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Home > Chiesa > notizia del 2013-06-18 14:22:40
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Fondazione Oasis. Il card. Scola: Islam e Cristiani si conoscono ancora troppo poco



A dieci anni dalla sua creazione, per iniziativa del cardinale Angelo Scola, oggi arcivescovo di Milano, la Fondazione Oasis riunisce nel capoluogo lombardo il proprio Comitato internazionale per continuare ad approfondire la conoscenza tra cristianesimo e Islam. Tema dei lavori “Sul crinale. Cristiani e musulmani tra secolarismo e ideologia”. Al microfono di Paolo Ondarza, il porporato traccia un bilancio dell’attività: RealAudioMP3

R. - Quando siamo partiti nel 2003, ci siamo resi conto dell’ignoranza radicale degli uni verso gli altri: molto, molto profonda nella realtà islamica, ma anche terribile nel mondo europeo. Quindi, il nostro scopo non è - tecnicamente parlando - quello del dialogo interreligioso, perché ci sono centri specializzati molto più evoluti del nostro. Lla nostra è una iniziativa culturale, che ha come scopo la conoscenza reciproca.

D. - Eminenza, ci si conosce ancora poco?

R. - Pochissimo. E la mancanza di conoscenza - come lei sa bene - è foriera di paura, porta con sé brutte conseguenze.

D. - Stiamo parlando di due realtà - Islam e Occidente - toccate da correnti analoghe, come secolarismo e ideologia, ma con ripercussioni molto diverse…

R. - Molto, molto diverse. Per esempio: sta prendendo molto peso in questi Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa un ritorno ad una sorta di ideologia politica, mentre da noi si tratta di capire cosa voglia dire la secolarizzazione di cui tutti parliamo, che certamente tocca temi delicati, come quelli della libertà religiosa. Quindi, abbiamo bisogno di capire la genesi di questo fenomeno, ma soprattutto a che punto è oggi e che cosa veramente significa la proposta cristiana, capace di operare un confronto reale.

D. - E’ attraverso questa visione che si riesce anche a "comporre" le differenze: da una parte, la secolarizzazione che mette a dura prova l’umanesimo europeo, e, dall’altra, i venti di fondamentalismo che attraversano le società islamiche…

R. - Sì, ma mettere d’accordo vuol dire cambiare. Per andare d’accordo, bisogna cambiare. Però, noi abbiamo la forte speranza che anche ciò che oggi è in radicale opposizione - come l’integralismo, il fondamentalismo, il terrorismo - possa essere riassorbito dalla vera, dalla autentica esperienza religiosa e quindi essere ricondotto dentro quella "pluriformità nell’unità" di cui, come Chiesa cattolica, stiamo facendo esperienza dopo il Concilio Vaticano II. Ecco, questa sarà una testimonianza che noi potremo continuare a dare a tutte le realtà del mondo musulmano.

D. - Eminenza, come lei diceva le differenze ci sono ed è opportuno per questo la conoscenza: per evitare che si trasformino in attriti. Quali sono, secondo lei, i principali errori che si compiono quando si tenta di mettere a confronto realtà così diverse?

R. - Quando non ci si pone con tutta la propria chiarezza, cercando di dare ragione della propria fisionomia, della propria posizione: questo è il principiale errore. L’errore a cui spesso indirettamente sembra indurci anche un certo tipo di politica, quando dice che per far convivere le religioni e le diverse visioni bisogna creare uno spazio neutro nel quale tutto diventi indistinto. Invece, è esattamente il contrario! Bisogna che chi ha il compito di governare la società viva una realtà sì aconfessionale, ma di una aconfessionalità positiva, che consenta a tutti i soggetti in campo di esprimersi, di praticare il loro punto di vista e così di operare un confronto, in vista dell’edificazione di una vita buona, dal momento che tutti dobbiamo vivere insieme. Questo per me è il criterio di fondo.

Ma quale il significato del tema scelto: “Sul crinale. Cristiani e musulmani tra secolarismo e ideologia”? Lo spiega al microfono di padre Rifat Baader padre Samir Khalil Samir, docente di cultura araba all’Università Saint Joseph di Beirut: RealAudioMP3

R. – Siamo presi da una parte da una tendenza secolare che esclude la religione, e dall’ideologia, che spesso diviene ideologia islamica, finalizzata al ritorno all’islam delle origini, finalizzata ad applicare questo islam in tutti gli ambiti della vita sociale, quotidiana, familiare, lavorativa, religiosa e così via. I cristiani si trovano su questo crinale, ma anche i musulmani. Molti musulmani protestano oggi, dappertutto, contro l’ideologia islamista. Alcuni adottano l’ideologia islamista, perché si sentono minacciati da una società secolare. Noi vogliamo, insieme - musulmani e cristiani - con una visione umanistica, proporre un progetto umanistico, dove Dio e la fede abbiano il loro posto e nello stesso tempo proporre un progetto di società che includa la modernità, quello che gli islamisti rigettano. Ma lo rigettano perché la modernità arriva dall’Occidente, e l’Occidente oggigiorno, a differenza di ciò che era due secoli fa, è sempre più laicista, antireligioso, ateo. Allora ci troviamo di fronte a due visioni, secolarismo e ideologia, ambedue false. Noi cerchiamo la via mediana, che dica: “Vogliamo una società per tutti e secolare nel senso che non discrimini qualcuno per la sua religione; la vogliamo moderna, ma ciò non significa che la modernità debba escludere qualunque dimensione etica o morale”. Questo è il progetto. Stiamo allora analizzando Paese per Paese come stanno le cose, per suggerire una via mediana, di credenti - musulmani, cristiani - che però vivano nel mondo moderno, aperti a tutto ciò che è bello, giusto ed etico.




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