche con esponenti religiosi e della comunità ortodossa. Xi Jinping, che lo scorso marzo è stato a Mosca e ha incontrato il presidente Vladimir Putin, ha parlato della visita come della «chiara testimonianza dell’alto livello delle relazioni russo-cinesi». Parole simili a quelle usate da Kirill che ha parlato del suo viaggio come di «una testimonianza della relazione speciale che Russia e Cina hanno sviluppato negli anni recenti». Rispondendo alle domande dei media russi e cinesi — come riferisce il sito in rete del Dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa — il Patriarca ha riferito che uno degli argomenti più importanti della riunione è stato appunto lo sviluppo dell’amicizia tra i due popoli. «Il concetto di amicizia — ha detto — è costituito da molti fattori. Promuove la cooperazione economica reciprocamente vantaggiosa, nella quale le parti si scambiano le loro capacità, il commercio, svolgono la cooperazione scientifica e tecnica, e quindi tutti traggono beneficio da questa interazione. L’amicizia promuove il dialogo politico, il consenso su importanti questioni globali e le relazioni bilaterali». Tuttavia, se tutto si punta su questi aspetti, «l’amicizia non funzionerà. Avrà solo modi pragmatici. E sappiamo che l’amicizia è qualcosa di più di questo tipo di rapporto. L’amicizia coinvolge il cuore umano, si fonda sul rispetto e l’affetto. Dove c’è un’amicizia sincera, vi è la sicurezza e una splendida base per lo sviluppo della cooperazione. La Chiesa è impegnata sul piano umano per dare un reale contributo al rafforzamento di una vera amicizia tra i nostri popoli». In questa prospettiva, il Patriarca ortodosso ha riferito ancora di avere «parlato di quanto sia importante che ciascuno dei nostri Paesi percepisca la cultura e la civiltà dell’altro come proprie. Ora, se lo slogan “La Russia e la Cina, amici per sempre e mai nemici” sarà parte della cultura della Russia e della Cina, raggiungeremo gli obiettivi». Si tratta di un lavoro comune, ha aggiunto, in cui un ruolo determinante dovrebbe essere svolto dalle organizzazioni religiose. Proprio per questo, nel corso dell’incontro si è anche parlato di continuare a sviluppare il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e le organizzazioni religiose in Cina. Da parte sua, il leader cinese ha illustrato la situazione religiosa nel Paese e il ruolo delle organizzazioni religiose nella costruzione di una società armonica e solidale. «Questo non è certamente un processo facile», ha commentato Kirill, tuttavia «abbiamo riconosciuto la necessità di proseguire questo lavoro». Il Patriarca di Mosca ha poi ricordato come la Chiesa ortodossa cinese esista da oltre trecento anni. Negli anni Cinquanta del secolo scorso è stata guidata da due presuli cinesi e il servizio pastorale è stato svolto da decine di sacerdoti cinesi. «Poi è seguito un periodo che voi conoscete molto bene — ha aggiunto — durante il quale il lavoro della Chiesa ortodossa cinese è stato quasi annullato. Ma in Cina ci sono ancora cristiani ortodossi cinesi e molte decine di migliaia di persone ortodosse di Russia, Ucraina, Bielorussia, che vengono in Cina per un po’ di tempo o per lunghi periodi. Spero vivamente che, a seguito del dialogo della nostra Chiesa con l’amministrazione statale della Repubblica Popolare Cinese per gli affari religiosi, le domande che sono all’ordine del giorno saranno gradualmente risolte con il pieno rispetto per la Costituzione e le leggi della Cina, facendo leva sulle risorse locali».




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