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Home > notizia del 2013-10-07 17:04:45
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Disabili, Bomprezzi: "La politica non faccia cassa sui più deboli"




RealAudioMP3 "La politica deve essere onesta e chiara, non si può fare cassa sulla parte più debole del Paese che ha già pagato abbondantemente la crisi. C'è bisogno di un ripensamento forte e in questo senso la politica è inadempiente. Il mondo della disabilità non sopporta più che questi temi siano spazzati via dall'agenda in favore di temi che sembrano solo di schieramento o predominio". Franco Bomprezzi, giornalista e presidente della Ledha (Lega dei diritti delle persone con disabilità), commenta così il discorso di Papa Francesco all'Istituto Serafico di Assisi e il suo appello a "mettere al centro dell'attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate". Il Papa ha denunciato la solitudine di tante famiglie che debbono farsi carico di una persona disabile. "Alla vigilia del varo della legge di stabilità - commenta Bomprezzi - noi siamo sempre in attesa del rifinanziamento del fondo sociale che è praticamente stato azzerato e del fondo per la non autosufficienza, per intervenire nei casi più gravi e dotare le regioni di un minimo di disponibilità economica per poterla distribuire nei casi più gravi, conosciuti sul territorio e dalla realtà di base". "E poi c'è la definizione dell'Isee, di questo strumento di perequazione dei servizi rispetto al reddito delle famiglie, che preoccupa perché si ha la sensazione che sia uno strumento che toglie, invece di aggiungere". Nel suo discorso al Serafico il Papa ha anche inserito il testo di una lettera ricevuta da un giovane disabile argentino, spiegando: "nel cuore di questo ragazzo c'è la bellezza, l'amore, la poesia di Dio". "Noi cristiani siamo ancora troppo tiepidi", commenta Gianna Bora, fondatrice dell'associazione 'Amici di Simone', nata per favorire l'inclusione ecclesiale dei disabili. "Dovremmo imparare da Tommaso a non aver paura di 'sporcarci le mani', mettendo il dito nella piaga di Gesù. E cioè imparare ad accompagnare e non solo accogliere le persone più deboli, i disabili, gli emarginati. Questo significa - come ci chiede il Papa - opporsi alla cultura dello scarto". (A cura di Fabio Colagrande)