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Home > Politica > notizia del 2013-09-10 07:51:44
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Damasco accetta di collaborare sulle armi chimiche e Obama parla di sviluppo potenzialmente positivo



La crisi siriana potrebbe essere a una svolta. Il governo di Assad ha accolto infatti favorevolmente la proposta russa di consegnare il proprio arsenale chimico alla comunità internazionale. La proposta è stata annunciata dal ministro degli Esteri russo Lavrov che ieri mattina aveva ricevuto l’omologo siriano. In serata è arrivata la disponibilità da parte di Damasco. E anche l'Iran questa mattina ha fatto sapere di sostenere la proposta della Russia. Dell’iniziativa diplomatica russa ci parla da Mosca Giuseppe D’Amato:RealAudioMP3

Damasco è pronta a mettere il proprio arsenale chimico sotto il controllo internazionale. La Russia si è subito offerta ad entrare nella squadra dei Paesi che verificherà l’intero processo di consegna. “Per noi le vite dei nostri cittadini e la sicurezza del nostro Paese – ha detto il ministro degli Esteri siriano alla tivù russa – sono una priorità. Confidiamo nella saggezza delle autorità di Mosca”. In mattinata Lavrov aveva invitato gli Stati Uniti a concentrarsi “sulla preparazione non di uno scenario militare, ma di una Conferenza di Pace”. Non è stata infatti ancora stabilita una data per l’inizio del cosiddetto “Ginevra 2”, ossia un negoziato aperto proprio a tutte le parti in causa, Iran compreso come chiede il Cremlino. Una soluzione politica della crisi siriana è ancora possibile, questo il messaggio proveniente da Mosca.

Dall’Europa arrivano commenti incoraggianti: la cancelliera tedesca Merkel giudica interessante la proposta russa e la Francia la definisce accettabile anche se a tre condizioni. Da Washington arriva un prudente segnale di apertura: “Esamineremo in maniera approfondita la proposta russa”, fa sapere Obama che però avverte: non accetteremo perdite di tempo. Oggi è atteso il previsto discorso di Obama alla nazione. Ascoltiamo da Washington il servizio di Francesca Baronio:RealAudioMP3

Chi avrebbe mai creduto che dopo mesi di schermaglie Obama sarebbe uscito dall’angolo proprio grazie a Putin?
Il tutto per un ‘ipotesi che il segretario di Stato Kerry aveva lanciato senza crederci per ammissione dello stesso Dipartimento di Stato. Ed ecco che la settimana dedicata all’offensiva mediatica di Obama e al
voto del Senato per l’autorizzazione all’intervento militare in Siria potrebbe trasformarsi in un’inattesa svolta diplomatica. L’apertura di Obama arriva attraverso una serie d’interviste Tv: “vogliamo capire se russi e siriani fanno sul serio”, dichiara, ma sottolinea, “senza la minaccia militare , a questo punto non saremmo mai arrivati.” Per il Presidente, potrebbe trattarsi di un salvataggio in corner, infatti, l’opinione pubblica e’ sempre più contraria ad un intervento armato. Per non parlare del Congresso dove, secondo la CNN, i numeri per far passare la mozione alla House non ci sono. Così il senatore Reid, leader della maggioranza democratica al Senato, propone di far slittare il voto di mercoledì.
Certo la trattativa con Damasco potrebbe rivelarsi un bluff, ma intanto
Obama prende tempo.




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