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Home > Chiesa > notizia del 2013-09-06 13:29:27
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Il cardinale Cordes: sintonia totale tra Papa Francesco e Benedetto XVI



Domenica scorsa il Papa emerito Benedetto XVI è tornato a far sentire la sua voce nell’omelia della Messa a conclusione dell’annuale incontro con i suoi ex-allievi. Per lui Papa Francesco ha avuto sempre parole di grande affetto e stima. “E’ un uomo di Dio”, ha affermato nella conferenza stampa in aereo di ritorno da Rio. “Lei riceva, faccia la sua vita, venga con noi”, gli ha detto Papa Francesco, spiegando che per lui è come avere il nonno saggio a casa, al quale ci si può rivolgere per le difficoltà. Sono inoltre ancora vivide le immagini di Papa Francesco e del Papa emerito Benedetto XVI nel primo incontro a Castel Gandolfo e poi, in Vaticano, per l’inaugurazione della statua di San Michele Arcangelo. Sui rapporti tra Papa Francesco e Benedetto XVI, Debora Donnini ha intervistato il cardinale Paul Josef Cordes, presidente emerito del Pontificio Consiglio Cor Unum:RealAudioMP3

R. - La relazione tra loro secondo me è veramente una relazione nello Spirito Santo. Ho conosciuto molto bene Benedetto XVI, ho seguito tante sue cose e certamente all’inizio - dopo l’elezione di Papa Francesco – tutti si chiedevano qual era la differenza tra i due. Ma se uno pensa alle idee di Benedetto XVI e guarda i gesti di Papa Francesco, nota una sintonia totale. Ho presente quando ho accompagnato Benedetto XVI in Germania, nel 2011: lui ha fatto un discorso fortissimo a Friburgo contro la “mondanizzazione” della Chiesa.

D. – Lei ha scritto un libro in tedesco dove ha messo in relazione Papa Francesco con Benedetto XVI. Ed è partito proprio, appunto, dal vocabolo “demondanizzazione”, distacco dal mondo, cioè dal fatto che la Chiesa deve distaccarsi dal mondo. Perché?

R. – Quando, appunto, sono andato con Benedetto XVI in Germania, certamente era una situazione molto commovente per vari motivi, ma l’ultimo discorso che il Papa ha fatto a Friburgo ai responsabili della Chiesa – c’erano certamente tutti i vescovi, ma anche tanti politici e tanti capi delle agenzie di aiuto e così via – era un discorso fortissimo. Ha puntato sul fatto che la Chiesa si trova sempre nella tentazione di utilizzare i mezzi del mondo; la Chiesa sta nel mondo, deve occuparsi del mondo e quindi deve anche utilizzare i mezzi del mondo. C’è però la tentazione di diventare come un’istituzione mondana, una associazione non governativa (ong), una cosa che pensa come il mondo. E contro questo, Benedetto XVI ha voluto mettere in risalto che così non si può aiutare la gente, perché ci si dimentica di Dio. E io vedo in Papa Francesco la stessa attitudine: lui parla sempre della semplicità, cioè di evitare il peso del mondo, le ricchezze, anche le forme del mondo per la nostra vita. Lo ha sottolineato sempre, come ha fatto anche all’inizio del suo Pontificato citando il francese Leon Bloy che dice sostanzialmente: se non preghiamo Dio, preghiamo il demonio. E diventiamo una cosa mondana, che non aiuta alla proclamazione del Vangelo.




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