HomeRadio Vaticana
foto testata   
altre lingue  

Home > Cultura e Società > notizia del 2013-06-21 16:48:01
A+ A- Stampa articolo



Paula Cooper: dal braccio della morte alla libertà, una storia di riscatto



Dopo 27 anni di carcere, è tornata in libertà Paula Cooper, la più giovane condannata a morte nella storia degli Stati Uniti. Nel luglio del 1986 aveva ucciso, all'età di 15 anni, la sua insegnante di religione. La sua vicenda divenne un caso internazionale e provocò profondi interrogativi nella coscienza degli americani circa la legittimità e l’efficacia della pena capitale. Per lei si mobilitarono molte associazioni impegnate per i diritti umani. Più volte Giovanni Paolo II si appellò alla giustizia americana per chiederne la grazia e fu proprio a Papa Wojtyla che la Cooper inviò una lettera chiedendo un intervento. Nel 1989, grazie alla modifica della legislazione in materia, la pena capitale venne commutata in 60 anni di carcere poi, per buona condotta, la riduzione della pena e qualche giorno fa la liberazione della ragazza, oggi una donna di 43 anni. Su questo caso, Federica Baioni ha intervistato Stefania Tallei della Comunità di Sant’Egidio:RealAudioMP3

R. - Veramente la storia di Paula mostra il riscatto, come una persona possa cambiare completamente e come ciò che ha commesso in un’età così giovane - aveva 15 anni - non ha niente a che vedere con la vita che può venire dopo, e mostra che è possibile cambiare. Noi partecipammo come Comunità di Sant’Egidio, insieme a tantissime altre associazioni e tantissime persone, a questa campagna: l’Italia raccolse più di un milione di firme per lei. E’ intervenuto anche il Beato Giovanni Paolo II, con un intervento autorevole presso il governatore, che l’ha salvata. Poi lei ha avuto una storia di perdono da parte del parente della vittima, del nipote diretto della vittima, di questa anziana. Quindi è una storia veramente di perdono e di pietà. Si può vedere come dal perdono e dalla pietà è nata una nuova vita, una nuova donna, una storia nuova, che ricomincia adesso.

D. - Per chi fa campagna contro la pena di morte, cosa vuol dire però trovare ancora nella società americana delle polemiche intorno ad un caso come questo?

R. - Io penso che ci sia molta paura, troppa, e poca fiducia nella vita, in ciò che nella vita può veramente trasformare l’animo di una persona.

Il 22 settembre del 1987 la Radio Vaticana riuscì a raggiungere telefonicamente Paola Cooper nel “Braccio della morte”. Vi riproponiamo l’intervista nella sua forma originaria, realizzata da Kitty Wolf, dell’allora redazione inglese del Programma "Quattro Voci":

D. - Paula. prima del delitto, hai mai pensato alla pena di morte?

R. - No. Non ci ho mai pensato.

D. - Pensi quindi che la pena di morte non sia un deterrente?

R. - Fino ad ora non ha funzionato: le minacce non hanno alcun effetto, perché i crimini continuano. Secondo me la gente vuole che si faccia qualcosa contro la violenza, per questo le esecuzioni continuano ma non cambia nulla.

D. - In che modo, a tuo avviso, si possono convincere i giovani a non commettere delitti?

R - C'è sempre una ragione perché certe cose accadono. Tanti giovani stanno lottando perché qualcuno abbia cura di loro. Ma la gente non si preoccupa. Finché non accade qualcosa di grave. Quando un ragazzo, che vive in una famiglia violenta si rivolge al giudice per aiuto, non riceve nulla, e deve tornare a casa e continuare a subire violenza. Il mondo è brutto e non so se c'è qualcosa che possa migliorarlo.

D. - Secondo te, perché la maggior parte degli americani è a favore della pena di morte e non capisce i motivi a monte che spingono i ragazzi a commettere dei crimini?

R. - Perché la gente è intransigente: se uccidi devi morire. Ma non è detto che questo sia necessariamente giusto. Non credo che esistano esseri umani totalmente malvagi, come questa gente pensa. Penso che la gente non voglia perdere un minuto del proprio tempo per cercare di capire il perché di certe azioni e, quando ti trovi nei guai, i mezzi di comunicazione ti fanno sembrare un mostro. La gente, però, non capisce che i mass-media devono fare così, devono, presentare storie sconvolgenti per fare denaro, perché il pubblico vuole leggere tali storie. Dal momento che ti creano questa immagine, tu sei così e devi morire.

Ultimo aggiornamento: 24 giugno




Condividi






Chi siamo Schedule Contatti Produzioni RV Links Elettrosmog Museo RV Altre lingue Santa Sede SCV Cerimonie
All the contents on this site are copyrighted ©. Webmaster / Credits / Note Legali / Per la pubblicitá