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Home > Politica > notizia del 2013-10-12 13:51:09
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Siria: la diplomazia prepara "Ginevra 2". Proseguono controlli su armi chimiche



In Siria, non si arrestano i combattimenti tra oppositori del regime e militari. Decine i morti ogni giorno in varie parti del Paese. Secondo fonti locali, l'aviazione ha bombardato obiettivi vicini a un impianto chimico nella città di Safira, inserito nella lista dei siti da ispezionare da parte degli inviati dell'Opac, che stanno smantellando l’arsenale delle armi chimiche di Assad. Frattanto, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha autorizzato il piano del segretario generale, Ban Ki-moon, per la missione congiunta di Opac e Nazioni Unite in Siria. Intanto, la diplomazia sta lavorando al varo della Conferenza di pace, la cosiddetta “Ginevra 2”, che dovrebbe tenersi nel novembre prossimo nella città elvetica. Con quali rapporti di forze la comunità internazionale parteciperà al vertice? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Giorgio Bernardelli, esperto di Medio Oriente.RealAudioMP3

R. – Si arriva al vertice con dei rapporti di forza comunque molto confusi: se da una parte l’intervento forte della diplomazia russa ha spianato un po’ la strada verso questa soluzione diplomatica, restano però tutte le incognite, soprattutto dalla parte della rappresentanza dei ribelli, dove nelle ultime settimane le divisioni si sono fatte più forti.

D. – L’aver accettato i controlli e lo smantellamento dell’arsenale chimico può allentare i sospetti della comunità internazionale nei confronti del governo di Assad?

R. – Sicuramente. Assad ha fatto una mossa chiaramente politica: l’apertura rispetto a queste ispezioni e a questo processo di distruzione delle armi chimiche resta un processo molto complesso, che richiederà molto tempo e che avrà mille incognite. Da un certo punto di vista, è stata un’apertura di “credito” nei confronti di Assad. Non dimentichiamo però che la questione delle armi chimiche è solo uno dei nodi sul tappeto e "Ginevra 2" rappresenta la possibilità di arrivare a una soluzione di equilibrio che va ben al di là della questione delle armi chimiche. Senza una condizione in cui si arrivi almeno a una forma di cessate-il-fuoco o di inizio di negoziato, è impensabile che solo queste azioni per la distruzione dell’arsenale chimico possano avere buon fine.

D. – A "Ginevra 2" ci potrebbe essere anche la sorpresa del nuovo Iran del neopresidente Rohani…

R. – Credo che questo sia uno degli aspetti di cui si parla meno, ma che invece è fondamentale per capire se c’è davvero una prospettiva reale in questo tentativo di negoziato. Certo, l’intesa tra Stati Uniti e Russia e il fatto che si cominci a lavorare insieme, tra quelle che erano le due grandi superpotenze, è importante. Ma non dimentichiamoci che nella guerra in Siria ci sono altri due attori altrettanto fondamentali: l’Iran e l’Arabia Saudita. Il vero dialogo che può portare ad una soluzione del conflitto in Siria è quello tra l’Iran ed i sauditi. Senza un coinvolgimento forte nell’iniziativa di queste due grandi potenze regionali non si arriverà mai ad una soluzione. Da questo punto di vista, i segnali che Rohani ha lanciato nella visita negli Stati Uniti con il suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu possono far pensare che da parte iraniana ci sia una disponibilità in questo senso.




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