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Home > Cultura e Società > notizia del 2013-09-01 20:19:11
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Mostra di Venezia: malasanità e lavoro in Italia nel documentario di Costanza Quatriglio



Nella sezione Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si trovano molte curiosità, titoli importanti che non possono cadere innosservati. E’ il caso del medio-metraggio di Costanza Quatriglio “Con il fiato sospeso”, un film che denuncia un tragico caso di sanità e prevenzione all’Università di Catania, a causa del quale alcuni studenti, affetti da tumore, sono scomparsi nel dolore e nel silenzio. Ma soprattutto senza giustizia. Il servizio di Luca Pellegrini:RealAudioMP3

C’è uno stile con il quale il cinema può denunciare silenzi e corresponsabilità nella cattiva gestione dello stato. Nel caso di Costanza Quatriglio, sono quelli dell’istruzione con ricadute sulla sanità dei cittadini. Che sono gli studenti universitari: quelli della Facoltà di farmacia dell’Università di Catania. Per una cattiva manutenzione dei laboratori e delle sostanze chimiche utilizzate, alcuni giovani, agli inizi degli anni 2000, erano stati aggrediti dal tumore e ci avevano rimesso la vita. Come spesso accade, il potere ebbe la meglio sulla verità, le responsabilità subito insabbiate. La giovane regista, colpita dalle notizie che cominciavano a emergere nel 2008, ha iniziato un viaggio molto personale che è terminato con il film, a metà tra documentario e finzione, presentato Fuori concorso alla mostra veneziana. Con il fiato sospeso, questo il titolo, si basa su un’intervista di finzione e vere voci fuori campo che ricordano l’entusiasmo degli studenti dei corsi di chimica contrapposti alla storia di Emanuele, scomparso tragicamente nel 2003. E’ la stessa regista Costanza Quatriglio che con queste parole motiva la sua scelta artistica:

"Ho voluto proporre la questione della salubrità dei luoghi dove si fa ricerca ma soprattutto la questione del tradimento che i giovani subiscono tutti i giorni quando si trovano ad essere respinti, per così dire, da una società troppo vecchia e che negli ultimi ,forse, 40 anni non ha creato le condizioni perchè il futuro dei giovani fosse davvero futuro ed evoluzione. Ecco la storia di Emanuele che scrive un diario nel 2003 suilla salubrità dei luoghi in cui fa ricerca è embematico di questo".




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