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Home > Giustizia e Pace > notizia del 2013-05-20 12:27:42
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Indonesia: a rischio la libertà religiosa. Nuove violenze contro gli ahmadi



Nuove violenze a sfondo confessionale colpiscono l'Indonesia e, anche in questo caso, l'obiettivo è la minoranza musulmana ahmadi, ritenuta eretica perché non riconosce Maometto come ultimo profeta ed è vittima di persecuzione e abusi dall'ortodossia sunnita. L'ultimo assalto è avvenuto nei giorni scorsi alla Baitul Salam Mosque, nel villaggio di Gempolan, nel sotto-distretto di Pakel, nella provincia di East Java e segue un analogo episodio avvenuto ai primi di maggio nel West Java, in cui sono state attaccate case e luoghi di culto. Episodi destinati ad alimentare la polemica attorno al premio per la difesa della libertà religiosa al presidente Susilo Bambang Yudhoyono, contestato da leader cattolici e altri esponenti delle minoranze. La moschea di Baitul Salam è stata attaccata da una folla di centinaia di estremisti, con pietre e altro materiale provocando danni seri all'edificio. Dietro l'assalto pare vi sia una situazione di conflitto fra il capo della locale comunità ahmadi e i rivali di villaggi vicini. Il leader della minoranza "eretica" avrebbe rifiutato il diktat di interrompere le funzioni e diffondere l'ideologia e il culto ahmadi. Le tensioni interconfessionali contribuiscono ad alimentare la polemica fra esponenti delle minoranze e i vertici di governo a Jakarta, alla vigilia dell'assegnazione di un premio al presidente indonesiano per la tutela della libertà religiosa. Alle critiche espresse dal filosofo e sacerdote gesuita padre Franz Magnis Suseno, che ha inviato una lettera alla Appeal of Conscience Foundation (Acf), stigmatizzano la scelta di concedere il World Statesman Award a Yudhoyono, ha ribattuto con durezza il portavoce del capo di Stato. Nella sua nota Julian Aldrin Pasha ha accusato il religioso di fomentare lo scontro e di diffondere una cattiva opinione sulla massima carica istituzionale del Paese. E ha aggiunto che il riconoscimento è indice delle "buone cose fatte per favorire la pace, l'armonia confessionale e la democrazia". A fronte delle durissime parole di accusa del portavoce presidenziale restano i fatti, e le violenze che continuano a colpire le minoranze religiose. Mentre nel Paese si fa sempre più forte e diffusa l'opinione che alle "vuote parole e proclami" di Yudhoyono, in rari casi seguano dei fatti concreti soprattutto in tema di libertà religiosa e tutela delle minoranze. (R.P.)




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