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Home > Cultura e Società > notizia del 2013-10-05 15:28:27
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"Fare passi definitivi" e dire no a "cultura del provvisorio" si può. Testimonianza di una coppia umbra



"In una società che privilegia i diritti individuali piuttosto che la famiglia, non abbiate paura di fare passi definitivi come il matrimonio". Le parole rivolte dal Papa ai giovani ad Assisi sono state accolte con grande entusiasmo. Il Pontefice ha messo in guardia dalla cultura del provvisorio indicando l’esempio delle passate generazioni che pur in tempi difficili non hanno avuto paura di dire “sì” a Dio nel matrimonio. Al microfono di Paolo Ondarza la testimonianza di Mirella e Fabio Nucciarelli, 4 figli, sposati da 10 anni:RealAudioMP3

R. – (marito) Quando ci siamo conosciuti, non ci siamo sposati ma siamo andati a convivere, perché eravamo impreparati. Abbiamo convissuto per circa 7-8 anni. Abbiamo messo al mondo anche due bambine … Ma ci sentivamo una coppia incompleta …

D. – Cioè, da una parte la paura di fare il passo definitivo, dall’altra il desiderio di un qualcosa di più …

R. – (moglie) Per noi, il desiderio di stare insieme con la persona che amavamo per tutta la vita è stato maggiore e più forte. Durante il matrimonio abbiamo avuto anche un momento di forte crisi, in cui abbiamo detto: “Buttiamo via tutto!”. Però, poi, il sacramento del matrimonio era così importante che abbiamo voluto credere di riuscire: con l’aiuto di Dio, sicuramente; e poi, con la grande fortuna di aver conosciuto un sacerdote, don Carlo e la Casa della Tenerezza da lui fondata per accompagnare le coppie sposate …

D. – Proprio ieri, il Papa ha lodato tutte quegli esempi di corsi per fidanzati, percorsi per coppie che sono un validissimo strumento per accompagnare i giovani, aiutarli appunto a confermare quella scelta definitiva fatta nel giorno del loro matrimonio …

R. – (marito) … perché da soli, in un momento di crisi, è quasi impossibile riuscire a tirar fuori tutto e ricominciare …

R. – (moglie) Per noi è stato veramente molto, molto importante questo incontro, e adesso facciamo parte della Casa della Tenerezza: cerchiamo di aiutare le coppie in difficoltà a superare la crisi perché io dico sempre: se ci siamo riusciti noi, mio marito ed io, ci possono riuscire tutti! Come diceva ieri il Papa c’è tanta gente che prima di noi ha vissuto difficoltà ancora più gravi delle nostre! Penso a mia madre, penso a mio padre, a quello che hanno sofferto loro … i miei nonni non avevano neanche di che mangiare, però era così importante per loro stare insieme, l’essere uniti, uniti nell’amore a Dio! Le difficoltà che avevano erano veramente oggettive: il non avere il pane, alcune volte …

D. – E’ la certezza del matrimonio vissuto, come sacramento, che rende sicuri e vince la paura …

R. – (moglie) E’ l’affidarsi, è anche l’affidarsi: oggi non ci si affida più a Dio. Si conta solo sulle proprie forze. E invece, per noi il cambiamento è stato veramente radicale quando ci siamo affidati. Certo, continuiamo a lavorare, abbiamo le difficoltà, qualche volta non arriviamo a fine mese, però questo non toglie che siamo insieme, che non siamo soli: c’è l’amore di Dio che è con noi …

R. – (marito) Questa potrebbe essere una testimonianza forte: il fatto che nel dopoguerra, nonostante tutte le difficoltà, le famiglie siano rimaste unite. Probabilmente non ci saremmo stati neanche noi come sposi perché non ci avrebbero trasmesso il valore della famiglia, dell’andare avanti. Parlando della cultura del provvisorio le faccio un esempio: pensi che quando le nostre figlie facevano la prima elementare, nella classe c’era solo una coppia di genitori separati; arrivati in quinta elementare, erano 10. Uno pensa che sia più semplice stare divisi, ma divisi le difficoltà si triplicano, senza considerare che la società non ti aiuta per niente nel far crescere i figli …

D. – Se la crisi economica chiama le istituzioni ad una maggiore responsabilità verso la famiglia, la tutela della famiglia – o, per lo meno, dovrebbe essere così – la crisi economica non può costituire tuttavia un motivo di scoraggiamento per quelle coppie che desiderano sposarsi …

R. – (moglie) Assolutamente no: mia madre non ha fatto la festa, non ha comprato il vestito da sposa, ma si sono sposati lo stesso. Era importante per loro sposarsi, era importante per loro il matrimonio, era importante per loro la famiglia … e soprattutto sentirsi uniti con Cristo. Nonostante la crisi economica, ci si può sposare lo stesso! Io credo che si debba superare questa fase: se non hai la bomboniera, non succede niente! Bisogna invece, capire qual è l’importanza del matrimonio: quella di essere uniti in Cristo.




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