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Home > Politica > notizia del 2013-07-19 20:10:03
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21 anni fa la strage di via d'Amelio. Palermo ricorda



L’esempio e l’eredità che Paolo Borsellino ci ha lasciato sono oggi alla base delle iniziative contro ogni forma di violenza e di insidiosa infiltrazione della criminalità organizzata”. E’ un passo del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Manfredi, figlio del giudice che 21 anni fa, insieme agli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli, perse la vita nella strage di via D’Amelio. Fitto il calendario delle manifestazioni a Palermo per ricordare le vittime di questa strage sulla quale non è stata ancora fatta piena luce. Alessandra Zaffiro:RealAudioMP3

Il ventunesimo anniversario della strage di via D’Amelio in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta rappresenta una doppia ferita, sempre aperta: la perdita di sei servitori dello Stato e il non essere riusciti a ricostruire per intero questo eccidio. “Pretendiamo di sapere chi nelle istituzioni - ha detto Rita Borsellino, sorella del giudice - ha operato perché la verità non venisse fuori nella sua interezza. A chi è servito e oggi ancora serve tutto questo e perché. Senza risposte a queste domande non possiamo neppure piangere i nostri morti”. “Sarà la mafia a uccidermi, ma sarà qualcun altro a volerlo”, disse una volta Borsellino. Per il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, intervenuto oggi alla commemorazione al palazzo di giustizia, la domanda da porre è: “Chi erano i potenti davanti ai quali Paolo si sentiva senza scampo e di cui, probabilmente, ha lasciato traccia nell’agenda rossa?”. Quell’agenda rossa, sparita nel nulla, è per Scarpinato il “promemoria dell’indicibile”, dove “aveva segnato nomi e cose che aveva scoperto poco prima di essere ucciso”. Nel giorno del dolore, via D’Amelio è stata animata da percorsi di legalità per i bambini, dibattiti e interventi di magistrati. Alle 16.58, ora della strage, un minuto di silenzio. Poi, l’Inno di Mameli e un lungo applauso.




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