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Home > Giustizia e Pace > notizia del 2013-10-16 12:27:21
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Nicaragua: una città isolata dai minatori. Mons. René Sándigo mediatore nel conflitto



Per due giorni i minatori della zona mineraria di "Cafetal" hanno chiuso completamente la strada che porta alla cittadina di Santo Domingo, Chontales (circa 120 km ad est di Managua, la capitale del Nicaragua) per manifestare contro la compagnia mineraria canadese B2Gold. Forse oggi, dopo un primo intervento di mons. René Sócrates Sándigo Jirón, vescovo di Juigalpa, si spera di poter liberare il passaggio ed iniziare un dialogo fra le parti. Mons. René Sándigo, che è anche il presidente della Conferenza episcopale, come riferisce una nota inviata all’agenzia Fides, dietro richiesta dei piccoli gruppi dei minatori è riuscito a contattare le parti con diverse telefonate, come ha detto lui stesso, così "stiamo riuscendo a chiarire e a dialogare, e così ad arrivare ad un accordo e mettere fine al conflitto". In questa zona del Nicaragua ci sono piccoli gruppi di minatori (riuniti sotto l’unico nome di "Cafetal") che lavorano a diversi progetti dell'impresa canadese B2Gold. Da circa un mese questi gruppi hanno chiesto un indennizzo per diverse ragioni (materiale strumentale, mezzi di trasporto, contaminazione…) che però è stato rifiutato. La B2Gold, per mostrare la sua disponibilità, ha presentato la situazione al Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh), ma i gruppi dei minatori chiedono un intervento del governo per chiarire legalmente la situazione di tutti i lavoratori, in quanto non si conosce il numero preciso di quanti lavorano nella zona. In Canada l’Organizzazione cattolica per lo sviluppo e la pace (Occdp) ha recentemente promosso una campagna di educazione e di azione in seguito alle preoccupazioni espresse dalla Chiesa locale e dai vescovi dei Paesi del Sudamerica circa i lavori di estrazione mineraria condotti da alcune compagnie petrolifere canadesi. Nei giorni scorsi i rappresentanti delle Conferenze episcopali di Perú, Filippine e Repubblica Democratica del Congo, hanno incontrato i vescovi e la società civile canadese per illustrare esperienze e problemi dei rispettivi Paesi causati dall’attività di alcune compagnie minerarie e di multinazionali che si sono dimostrate insensibili alle esigenze della popolazione. (R.P.)




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