HomeRadio Vaticana
foto testata   
altre lingue  

Home > Cultura e Società > notizia del 2013-07-26 17:05:51
A+ A- Stampa articolo



Save the children propone ddl per minori immigrati non accompagnati



Save the Children ha presentato la prima proposta per un disegno di legge organico per la protezione e la tutela dei minori stranieri non accompagnati in Italia. L’iniziativa ha raccolto l’adesione trasversale di deputati competenti dei principali gruppi parlamentari, che si sono impegnati a presentare un ddl e a sostenerne l’iter fino all’approvazione in parlamento. I particolari nell’intervista che Federica Baioni ha realizzato a Montecitorio con Rafaela Milano, direttore dei Programmi Italia – Europa di Save the Children: RealAudioMP3

R. – Questa necessità è nata dal campo. Noi ogni giorno, come Save the children, assieme ad altre associazioni e organizzazioni di volontariato, siamo al fianco di tanti ragazzi, a volte poco più che bambini, che arrivano in Italia da soli da Paesi molto lontani dopo viaggi terribili e non trovano un sistema organico di accoglienza. Quindi, una volta giunti in Europa, vivono ulteriori rischi, quando invece avrebbero bisogno proprio di una particolare protezione. Questa legge nasce proprio per colmare questi gap e per avere un sistema organico di protezione ed accoglienza.

D. – Qual è il primo punto, la prima zona d’ombra, che manca nel nostro sistema legislativo italiano?

R. – La prima zona d’ombra riguarda proprio l’identità del minore straniero, perché talvolta si tratta di ragazzi adolescenti. Si tratta di accertare la loro età per capire se sono minori o meno. I metodi utilizzati per fare questo accertamento sono molto diversi, a volte contraddittori. Quindi, ci capita di incontrare minorenni all’interno di strutture come i Cie (Centri di identificazione ed espulsione - ndr) o come i Cara (Centri accoglienza richiedenti asilo - ndr) – dove assolutamente non dovrebbero stare – proprio per un errore nell’identificazione. Questi ragazzi non sono numeri, vanno presi in carico. Chiediamo che per ciascuno di loro ci sia una cartella sociale che lo segua nel suo percorso in Italia, proprio perché bisogna pensare a un sostegno personalizzato per ogni ragazzo e per ogni ragazza che arriva nel nostro Paese.

D. – Si chiamano appunto "minori invisibili". Voi li avete seguiti per tanti anni con i vostri progetti legati all’accoglienza. Chi sono oggi i minori invisibili?

R. – Sono, per esempio, ragazzi che vengono dall’Afghanistan dopo un viaggio terribile che, a secondo delle rotte, passa per la Grecia dopo essere passato per l’Iraq. Sono ragazzi che talvolta hanno contratto un debito di viaggio molto forte e quindi sono facilmente preda anche di circuiti di illegalità e di sfruttamento, perché hanno un immediato bisogno di guadagno. Noi viviamo, attraverso la presenza dei minori stranieri non accompagnati, anche le crisi del mondo, perché si tratta di fughe dai percorsi di conflitto. Adesso, per esempio, ci sono tanti ragazzi che vengono dalla Siria. Quindi, si vivono le criticità del mondo dal punto di vista di un bambino e di un adolescente a cui magari proprio la famiglia ha detto di scappare, di andar via, e paga per cercare di farlo imbarcare.




Condividi






Chi siamo Schedule Contatti Produzioni RV Links Elettrosmog Museo RV Altre lingue Santa Sede SCV Cerimonie
All the contents on this site are copyrighted ©. Webmaster / Credits / Note Legali / Per la pubblicitá