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Home > Politica > notizia del 2013-08-22 14:32:34
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Focolaio di aviaria nel Bolognese, 500mila galline da abbattere



Nuovo focolaio di influenza aviaria a Mordano, nel Bolognese, dopo quello di Ostellato, in provincia di Ferrara: entrambi allevamenti che fanno capo al gruppo Eurovo. A Mordano saranno abbattute 500mila galline. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie a una stretta rete di sorveglianza sanitaria. Nessuna limitazione per il consumo di carni e uova avicole: è quindi da evitare una nuova psicosi legata all’aviaria. Lo afferma Rolando Manfredini, responsabile della Sicurezza Alimentare della Coldiretti, al microfono di Elisa Sartarelli:RealAudioMP3

R. - Io direi che proprio in questo caso l’Italia si pone all’avanguardia nel campo dei controlli e lo ha dimostrato ancora una volta intervenendo in maniera assolutamente tempestiva per limitare - ovviamente - il propagarsi dell’influenza.

D. - Si tratta di galline ovaiole: ci sono rischi collegati al consumo, non solo delle carni avicole, ma anche delle uova?

R. - Diciamo che il rischio è molto remoto, anche perché si tratta di un’influenza che per l’uomo - riteniamo - sia ancora da considerare a bassa patogenicità e quindi non è previsto il trasferimento, il salto interspecifico, di questo sierotipo. Certamente il fatto che gli animali vengano abbattuti e in qualche modo l’intera area venga bonificata, la dice lunga sul fatto di come si debbano, in ogni caso, limitare le questioni. Secondo me per l’uomo non ci sono dei problemi. Si tratta soltanto di prendere misure precauzionali che in un qualche modo possano limitare un eventuale contatto. La misura più importante è quella di mangiare la carne di pollo cotta. Questa semplice precauzione non permette la penetrazione dell’influenza. Credo che nessuno in Italia mangi il pollo crudo, quindi questa è già una cosa che limita fortemente l’influenza e rassicura l’uomo.

D. - Lo stesso vale per le uova?

R. - Certamente.

D. - Il danno economico è ingente. Quali saranno le ripercussioni per questo settore?

R. - Dovrebbero essere minime, evitando appunto che si inneschi il meccanismo speculativo, come purtroppo è successo nel passato. L’azienda in questione è una grande azienda che va messa in condizioni - dopo essere stata bonificata - di poter continuare a produrre, per sfruttare poi quelli che sono gli incentivi necessari per rimettere in piedi la produzione ed evitare all’azienda stessa, ma anche a tutti gli altri settori, dei danni.




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