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Home > Politica > notizia del 2013-05-25 16:35:56
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Quattordicenne suicida. Moige: on line occorrono più controlli



Otto minorenni indagati per istigazione al suicidio tramite Facebook in relazione alla morte della quattordicenne Carolina a gennaio, a Novara. E’ questo ultimo caso di "cyber-bullismo" che ha motivato la denuncia del Moige, il Movimento italiano genitori, contro il social network americano, accusato di sottoscrivere contratti di iscrizione con minori senza l’autorizzazione dei genitori. Per il Moige, gli strumenti per controllare la sicurezza dei più piccoli on line sono inadeguati. Il servizio di Gabriella Ceraso:RealAudioMP3

La notizia di minorenni che hanno istigato al suicidio la giovane Carolina ha riaperto una ferita mai sanata, quella dello strapotere della Rete sui più piccoli senza un’adeguata capacità di controllo. Lo lamenta il Moige che ha denunciato Facebook, parlando di un "far west" ormai intollerabile. Il direttore generale dell’Associazione dei genitori, Antonio Affinita:

“Il problema è che i genitori, intorno a quella che è la vita di Internet dei loro figli, sono tenuti completamente all’oscuro proprio dal sistema di Facebook: non si può formalizzare un contratto con il minore senza il consenso del genitore, che rimane il primo educatore ed il responsabile di quello che succede ai propri figli. Non possiamo consentire una situazione oramai di terrore dei genitori davanti a questo strapotere del social network, davanti al quale si è fortissimamente impotenti. I genitori non possono controllare i contenuti, non possono essere consapevoli che magari il figlio stata vivendo un episodio gravissimo di cyber-bullismo; non possono sapere che ci sono dei finti account di amici, che magari cercano di adescarli”.

Dunque, strumenti finora inadeguati e una multinazionale che non permette ai genitori di compiere in pieno il loro principale ruolo, quello educativo e di controllo sui figli, specie se minori. Facebook, dal canto suo, fa sapere di aver aperto uno speciale online dedicato alla sicurezza, in cui trovare consigli per i giovanissimi per gestire la propria presenza in rete, spiegando opzioni per bloccare contatti offensivi o contenuti inappropriati. “Certo le misure di sicurezza si affineranno sempre più nel tempo”, spiega Nunzia Ciardi, direttore della Polizia postale delle comunicazioni, e Facebook in molti casi si è dimostrato già collaborativo, ma l’azione resta sempre difficile:

R. – Premesso che Facebook è una società americana per cui le leggi non sono le nostre a regolare l’attività di Facebook. Io però, come funzionario della Polizia Postale e anche come madre, credo che fondamentale sia il dialogo con i ragazzi, l’educazione dei ragazzi ad un uso corretto dei social network in particolare e della rete in generale.

D. – Però, c’è anche da dire che è molto semplice imbrogliare in rete e lo stesso Facebook: data di nascita, e-mail… E’ facile cambiare le carte in tavola...

R. – Esatto. E proprio qui è importante la prevenzione: trasmettere ai giovani che la Rete è uno strumento prezioso ma particolare, che spesso disorienta: solo, davanti a un computer, sembra tutto più facile, più semplice e quindi mentire sulla propria età, “bullizzare” un compagno, postare un’immagine, magari un’immagine intima, senza rendersi conto del disvalore sociale, che è enorme, di quello che fanno, ma anche del disvalore giuridico, perchè vanno incontro a configurazioni di reati importanti.

E la Polizia, specie nelle scuole, ha avviato numerosi programmi di informazione e prevenzione che hanno già coinvolto oltre 500 mila studenti e che ora si rivolge anche ai dirigenti scolastici. Ancora la dottoressa Nunzia Ciardi:

“Andiamo nelle scuole e diamo ai giovani tutti i criteri per navigare in sicurezza. E non solo ai giovani: spesso parliamo anche con i genitori e con gli insegnanti. Per consentire un rapporto proficuo con gli stessi ragazzi, noi abbiamo addirittura messo a disposizione per tutti i dirigenti scolastici una e-mail, attraverso la quale i dirigenti possono chiedere il nostro intervento nelle scuole per dare ai giovani tutti gli insegnamenti di cui, secondo noi, hanno bisogno".




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