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Home > Politica > notizia del 2013-09-19 16:03:47
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Tensione nella maggioranza. Il politologo Pombeni: a rischio credibilità dell'Italia



Tensione alle stelle ed equilibri sempre più complicati nella maggioranza che sostiene il governo Letta, all’indomani del videomessaggio di Berlusconi e del voto in giunta a favore della sua decadenza. Il presidente del consiglio Letta e il Partito democratico difendono l’operato della magistratura, mentre Berlusconi e il Pdl legano la permanenza nel governo alle politiche fiscali. Il Servizio di Marco Guerra: RealAudioMP3
Non si placa il botta e risposta a distanza tra le due principali anime della maggioranza, dopo il video messaggio di Berlusconi, in cui attacca la magistratura salva il governo e conferma il suo impegno politico anche in caso di decadenza da senatore. Letta si è schierato apertamente dalla parte della magistratura, a cui “conferma un rispetto pieno e totale”. Ma soprattutto il premier rifiuta di restare con il cerino in mano e, rivolgendosi a chi “usa il governo come un punging ball”, garantisce che “al momento opportuno giocherà all’attacco”. E il mal di pancia cresce nel Pd, dove sono sempre più insofferenti verso l’alleato di governo. Intanto Berlusconi, in occasione dell’inaugurazione della sede della nuova Forza Italia, ha ribadito la volontà di appoggiare il governo e ha rilanciato la sfida sul tema delle tasse, al quale ha legato la durata dell’esecutivo. Ma la maggioranza torna a spaccarsi sull’omofobia: alla Camera è passato senza il voto del Pdl dall’emendamento Verini che introduce un aggravante per i reati “fondati sull’omofobia o transfobia”.

A rischio la tenuta del governo: all’interno del Pd c’è chi vorrebbe chiudere l’esperienza dell’esecutivo Letta. Un’ipotesi questa al momento non contemplata dal leader Pdl che ha annunciato la rinascita di Forza Italia. Sul futuro politico in Italia Paolo Ondarza ha intervistato il politologo Paolo Pombeni: RealAudioMP3

R. – Il problema è che sono tutti prigionieri di una situazione molto difficile, dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale, dal punto di vista dei rapporti con l’Europa, per cui tutti hanno un’enorme paura ad assumersi la responsabilità di far cadere questo governo. Però, purtroppo, da un altro punto di vista, sia il Pdl che il Pd ritengono di dover affermare le loro piccole identità di parte e quindi tirano continuamente una corda che rischia di spezzarsi.

D. – Quale vantaggio trarrebbero Pd e Pdl da una caduta del governo?

R. – Non trarrebbero nessun vantaggio; entrambi trarrebbero più che altro degli svantaggi, perché questo all’opinione pubblica darebbe l’immagine di una classe politica poco responsabile. Sono le classi dirigenti interne che ritengono di trarre vantaggio da una caduta del governo, perché dall’una e dall’altra parte pensano di non essere “logorati” e quindi pensano di poter mantenere il loro attuale livello di consenso grazie ad una drammatizzazione della situazione. Però è un calcolo di breve respiro!

D. – Ci si devono aspettare svolte interne ai due schieramenti Pd-Pdl? Ieri, l’annuncio della rinascita di Forza Italia: c’è chi punta ad un rinnovamento interno al Pd con Matteo Renzi …

R. – Entrambi i partiti cercano di ritrovare delle verginità che hanno irrimediabilmente perduto. Questa mi sembra, però, una prospettiva molto molto pericolosa, perché alla fine ne farà inevitabilmente le spese il governo. Non è che si può andare avanti con un governo retto da forze che reciprocamente parlano malissimo l’una dell’altra …

D. – Cosa significherebbe in termini economici, di credibilità internazionale faticosamente riguadagnata, andare ad elezioni anticipate?

R. – La prima conseguenza sarebbe, sicuramente, un peggioramento della nostra situazione nello spread e quindi del debito pubblico; probabilmente salterebbero alcune scadenze dovute come il decreto sull’Imu, come il documento di programmazione economica e finanziaria, eccetera. La seconda conseguenza è che si accentuerebbe nel Paese l’immagine del “facciamola finita a tutti i costi”, e quindi alla fine le forze più populiste, per intenderci – da Beppe Grillo in avanti – ne avrebbero un grande beneficio. E il terzo problema è che saremmo bruciati in Europa, perderemmo sia la possibilità di essere protagonisti sulla scena internazionale, sia la possibilità di avere aiuti da parte degli altri in momenti di difficoltà.

D. – Citava Grillo, la cui forza non va sottovalutata, non va dimenticata. In questo scenario, il leader del Movimento 5 Stelle annuncia di voler vincere alle prossime elezioni con il “Porcellum” per poi cambiare la legge elettorale ed introdurre il sistema proporzionale. Sta riguadagnando punti, Grillo?

R. – Grillo gioca una partita d’azzardo, no? Cioè, sa che per vincere ha bisogno del “Porcellum”, dopodiché farà quello che fanno tutti questi movimenti populisti, no? Si farà una legge elettorale a sua misura in maniera che sia fintamente proporzionale ma che in realtà non lasci spazio a nessun altro …




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