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Home > Chiesa > notizia del 2013-10-13 12:07:41
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Beati 522 martiri spagnoli. Il Papa: il mondo sia liberato da ogni violenza



"Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza". Con queste parole, Papa Francesco ha ricordato all'Angelus di ieri, al termine della Messa in Piazza San Pietro, i 522 martiri della persecuzione spagnola beatificati ieri a Tarragona, in Spagna, nella cerimonia presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Ai 30 mila fedeli presenti al rito, il Papa ha inviato anche un videomessaggio, nel quale ha indicato i martiri come esempio da seguire per uscire da se stessi e aprirsi a Dio. Il servizio di Roberta Barbi:RealAudioMP3

“¿Quiénes son los mártires? Son cristianos ganados por Cristo…”.

“Chi sono i martiri? Sono cristiani conquistati da Cristo, discepoli che hanno imparato bene il senso di quell’"amare fino al limite estremo" che portò Gesù sulla Croce”. Papa Francesco mostra la figura dei martiri in una luce nuova: quella di imitatori dell’amore di Cristo fino alla fine. Gesù, infatti, sulla Croce ha provato il peso della morte e del peccato, ma si è affidato interamente al Padre e ha perdonato, ha donato la vita, dimostrando che non esiste l’amore a rate, a porzioni, ma solo l’amore totale, perché quando si ama, si ama fino alla fine.

“Dicen los Santos Padres: 'Imitemos a los mártires!'. Siempre hay que morir un poco para salir de nosotros mismos…”.

“Dicono i Santi Padri: "Imitiamo i martiri!". Bisogna sempre morire un po’ per uscire da noi stessi e dal nostro egoismo”. Il Papa invita, così, a implorare l’intercessione dei martiri per essere cristiani concreti e non mediocri, cristiani di opere e non di parole, sull’esempio di coloro che erano cristiani fino alla fine: solo in questo modo saremo “fermento di speranza e artefici di fratellanza e solidarietà”.

Sull’importanza della testimonianza di chi ha subito il martirio, aveva insistito anche il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, presente oggi alla cerimonia di Tarragona in rappresentanza del Santo Padre, il quale ha definito i martiri spagnoli, al microfono di Roberto Piermarini, “profeti disarmati della carità di Cristo”:

“Sono tutte vittime innocenti che affrontarono carceri, torture, processi ingiusti, umiliazioni e supplizi indescrivibili. È una schiera immensa di battezzati che seguirono Cristo fino al Calvario per risorgere con Lui nella gloria della Gerusalemme celeste. La loro beatificazione è un evento straordinario di grazia”.

Qualcuno li chiama erroneamente caduti della Guerra civile, ma sono qualcosa di più i martiri dell’ondata anticattolica verificatasi in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso: sono vittime di una persecuzione religiosa che si proponeva lo sterminio programmato della Chiesa. Tutto ebbe inizio nel 1931 con l’istituzione della Repubblica: allora combattere la monarchia equivaleva a combattere la Chiesa, ma la situazione degenerò durante la Guerra civile, quando iniziarono la profanazione delle chiese e perfino delle tombe, la distruzione dei simboli, ma soprattutto gli omicidi dei credenti. A iniziare le Beatificazioni delle vittime di quel periodo fu Giovanni Paolo II che, vissuto sotto la scure del nazismo prima e del comunismo poi, voleva che ci si ricordasse di ciascuno di loro, in un’epoca in cui erano considerati martiri cristiani solo coloro che erano morti durante le persecuzioni dell’impero romano. I martiri, invece, che non hanno bisogno di dimostrare virtù eroiche, ma sono illuminati da una fede per cui vale la pena di dare la propria vita. Tornano con ogni totalitarismo e ogni dittatura, testimoni che hanno il coraggio di andare controcorrente senza piegarsi alle leggi mondane. Del loro esempio di persone che perseguono il bene e non hanno paura di convertirsi ad esso, hanno parlato spesso anche Benedetto XVI e ora Papa Francesco, come ricorda ancora il cardinale Amato:

“Tutti siamo chiamati a convertirci alla pace, alla fraternità, al rispetto altrui, alla serenità nei rapporti umani. Così hanno agito i nostri martiri, così agiscono i Santi che – come dice Papa Francesco – seguono ‘la strada della conversione, la strada dell’umiltà, dell’amore, del cuore. Insomma: la strada della bellezza e della santità'”.

Erano persone che non odiavano nessuno, questi martiri. Al contrario, amavano tutti e a tutti facevano del bene occupandosi della catechesi nelle parrocchie, dell’insegnamento nelle scuole, della cura degli ammalati, della carità ai poveri, dell’assistenza agli anziani e agli emarginati. Il loro è un invito silenzioso al perdono, all’eliminazione dal cuore del rancore e dell’odio, un messaggio alla pace diretto a tutti e sempre attuale nel mondo di oggi, come conclude il cardinale Amato:

“Tutti siamo invitati a convertirci al bene, non solo chi si dichiara cristiano, ma anche chi non lo é. Per questo la Chiesa invita anche i persecutori a non temere di convertirsi, a non aver paura del bene, a rigettare il male. Tutti, buoni e cattivi, abbiamo bisogno di conversione”.

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre




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