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Home > Chiesa > notizia del 2013-05-15 14:26:55
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Giornata dei Movimenti: sabato e domenica attese oltre 120 mila persone



Sono oltre 120 mila le persone che già hanno aderito alla Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e aggregazioni laicali, in programma sabato e domenica prossimi in Piazza San Pietro alla presenza di Papa Francesco. A renderlo noto è stato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che in Sala Stampa vaticana ha presentato questa importante iniziativa per l’Anno della Fede. Il servizio di Benedetta Capelli:RealAudioMP3

Un momento di “incontro, preghiera, condivisione e ascolto” per vivere con “forza e motivazione” il cammino della nuova evangelizzazione. Con queste parole, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha fotografato l’incontro del prossimo fine settimana dei Movimenti ecclesiali con il Papa. Sabato e domenica prossimi, Piazza San Pietro sarà il luogo della testimonianza della fede, dello scambio di esperienze tra le tante realtà della Chiesa nate sulla spinta del Concilio Vaticano II, che con carismi diversi si spendono per la promozione del Vangelo:

"Variano i nomi, le metodologie e gli strumenti che esprimono la ricchezza dello Spirito distribuita nei carismi propri di ogni iniziatore, ma l’obiettivo e le finalità restano identiche e comuni per tutti: portare la gioia del Vangelo a ogni persona".

I numeri di questa due giorni sono importanti: oltre 120 mila persone, provenienti da 150 diverse realtà ecclesiali di numerosi Paesi – dall’Italia all’Argentina, dalla Nuova Zelanda a Portorico – insomma da tutti i continenti a testimoniare, ha aggiunto mons. Rino Fisichella, che “la cattolicità della Chiesa non conosce confini”. Poi, la spiegazione del motto scelto:

"'Io credo! Aumenta in noi la fede'. I pronomi personali attestano il significato sotteso. Ognuno nella fede è chiamato a pronunciare in prima persona la sua adesione a Cristo e alla Chiesa. E’ una scelta libera e personale che comporta la conferma della fede battesimale".

In molti – ha ricordato mons. Fisichella – spesso hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta per strada o divenuta sterile e indifferente, ma nei Movimenti hanno compiuto una vera conversione di vita. La fede, ha evidenziato il presule, è un atto comunitario:

"E’ un 'noi' che si carica del valore della comunità che è in primo luogo la Chiesa, la quale si rende visibile nelle diverse realtà che sono via e mediazione per esprimere la fede. L’'io credo', dunque, e la richiesta di crescere insieme, come un 'noi' nella fede, esprimono la pluralità e l’unità dei vari partecipanti".

Dalle 7 di sabato mattina, almeno 50 mila persone a gruppi di 50 compiranno un pellegrinaggio alla tomba di Pietro. Alle 15, il momento dell’accoglienza e della riflessione in Piazza, poi per le 18 è previsto l’arrivo del Papa. Davanti a lui, racconteranno la loro esperienza lo scrittore e compositore irlandese, John Waters, e Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro delle Minoranze del governo pakistano ucciso due anni fa. Tra i presenti anche alcuni disabili, per alcuni dei quali è stato allestito un servizio di traduzione nella lingua dei segni per le persone non udenti. Saranno presenti anche i genitori di Francesco, un giovane di 21 anni morto sotto le macerie della "Casa dello Studente" nel terremoto dell’Aquila di quattro anni fa. Domenica mattina, alle 10.30, la messa ed il Regina Caeli.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, mons. Fisichella ha chiarito che con il Pontificio Consiglio per i Laici c’è piena collaborazione ma la responsabilità di organizzare la Giornata, che rientra nell’Anno della Fede, era del dicastero per la nuova evangelizzazione. Infine, il presule si è soffermato sul cosiddetto “effetto Papa Francesco”:

"L’espressione 'l’effetto Francesco' non mi piace eccessivamente, però mi sembra sia vero che la presenza di Papa Francesco abbia toccato il cuore e la mente di tantissime persone. Io ho parlato con tantissimi parroci e sacerdoti, i quali mi hanno confermato che molte persone si sono accostate al Sacramento della Confessione: 'Lo faccio – dicono – perché ho sentito, mi sono sentito toccare dalla parola del Papa e sento il desiderio di confessarmi'. Se questo è 'effetto Francesco', io credo che le persone desiderino essere presenti, ascoltare la sua voce, vederlo, toccarlo, perché è di un’immediatezza che è sconvolgente, quindi è molto positivo. E noi siamo più che mai contenti che ci sia questo perché comporta anche una riflessione sull’importanza della fede, sull’importanza dell’essere cristiani e quindi anche sul valore che la persona del Papa può avere in questo momento della vita della Chiesa".




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