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Home > Politica > notizia del 2013-07-10 13:53:31
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Egitto: consultazioni per il nuovo governo, il no dei Fratelli musulmani



In Egitto oggi le consultazioni del premier ad interim, el Beblawi, per la formazione del nuovo governo che i Fratelli musulmani hanno già detto di non voler appoggiare. Intanto la giustizia egiziana ha ordinato l'arresto del leader della Fratellanza musulmana egiziana e di altri otto dirigenti del movimento islamico. Nella notte nuovo attacco degli integralisti a checkpoint del Sinai: due morti e 6 feriti. Della delicata fase che si vive in questi giorni in Egitto, Fausta Speranza ha parlato con Francesca Maria Corrao, ordinario di Lingua e Cultura Araba all'Università Luiss di Roma:RealAudioMP3

R. - Credo che ci sia una forte determinazione da parte del popolo egiziano che sta sostenendo con continue manifestazioni pacifiche quello che i responsabili della politica e delle istituzioni stanno cercando di traghettare, ovvero un buon governo; poi c’è la garanzia che i militari siano in qualche modo controllati dalla piazza, perché la piazza continua a richiedere conferma della decisione presa già nel 2011 di avere una Costituzione e di rispettarla. Soprattutto, questa grande protesta contro Morsi e la sua politica è perché i Fratelli musulmani sono stati pesantemente coinvolti nell’utilizzo illecito di fondi pubblici e purtroppo in alcune stragi che sono state fatte. C’è un’importante dichiarazione da parte di 66 organizzazioni di diritti umani che denuncia processi ingiusti perpetrati in quest’ultimo anno dal governo Morsi.

D. - C’è da pensare ad un governo senza la Fratellanza musulmana e con un accordo tra le varie opposizioni…

R. - Credo che sia evidente che le opposizioni stiano lavorando molto bene insieme. Si evince dall’incarico dato a Beblawi che stanno andando incontro alle varie richieste: si era pensato ad un altro ex ministro delle Finanze, ma c’era stato il no da parte del partito Nour - quello dei salafiti - quindi si è lasciata cadere questa candidatura. Si sono invece incontrati favorevolmente sulla nomina di Beblawi. Sicuramente ci sono delle difficoltà ma c’è certamente una volontà di portare fuori il Paese dalla crisi economica e quindi di raggiungere una stabilità: avverto un senso di responsabilità e presa di coscienza molto importante da parte dell’opposizione. Questo è da tenere presente. L’Egitto ha fatto un passo decisivo nel 2011 e ha dimostrato di non volere tornare indietro: le manifestazioni da parte dell’opposizione al governo Morsi sono pacifiche, sono di massa e non è un colpo di Stato militare.

D. - Quanto è delicata questa fase? Ce ne stiamo rendendo già conto ma forse non abbastanza…

R. - E’ molto delicata: sappiamo che sul Sinai ci sono scontri - come già c’erano stati - perché da lì arrivano armi da Hamas, Hezbollah, ed ovviamente quello è un punto debole. Il Paese è però sicuramente deciso su una linea. Si può pensare di vedere soluzioni pacifiche se le potenze occidentali ed anche alcuni Stati arabi influenti si muovono in direzione di una soluzione pacifica, e se non danno spazio alle intemperanze di certi Fratelli musulmani: certi, perché poi non sono tutti così. Ricordo che Al-Qaradawi - che era il portavoce di Al Jazeera e dei Fratelli musulmani - che ha espresso le sue convinzioni molto conservatrici - è stato contestato dal figlio: Al-Qaradawi ha fatto una Fatwa in cui chiede che Morsi sia reintegrato, nel rispetto della Sharia. Vogliamo fare diventare la Sharia sacra? Fondamento della Costituzione in Egitto? C’è un’ambiguità che lo stesso figlio di Al-Qaradawi, in una lettera rispettosissima nei confronti del genitore, diceva di voler chiarire: chiedeva di distinguere tra quella che è l’opera dei giurisperiti di legge islamica e quella che è l’opera del legislatore costituzionale, che deve implementare leggi moderne seguendo le esigenze dell’economia e della società contemporanea.




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