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Home > Giustizia e Pace > notizia del 2013-05-23 12:43:18
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Siria. Il metropolita siro ortodosso Roham: il popolo soffre anche dove non si combatte



Le aree extraurbane della Siria settentrionale “sono per lo più controllate da diversi gruppi di insorti”. L'esercito governativo ha abbandonato le zone rurali, per concentrare la sua presenza sulle città di Hassakè e Kamishly. “Ma le persone in queste due città hanno una gran paura che i combattimenti possano iniziare da un momento all'altro. In quel caso, un gran numero di bambini, ragazze, donne e anziani attraverserà il confine con la Turchia”. Così Eustathius Matta Roham, metropolita siro ortodosso di Jazirah e Eufrate, descrive la situazione d'allarme permanente vissuto dalle popolazioni siriane nel governatorato nord orientale di Hassakè, confinante con Turchia e Iraq. In un resoconto inviato all'agenzia Fides, il metropolita siro ortodosso conferma che nella città di Ras al-Ayn le chiese e tutti i simboli cristiani sono stati distrutti, e riferisce che nell'area il conflitto militare sta vivendo al momento una fase di stallo, ma tutta la popolazione soffre per collasso delle attività economiche e per la carenza di beni primari che ha fatto più che decuplicare i prezzi. “Prosegue la prassi sistematica dei rapimenti” spiega Roham “e si registra un flusso permanente di persone in fuga verso la Turchia”. Sabato scorso il metropolita Roham ha incontrato a Monaco di Baviera rappresentanti di organizzazioni caritative cristiane per valutare con loro i programmi di soccorso a favore delle popolazioni siriane. L'incontro fa parte di una missione in Europa che Roham sta realizzando su mandato del patriarca siro ortodosso Ignatius Zakka I Iwas, anche per accertarsi della condizione in cui vivono i rifugiati siriani che hanno raggiunto la Grecia. In precedenza, nel corso della sua “missione” europea, il metropolita siro ortodosso aveva già incontrato i funzionari degli organismi assistenziali Misereor, Missio e Aiuto alla Chiesa che Soffre, e anche il card. Christoph Schönborn, al quale ha potuto consegnare una lettera del patriarca ZakkaI Iwas. (R.P.)




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