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Home > Viaggi apostolici > notizia del 2013-07-25 08:09:43
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Serve più giustizia, non liberalizzare le droghe: così il Papa all'Ospedale S. Francesco



Dal santuario di Aparecida al “santuario della sofferenza umana”, così il Papa ha definito l’Ospedale San Francesco d’Assisi di Rio de Janeiro, che ha visitato ieri, specializzato nella cura delle dipendenze dall’alcool e dalla droga. Forte il monito nei confronti dei “mercanti di morte”, “non è con la liberalizzazione delle droghe”, ha detto il Papa, che si potrà ridurre la loro diffusione. Ce ne parla Benedetta Capelli:RealAudioMP3

Gli abbracci dei malati, i saluti, le strette di mano. E’ nel segno della vicinanza e dell’affetto che il Papa comincia la sua visita all’ospedale San Francesco d’Assisi, inserita nel programma della GMG per sua espressa volontà. Vorrei abbracciare ciascuno di voi che siete la carne di Cristo – dice il Pontefice – e abbracciare è una delle necessità di oggi di fronte a situazioni che richiedono “attenzione, cura e amore”:

“São tantos os ‘mercadores de morte’ que seguem a lógica do poder...
“Quanti ‘mercanti di morte’ che seguono la logica del potere e del denaro ad ogni costo! La piaga del narcotraffico, che favorisce la violenza e semina dolore e morte, richiede un atto di coraggio di tutta la società. Non è con la liberalizzazione dell'uso delle droghe che si potrà ridurre la diffusione e l’influenza della dipendenza chimica”.
E’ dunque nella maggiore giustizia, nell’educazione, nell’accompagnamento che si costruisce la speranza nel futuro. Abbracciare – aggiunge il Papa – non è sufficiente, bisogna tendere la mano a chi è caduto nel buio della dipendenza ma poi il cammino ognuno deve farlo con le proprie forze:

“Você é o protagonista da subida; esta é a condição imprescindível!
“Sei protagonista della salita; questa è la condizione indispensabile! Troverai la mano tesa di chi ti vuole aiutare, ma nessuno può fare la salita al tuo posto”.

In questo Ospedale – conclude – si fa concreta la parabola del Buon Samaritano; qui non c’è indifferenza ma attenzione, non c’è disinteresse ma amore. A conclusione della visita, il Papa ha rivolto un breve saluto ai giovani italiani riuniti nell’arena di Maracanàzinho “per far festa” e riflettere su Gesù e “le risposte che solo Lui sa dare agli interrogativi di fede e di vita”:

“Fidatevi di Cristo, ascoltatelo, seguitene le orme. Non ci abbandona mai, neanche nei momenti più bui della vita. E’ Lui la nostra speranza”.




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