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Home > notizia del 2013-09-07 16:26:55
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Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria




RealAudioMP3 "Sarebbe una pura follia pensare di risolvere una situazione che ormai è degenerata in violenza molto forte, con altra violenza. Diciamo che è una resa. Se s’interviene con le armi, è sicuramente una dimostrazione di incapacità di risolvere con il lavoro faticoso e paziente del dialogo, della comprensione, una situazione che è molto complessa". Così, suor Marta, da un monastero di religiose trappiste in Siria, riflette sul rischio di un attacco occidentale al Paese, nel giorno di digiuno e preghiera per la pace, voluto da Papa Francesco. "Qui - spiega - c'è soprattutto grande paura da parte della gente. E non è solo la paura del missile che può arrivare, ma il timore che un attacco porti una situazione di destabilizzazione ancora maggiore". L'iniziativa del Papa per la pace - spiega sr. Marta - è stata accolta qui in Siria con grande favore. Tutti hanno aderito di cuore. Noi abbiamo operai non solo cristiani, ma anche musulmani – sia alawiti sia sunniti – e tutti hanno accolto davvero con grande gioia, con grande speranza questo gesto, proprio perché in Siria adesso la grossa divisione è tra chi desidera una convivenza, chi rifiuta la violenza, e chi invece vuole perseguire una strada di terrore". "La pace è un bene che riguarda la dimensione sociale, ma anche quella personale", spiega il vescovo Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi Italia. "La giornata di preghiera e digiuno indetta da Papa Francesco è perciò importante perché permette a tutti i cittadini, credenti e non, di esprimere in modo comunitario questa richiesta. La pace è un bene che parte dal cuore ma arriva a toccare tutti i livelli della società, compresi quelli politici ed economici. Esige perciò prima di tutto una conversione del singolo, che non guardi solo al suo vantaggio. Ma questa richiesta comunitaria ha anche un significato politico, perché le istituzioni non possono ignorare l'opinione pubblica". "Aderisco come tanti altri musulmani a questo appello del Papa a pregare e digiunare per la pace - aggiunge il teologo musulmano Adnane Mokrani - perché è una richiesta che esprime profondamente la coscienza mondiale, il nostro desiderio, la nostra sete di pace. Ci sentiamo pienamente uniti a questo spirito di pace". "E' un gesto per ribadire che la guerra non è una soluzione, ma anche per rompere il silenzio e denunciare l'indifferenza del mondo, della comunità internazionale davanti alla crisi siriana. E' il momento di dire no a questo dramma e trovare insieme una soluzione, sottolineando che la guerra è il terreno fertile per far crescere l'odio e i radicalismi". (A cura di Fabio Colagrande)