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Home > Politica > notizia del 2013-07-29 15:51:17
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Pakistan. Parlamento vota per il nuovo presidente, favorita la Lega musulmana



In Pakistan, le due camere del parlamento e quattro consigli provinciali si riuniranno domani in seduta comune per eleggere il nuovo presidente. Il voto, inizialmente previsto per il 6 agosto, è stato anticipato per permettere la partenza di diversi parlamentari per l’Arabia Saudita, in occasione della fine del Ramadan. Ma qual è la situazione politica, dopo che Asif Ali Zardari, in carica dal 2008, ha rinunciato a candidarsi? Michele Raviart lo ha chiesto a Diego Abenante, docente di Storia dei Paesi afro-asiatici all’Università di Trieste:RealAudioMP3

R. - La situazione che si è creata dopo le ultime elezioni, che si sono tenute nel maggio 2013, è una situazione che potremmo definire relativamente stabile, nel senso che c’è stata una vittoria larga di un partito, che è appunto la "Pakistan muslim league", guidata da Nawaz Sharif, attualmente per la terza volta primo ministro, che ha sostanzialmente il controllo dell’Assemblea nazionale. E’ molto probabile che il candidato presidenziale proposto da questo partito si affermerà abbastanza facilmente.

D. - Il presidente in carica Zardari ha rinunciato a candidarsi. Perché questa scelta?

R. - E’ consapevole del fatto che non ha delle possibilità concrete di essere eletto per una ragione di numeri. Zardari ha avuto negli ultimi mesi anche delle relazioni piuttosto tormentate con gli Stati Uniti d’America: questo naturalmente non ha giocato a suo favore.

D. - I candidati più forti sembrano essere Mamnoon Hussein della Lega musulmana e Wajihuddin Ahmed del Movimento per la giustizia. Chi sono?

R. - Il primo è un uomo politico di Karachi e in realtà un muhajir: questo è un termine complicato che indica in pratica i discendenti dai rifugiati che si sono spostati dall’India nel 1947 in territorio pakistano. Il Pakistan muslim league è un partito che è fortemente radicato nella memoria, nelle storie, nelle tradizioni di questi muhajir. Quindi, in qualche modo rappresenta questo tipo di ambiente. Per quanto riguarda il secondo candidato, Wajihuddin Ahmed, è un magistrato che si è distinto un po’ per la lotta per la democrazia. Un personaggio interessante, ma certo non sembra avere grandi chance di elezione.

D. - Che ruolo politico ha il presidente del Pakistan?

R. - La posizione del presidente in questo momento non è particolarmente potente, perché il grosso dei poteri in Pakistan è detenuto dal primo ministro. C’è stata sempre un’oscillazione tra queste due figure - primo ministro e presidente - dal punto di vista dell’equilibrio dei poteri. Questo perché ogniqualvolta si è insediato un potere militare, ha sempre cercato di rafforzare i poteri del presidente. Però, le volte in cui il governo è ritornato nelle mani dei civili, questi hanno normalmente cancellato i poteri speciali attribuiti al presidente, rafforzando quindi nuovamente la figura del primo ministro. In questo momento, il primo ministro è tornato a essere una figura dominante. Una vittoria del candidato della Lega musulmana, in questo momento, avrebbe più che altro il significato di sancire la posizione di domini sul sistema politico pakistano.

D. - Sul piano internazionale, quali sono le sfide che dovrà affrontare nell’immediato il governo?

R. - Il primo ministro Sharif avrà di fronte a sé un problema molto importante e molto grave, che è quello di ricostruire i rapporti con gli Stati Uniti, che continuano a essere la principale fonte di assistenza finanziaria all’economia del Pakistan. Si tratta di rassicurare in particolare gli Stati Uniti sulla volontà del Pakistan di interrompere un sostegno politico alla militanza islamista lungo la frontiera afghano-pakistana, nonché di contribuire anche in modo positivo alla ricostruzione e alla riconciliazione in Afghanistan. Tutto questo dovrà essere fatto in un contesto interno pakistano molto, molto difficile. Non dimentichiamo che in Pakistan c’è molta opposizione al problema degli attacchi dei droni con cui gli Stati Uniti continuano, effettivamente, a colpire la zona di frontiera tra Afghanistan e Pakistan. Sharif dovrà dare l’impressione di ottenere anche qualche risultato da questo punto di vista.




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