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Home > Politica > notizia del 2013-08-26 14:58:20
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Egitto: la visita del ministro degli Esteri Fahmi nei territori palestinesi. Cristiani sotto attacco rigettano violenza



Resta alta la tensione in Egitto, dove il consenso popolare resta conteso tra il governo provvisorio nominato dai militari e i Fratelli musulmani detronizzati. Nel Sinai, intanto, si sono registrati diversi assalti armati. E, si è conclusa la visita del ministro degli Esteri egiziano Nabil Fahmy nei territori palestinesi. Dal Cairo, il servizio di Giuseppe Acconcia RealAudioMP3

Il ministro degli esteri egiziano Nabil Fahmi ha visitato per la prima volta dalla sua nomina i territori palestinesi. Fahmi ha condannato l'uccisione di tre giovani nel campo profughi di Qalandyia durante il raid israeliano di domenica scorsa. Ha inoltre confermato il sostegno egiziano alla riconciliazione nazionale palestinese e l'impegno per la messa in sicurezza della frontiera di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza. La visita del ministro degli Esteri egiziano è arrivata in seguito alle dichiarazioni dei giorni scorsi del premier turco Recep Tayyep Erdogan che aveva denunciato un presunto coinvolgimento israeliano nel colpo di stato in Egitto del 3 luglio scorso. Intanto, nuove violenze hanno avuto luogo nel nord del Sinai. Si sono registrati 8 assalti di uomini armati contro commissariati di polizia e la sede della radio pubblica. In un agguato, è stato ucciso un cristiano copto, mentre due sono i morti nella zona di Nakhl. Infine, è apparso in un video sugli schermi di Al-Jazeera il leader ricercato dei Fratelli musulmani Mohammed El-Beltagy, che ha assicurato che i manifestanti di Rabaa «avevano armi solo per difendersi». Nel frattempo, sono stati arrestati l'ex ministro della Gioventù del governo islamista Osama Yasin e il segretario dei Fratelli musulmani, Mohamed Hafez. Mentre 62 sostenitori del deposto presidente egiziano Mohammed Morsi sono stati rinviati a giudizio ad Alessandria d'Egitto
con l'accusa di violenze e assassinio premeditato.

Il conflitto in Egitto sta coinvolgendo anche la popolazione cristiana. E, negli ultimi giorni sono stati molteplici gli attacchi da parte di integralisti contro edifici frequentati da fedeli. Amedeo Lomonaco ha raccolto la testimonianza del collega Cristiano Tinazzi recatosi nel centro ‘Amici della Bibbia’, gestito da cristiani, a sud del Cairo, incendiato da un gruppo di fondamentalisti. RealAudioMP3

R. – Quello che ho trovato è un edificio completamente distrutto: era un edificio che serviva circa 7/8 mila persone, soprattutto giovani che venivano a fare teatro, attività ricreative e anche gruppi di studio e altre attività in questo centro, che è stato incendiato la notte del 14 agosto. Circa 3 mila persone sono partite da una moschea che si trova proprio dall’altra parte della strada, hanno circondato la zona ed hanno incominciato ad assaltare l’edificio. Un cristiano, che era il custode, è stato salvato da un musulmano che abita nel palazzo di fronte e che l’ha portato fuori, garantendo che non fosse un cristiano ma un musulmano. Ed è riuscito a salvarlo …

D. – Questa storia del cittadino musulmano che aiuta il cristiano in grave difficoltà è un po’ il simbolo di quello che sta vivendo l’Egitto: il fatto di voler porre un argine all’integralismo, musulmani moderati e cristiani sono uniti su questo fronte …

R. – Sì, assolutamente. Addirittura, poi, nei giorni seguenti hanno fatto una manifestazione, una "catena umana" fatta da cristiani e musulmani appunto per protestare contro la violenza di ogni tipo, la violenza settaria. Hanno lasciato delle scritte, i ragazzi. Era esemplificativo che all’interno della struttura ci fossero raffigurazioni di Gesù sui muri. E qualcuno, sul muro annerito, ha scritto: “Ama il tuo nemico”. E il leitmotiv di questa manifestazione è stato proprio questo: ama il tuo nemico e lascia correre, non rispondere con la violenza alla violenza.

D. – L’Egitto, e in particolare la comunità cristiana, stanno vivendo giorni molto difficili; c’è però sicuramente della speranza proprio nella comunità cristiana …

R. – Assolutamente sì! I cristiani sono una parte attiva della popolazione egiziana. Non vogliono essere messi da parte: sono una minoranza però sono anche loro ‘Egitto’. I Fratelli musulmani, poi, li hanno usati come capro espiatorio: sono diventati la forza più debole da colpire in una situazione di questo tipo.

D. – C’è la sensazione che le proteste, da parte dei Fratelli musulmani, possano in qualche modo affievolirsi, oppure è un’ondata che continua sempre con grande consistenza?

R. – I Fratelli musulmani in questo momento sono braccati, ricercati dalla polizia; non tutti sono propensi a farsi arrestare o a rimanere zitti; ci saranno delle frange estreme che cercheranno sicuramente di far qualcosa. Altre formazioni salafite, al momento stanno aspettando di vedere cosa sta succedendo, soprattutto se verrà modificata la Costituzione, appunto, che mette al bando i partiti religiosi. E allora lì la situazione potrebbe incancrenirsi ancora di più.

Ultimo aggiornamento: 27 agosto




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