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Home > Politica > notizia del 2013-09-19 09:27:42
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Filippine: vicina la fine del conflitto. Restano sacche di resistenza



La resa di 15 ribelli indipendentisti e la riapertura dell’aeroporto questo giovedì hanno rafforzato la speranza di una prossima fine del conflitto che interessa la città filippina meridionale di Zamboanga da lunedì 9 settembre. È anche la convinzione di un portavoce dell’esercito, il colonnello Harold Cabunoc, che ha anche segnalato come la situazione militare consenta una qualche ripresa della vita cittadina. Restano tuttavia sotto assedio alcune delle aree inizialmente occupate dai ribelli - riferisce l'agenzia Misna - e da dove ancora stamattina sono partiti colpi di fucile e di mortaio contro i corpi speciali dell’esercito e della polizia impegnati nell’azione di rastrellamento. Almeno un soldato è stato ucciso da un cecchino nel rione di Santa Catalina, uno di quelli più devastati dagli undici giorni di confronto armato fra centinaia di guerriglieri del Fronte nazionale di liberazione Moro (Mnlf) e migliaia di militari e poliziotti. Con l’ucciso di oggi sono ufficialmente 10 i militari rimasti vittima del conflitto, 86 i guerriglieri. Altri 93 insorti sarebbero stati catturati. Secondo altre fonti sarebbero 11 i soldati deceduti a cui si aggiungono tre poliziotti e 127 i feriti tra le forze di sicurezza. Fonti accreditate indicano in 152 gli ostaggi della guerriglia liberati, ma ancora un centinaio di cittadini sarebbero usati come scudi umani o come potenziale salvacondotto dagli indipendentisti, poche decine, che ancora resistono. Tra questi, con ogni probabilità, anche il comandante dell’Mnlf che ha coordinato l’attacco a Zamboanga, Habier Malik, in precedenza da alcune fonti dato per ucciso nei combattimenti. Intanto, il ministro dell’Interno Manuel Roxas ha confermato che una settantina di combattenti catturati sono stati incriminati per ribellione, mentre le indagini proseguono per accertare altri reati. Nessuna incriminazione verso il leader storico dell’Mnlf, Nur Misuari, le cui responsabilità nell’attacco restano indefinite. (R.P.)




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