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Home > Carità e Solidarietà > notizia del 2013-06-27 13:28:47
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Carità del Papa: solidarietà senza confini dell'Obolo di San Pietro



“Solidarietà senza confini e ministero petrino”. Sono queste le parole-chiave per comprendere la validità e il messaggio dell’Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla Solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo (quest’anno il 30 giugno). È quanto sottolinea mons. Tullio Poli, direttore dell’Ufficio Obolo di San Pietro, in un’intervista all'agenzia Sir, alla vigilia di questo appuntamento, conosciuto come Giornata per la carità del Papa. “Solidarietà senza confini - spiega mons. Poli - perché questa pratica ha le dimensioni della Chiesa universale: le offerte all’Obolo di San Pietro raggiungono tutta la terra. Ministero petrino, perché si tratta di sostenere il Papa nella sua attività a favore delle situazioni più varie di povertà e bisogni morali e materiali nella Chiesa e nel mondo”. L’Obolo di San Pietro, aggiunge il direttore dell’Ufficio, a differenza di “altre forme di solidarietà”, ha “questo di particolare: essere a libera disposizione del Santo Padre, che vi attinge per l’esercizio del suo alto ministero apostolico e caritativo in tutto il mondo”. Mons. Poli cita “alcuni esempi fra i molti” realizzati nel 2012 con i proventi dell’Obolo: “In Angola, si è sostenuto il rimpatrio dei rifugiati angolani provenienti dallo Zambia e dalla Repubblica Democratica del Congo; in Bangladesh, si è dato un aiuto a migliaia di famiglie di diverse diocesi che hanno perso tutti i loro beni a seguito delle inondazioni; nella Repubblica Democratica del Congo, si è dato un importante contributo alla costruzione di una scuola, intitolata 'Ecole de la dernière chance’ destinata all’educazione di ragazzi e ragazze appartenenti alle classi sociali più svantaggiate nella diocesi di Lwiza”. E ancora: “In Etiopia e in Kenya, si sono erogati fondi in diverse circoscrizioni ecclesiastiche a sostegno della popolazione a fronte dell’emergenza umanitaria nel Corno d’Africa”. Mentre “in Iraq, si è dotata una chiesa in costruzione di un generatore elettrico”. Ciò che colpisce, sottolinea il direttore, “è la puntualità e la concretezza di tali aiuti, che vengono disposti in base a richieste precise da parte delle istanze presenti in loco e adeguatamente monitorate nelle fasi di realizzazione e di completamento”. Da qui l’appello per la raccolta 2013: “Auspico che nasca dall’amore per la Chiesa e sia preceduta e accompagnata dalla preghiera per il Papa e per la sua opera, come del resto egli stesso chiede alle persone che incontra”. (R.P.)




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