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Home > Politica > notizia del 2013-07-12 15:53:14
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Crisi. Testimonianza dalla Grecia: siamo un Paese in ginocchio



Situazione sempre critica in Grecia, dal punto di vista economico. Si moltiplicano gli scioperi dei lavoratori pubblici, con pesanti ricadute sui servizi ai cittadini: dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti, fino al settore sanitario. E intanto, cresce la disoccupazione: secondo l'Istituto di Statistica ellenico Elstat, nel mese di aprile del 2013 ha raggiunto il 27,9%. Un momento difficilissimo dunque per la nazione. Salvatore Sabatino ha raccolto ad Atene la testimonianza del collega greco, Nicola Nellas, che racconta di una quotidianità fatta di mille problemi:RealAudioMP3

R. - Attualmente, il settore pubblico è in sciopero. C’è soprattutto il grande problema dei rifiuti, anche perché durante l’estate in Grecia la temperatura è molto alta e questo crea molti disagi. Il governo ha poi deciso di eliminare tutta la polizia municipale, per inserirla nel settore della polizia statale. Il fatto è che tanti di questi poliziotti non sono adatti a fare il lavoro del poliziotto: non hanno nemmeno l’addestramento adatto...

D. - È uno dei grandi problemi che in questo momento riguarda il settore pubblico in Grecia, che ha avuto moltissimi tagli …

R. - Sì. Anche quello dei tagli è un problema. Conosco una persona che praticamente ha visto il suo stipendio ridursi del 50%. Una persona che sa che il suo stipendio ogni mese è di un certo importo, lo amministra in modo tale che se ci sono eventuali debiti cui far fronte sa come comportarsi. In questa situazione, non possono farcela a pagare, anche perchè non possono nemmeno rivolgersi alle banche, anch'esse in crisi.

D. - Rispetto all’abbassamento degli stipendi, non c’è stato un adeguamento dei prezzi, ad esempio, dei beni di prima necessità?

R. - No, anzi. I prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati, anche perché è stata aumentata l’Iva.

D. - I tagli predisposti dal governo stanno mettendo a dura prova anche il settore sanitario: molti ospedali dovranno essere chiusi e ci sono poi problemi per le forniture…

R. - Certo. Hanno deciso che ogni anno qualsiasi ospedale avrà un certo bilancio. Se supera questo tetto, non verranno più sovvenzionati nuovamente e le spese per comprare anche le cose più banali - dalle garze al siero antitetanico - non saranno rimborsate. Qui, al Pireo, ci sono tre ospedali. Pireo è una città che conta quasi un milione di abitanti, è ovvio che abbia tre ospedali. Adesso, vogliono chiuderli tutti e tre per trasferirli ad Atene. C’è, dunque, il problema legato all’emergenza. Io non posso pensare che una persona che abbia un emergenza a Pireo debba fare più di mezz’ora di strada per arrivare ad un ospedale ad Atene.

D. - Le cronache degli ultimi mesi raccontano delle città - soprattutto Atene - che si stanno lentamente spopolando, mentre i piccoli paesi stanno invece accogliendo moltissime persone. Anche questa è una conseguenza della crisi…

R. - Sì, certo. Specialmente i pensionati preferiscono andare via da Atene per andare verso il loro paese natale, dove c’è più solidarietà tra la gente, dove la vita costa meno. Il 99% di questi ha già una casa, quindi non costa niente stare là. L’unica cosa a cui devono pensare è la loro sanità, perché spesso non ci sono ospedali nei dintorni. L’ospedale più prossimo può essere distante più di un’ora.

D. - Questo ha avuto conseguenze anche su Atene che si sta spopolando. Tu mi dicevi della diminuzione del traffico, che è assolutamente emblematico…

R. - Il traffico è diminuito, secondo me, del 30-40%. Tanti distributori - oltre duemila - di benzina sono stati chiusi. Ma anche tanti negozi stanno chiudendo. Nelle vie centrali si vedono ovunque negozi chiusi.

D. - Il turismo riesce in questo momento d'estate ad aiutare l’economia greca?

R. - Sì. Per fortuna, c'è stato un grande aumento di turisti, soprattutto a causa dei problemi che ci sono in Turchia e in Egitto. C’è stato un grande afflusso inaspettato di turisti, specialmente a giugno. È stato un nuovo record dopo dieci anni.

D. - Ci troviamo di fronte a tutta una serie di problemi: disoccupazione, tagli al settore pubblico, scioperi: questo può causare dei problemi reali alla sicurezza sociale del Paese?

R. - Secondo me, sì, può creare dei problemi, perché la gente oramai sta cercando delle risposte ai problemi di tutti i giorni. Il fatto è che vedo tante persone che si avvicinano alle forze politiche estreme, specialmente all’estrema destra, che in questo momento, nel parlamento fa di tutto per creare dei problemi.

D. - E quindi, c’è un rischio reale che tutto questo poi sfoci anche in scontri?

R. - Sì. Infatti, ci sono stati vari scontri. Ogni giorno, sentiamo di scontri che avvengono per strada, in varie città.

D. - I greci, comunque, hanno la consapevolezza che stanno vivendo un momento difficile ma che tutto questo passerà, o non c’è nemmeno più la speranza?

R. - Penso che la speranza sia andata via...




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