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Home > Udienze ed Angelus > notizia del 2013-06-30 12:33:57
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Il Papa: Gesù ci vuole liberi, ascoltiamo la nostra coscienza in unione con il Padre come ha fatto Benedetto XVI



Gesù ci invita ad ascoltare la nostra coscienza in piena unione con il Padre, così saremo davvero cristiani liberi e non "telecomandati": è quanto sottolineato ieri da Papa Francesco all’Angelus, in Piazza San Pietro. Il Pontefice ha indicato Benedetto XVI come “grande esempio” in questo senso, giacché ha seguito con coraggio e discernimento la “volontà di Dio che parlava al suo cuore”. Nella Giornata della Carità del Papa, ha quindi espresso particolare gratitudine a quanti sostengono le sue iniziative caritative. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3

“Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”. Papa Francesco svolge la sua meditazione partendo da questo passo del Vangelo domenicale e osserva che, una volta presa la decisione, Gesù chiede ai suoi discepoli di non “imporre nulla” a quanti incontreranno nel loro cammino:

“Gesù non impone mai, Gesù è umile, Gesù invita. Se tu vuoi, vieni. L’umiltà di Gesù è così: Lui ci invita sempre, non impone”.

“Tutto questo – ha osservato – ci fa pensare”, “ci dice, ad esempio, l’importanza che, anche per Gesù, ha avuto la coscienza: l’ascoltare nel suo cuore la voce del Padre e seguirla”:

“Gesù, nella sua esistenza terrena, non era, per così dire, ‘telecomandato’: era il Verbo incarnato, il Figlio di Dio fatto uomo, e a un certo punto ha preso la ferma decisione di salire a Gerusalemme per l’ultima volta; una decisione presa nella sua coscienza, ma non da solo: insieme al Padre, in piena unione con Lui!”

Gesù, ha proseguito, “ha deciso in obbedienza al Padre, in ascolto profondo, intimo della sua volontà”. E per questo “la decisione era ferma, perché presa insieme con il Padre”.

“E Gesù era libero: in quella decisione era libero. Gesù vuole noi cristiani liberi, come Lui, con quella libertà che viene dal dialogo con il Padre, da questo dialogo con Dio. Gesù non vuole né cristiani egoisti, che seguono il proprio io, non parlano con Dio; né cristiani deboli, cristiani, che non hanno volontà, cristiani 'telecomandati', incapaci di creatività, che cercano sempre di collegarsi alla volontà di un altro e non sono liberi. Gesù ci vuole liberi e questa libertà, dove si fa? Si fa nel dialogo con Dio nella propria coscienza”.

“Se un cristiano non sa parlare con Dio, non sa sentire Dio nella propria coscienza – è stato il suo monito - non è libero”. “Anche noi – ha avvertito - dobbiamo imparare ad ascoltare di più la nostra coscienza”:

“Ma attenzione! Questo non significa seguire il proprio io, fare quello che mi interessa, che mi conviene, che mi piace... Non è questo! La coscienza è lo spazio interiore dell’ascolto della verità, del bene, dell’ascolto di Dio”.

La coscienza, ha soggiunto, “è il luogo interiore della mia relazione” con Dio, che “parla al mio cuore e mi aiuta a discernere, a comprendere la strada che devo percorrere, e una volta presa la decisione, ad andare avanti, a rimanere fedele”:

“Noi abbiamo avuto un esempio meraviglioso di come è questo rapporto con Dio nella propria coscienza, un recente esempio meraviglioso. Il Papa Benedetto XVI ci ha dato questo grande esempio, quando il Signore gli ha fatto capire, nella preghiera, quale era il passo che doveva compiere. Ha seguito, con grande senso di discernimento e coraggio, la sua coscienza, cioè la volontà di Dio che parlava al suo cuore”.

E “questo esempio”, ha aggiunto, “ci fa tanto bene a tutti noi, come un esempio da seguire”. La Madonna, “con grande semplicità”, ha poi rammentato, “ascoltava e meditava nell’intimo di se stessa la Parola di Dio e ciò che accadeva a Gesù” e così “seguì il suo Figlio con intima convinzione, con ferma speranza”. Di qui l’invocazione affinché Maria ci aiuti “a diventare sempre più uomini e donne di coscienza, liberi nella coscienza”, “capaci di ascoltare la voce di Dio e di seguirla con decisione”. Al momento dei saluti ai pellegrini, il Pontefice ha ricordato che in Italia si celebra la Giornata della carità del Papa:

“Desidero ringraziare i Vescovi e tutte le parrocchie, specialmente le più povere, per le preghiere e le offerte che sostengono tante iniziative pastorali e caritative del Successore di Pietro in ogni parte del mondo. Grazie a tutti!"

Ultimo aggiornamento: 1° luglio




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