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Home > Chiesa > notizia del 2013-07-13 16:23:01
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Il commento al Vangelo della 15.ma Domenica del Tempo ordinario



Nella XV Domenica del tempo ordinario, il brano del Vangelo presenta Gesù che, al dottore della Legge che gli chiede chi sia il suo prossimo, replica raccontando la parabola del Buon Samaritano e concludendo:

"Va’ e anche tu fa così".

Su questo brano evangelico, ascoltiamo una breve riflessione di don Ezechiele Pasotti, Prefetto agli studi nel Collegio Diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Roma:RealAudioMP3

La parabola del Buon Samaritano è molto nota. Un dottore della Legge fa a Gesù una domanda su cosa debba fare per ereditare la vita eterna. La Legge dice: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il tuo prossimo come te stesso”. E il dottore chiede ancora: “E chi è il mio prossimo?”. Gesù risponde raccontando la parabola dell’uomo incappato nei ladroni (figura di Adamo, dell’uomo che, uscito dal Paradiso-Gerusalemme, diventa preda dei vizi capitali che lo lasciano mezzo morto); quest’uomo è assistito dal samaritano, uno straniero disprezzato, mentre il sacerdote e il levita passano sdegnosamente dall’altra parte della strada. Hanno probabilmente concluso il loro servizio presso il tempio e non vogliono contaminarsi con quell’uomo steso a terra (dimenticando che una Liturgia che non è salvezza dell’uomo, non è neppure culto a Dio). Lo fa invece, pieno di “compassione”, il rinnegato samaritano. E Gesù invita il dottore della Legge a fare lo stesso, se vuole ereditare la vita eterna. Nell’immagine del Buon Samaritano i padri hanno visto lo stesso amore di Dio, manifestato a noi da Gesù, che ha questa “compassione” per l’uomo, incappato nel “ladrone per eccellenza”, il demonio. Come annunciato dai profeti, Cristo è venuto a curare le ferite del suo popolo, a guarire le nostre ferite; è venuto a strapparci dalle nostre paure: sempre tentati di passare al largo da tutto ciò che sa di sofferenza e di scomodità, a strapparci soprattutto dalla tentazione di una religiosità che si serve di Dio, che lo usa per stare bene. Gesù ci annuncia oggi che proprio l’amore al prossimo è la misura dell’amore a Dio: amare Dio senza amare il prossimo è falso, come non esiste vero amore al prossimo senza amore a Dio.




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