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Home > Chiesa > notizia del 2013-08-22 20:01:47
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Il vescovo copto di Luxor: "Si ascolti l'appello di pace del Papa per l'Egitto"



“L’appello alla preghiera e alla pace di Papa Francesco sostiene e allevia le sofferenze della comunità egiziana”. Sono le parole di mons. Youhannes Zakaria, vescovo copto cattolico di Luxor. Parole serene rispetto alle sofferenze patite nei giorni scorsi, quando il presule è stato vittima di attentati e minacce da parte di uomini armati. La sua testimonianza al microfono di Gabriella Ceraso:RealAudioMP3

R. - Ho sentito una solidarietà che mi ha commosso moltissimo. Tutti pregano per noi; è questo il senso vero della Chiesa! E voglio ringraziare il Santo Padre per questo suo gentile pensiero e chiedo di continuare a pregare per noi.

D. - Quali, secondo lei, gli effetti della scarcerazione di Mubarak?

R. - Ci saranno altri processi contro di lui, ma certamente ci saranno dei risultati negativi e positivi. Di negativo quello dei fondamentalisti, che vedono come l’Egitto stia ritornando indietro; quello positivo, per la parte laica - i sostenitori di Mubarak - che sarà gioiosa per questo fatto.

D. - Per voi oggi è la Festa dell’Assunta. Qual è la preghiera che intende rivolgere a Maria per tutta la sua comunità?

R. - Chiedo la sua intercessione, affinché la pace e un rapporto d’amore regni tra tutti gli abitanti del mondo.

D. - Quindi il suo messaggio anche per la sua gente, per i fedeli che la seguono, qual è in questo affidamento a Maria?

R. - Non perdere mai la speranza! Anche se noi siamo una minoranza in questo oceano, siamo testimoni dell’amore e anche testimoni di perdono.

D. - Dopo tutti questi giorni vissuti nella difficoltà, nell’isolamento - sappiamo che la vostra comunità ha vissuto così per tanto tempo, anche nella paura - come ne uscite? Cosa siete riusciti anche a testimoniare?

R. - È triste raccontare questa esperienza di odio e di violenza. Ma dall’altra parte, c’è un fatto positivo: questa esperienza del dolore ci ha dato la forza e la convinzione che questa fede non è una fede teorica ma una fede pratica. Noi dobbiamo viverla come Cristo, portando le nostre croci, consapevoli che alla fine di questa via dolorosa, c’è sempre il momento della gioia, il momento della risurrezione.

D. - Quale futuro augura all’Egitto …

R. - Partendo dal carattere dell’egiziano. L’egiziano musulmano, cristiano è figlio di una civiltà di settemila anni. Ha un valore dentro di sé! L’egiziano è sempre un amico della pace. Allora il mio augurio per il futuro è di avere un rapporto di rispetto e di dialogo tra musulmani e cristiani, perché insieme si possano aiutare per costruire il futuro dell’Egitto, affinché diventi un Paese al servizio dell’uomo e, in particolare, delle generazioni future.

D. - Contate sull’intervento dell’Europa?

R. - Se i governanti di tutto il mondo ascoltano il pensiero del Santo Padre, seguono i suoi appelli e ascoltano cosa dice, il mondo cambierà.




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