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Home > Cultura e Società > notizia del 2013-06-20 12:41:16
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"Le culture dinanzi a Dio": è il tema del Simposio promosso dalla Pastorale universitaria di Roma



Sono circa 800 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, al decimo Simposio Internazionale dei docenti universitari, che si è aperto ieri a Roma, sul tema “Le culture dinanzi a Dio. Sfide, ricerche, prospettive, dal Mediterraneo al mondo”. L’incontro, che si concluderà domani, è organizzato dall’Ufficio diocesano per la Pastorale Universitaria di Roma. Marina Tomarro ha intervistato Cesare Mirabelli, presidente del comitato scientifico del meeting:RealAudioMP3

R. - Il tema del simposio ha come fondamento la verifica di quella che è l’esperienza religiosa e del suo rapporto con le culture nell’ambito universitario: ricerca, formazione... É visto nella prospettiva del Mediterraneo, nell’incrocio di civiltà che vi è sempre stato in quest’area, e quindi come le diverse culture si rapportano alla questione del rapporto con la fede, in un clima che è proprio dell’università, quello della libertà del dialogo.

D. - A questo simposio parteciperanno oltre 800 docenti provenienti da tutto il mondo. Questo genere di incontri può favorire anche un lavoro di rete tra le varie università?

R. - Certamente. Innanzitutto, bisogna sottolineare come il simposio si svolgerà e sarà articolato nelle diverse sedi universitarie romane: è una collaborazione che da tempo coinvolge le università statali, le università libere e le università ecclesiastiche. Roma è davvero un centro che ha una grandissima vitalità, e potremmo dire “una massa critica” nell’ambito della ricerca e della cultura. Apertura è andare oltre gli stessi rapporti accademici delle singole scuole e delle singole discipline, per avere una visione di insieme, coinvolgendo – appunto - le università dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La nostra cultura ha origine in questo mare, in quest’area. Ci sono oramai degli orientamenti diversi che non devono entrare in conflitto, ma che devono convergere nella libertà.

D. - Il simposio è giunto alla decima edizione. Da ieri ad oggi come si è sviluppato e in che modo è cambiato ed è naturalmente cresciuto?

R. - Ci sono state modalità diverse di svolgimento: a volte in un ambito esclusivamente centrale toccando più temi con il valore di un rapporto tra le diverse discipline, un invito a ciascun docente - appunto - ad uscire dalla propria area coltivata delle proprie ricerche per mettersi in contatto con gli altri. Questo ha stabilito un rapporto di grande collaborazione tra i docenti, tra le università romane che ora si estende anche ad altri Paesi. Andando al di là di quelle che sono le ricerche personali, questo vuole essere un elemento aggiuntivo rispetto alle attività ordinarie che ciascuno svolge.

D. - Questo simposio, può aiutare in qualche modo a dare anche qualche linea guida per il Paese in un momento così difficile?

R. - Direi di sì. Del resto il ruolo dell’università è quello di scandagliare nuovi percorsi, di avere un’originalità nella lettura di quello che si affaccia nella società. Offrire un servizio per l’intera comunità, è un servizio che certamente può essere utile al di là dello stesso ambito universitario.

Ultimo aggiornamento: 21 giugno




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