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Home > Giustizia e Pace > notizia del 2013-10-19 14:49:28
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L’arcivescovo di Bangui: situazione drammatica in Centrafrica, il Paese è una polveriera



“La situazione nella Repubblica Centrafricana peggiora di giorno in giorno”: questo l’allarme lanciato dall’arcivescovo di Bangui e presidente della Caritas locale, mons. Dieudonné Nzapalainga. Oggi, il presule si recherà a Ginevra, nella sede delle Nazioni Unite, per un incontro con i diplomatici e le organizzazioni umanitarie in relazione alla crisi del Paese africano. Dal dicembre 2012, infatti, la Repubblica Centrafricana è teatro di un’insurrezione di gruppi ribelli che il 24 marzo hanno preso il potere con un colpo di Stato, destituendo l’ex presidente François Bozizé. Da allora l’ex capo della coalizione Seleka, Michel Djotodia, presidente autoproclamato, e il governo di transizione non riescono a ristabilire l’ordine sull’immenso territorio. Secondo gli ultimi dati dell’Onu, 1,6 milioni di centrafricani, pari a circa un terzo della popolazione, ha bisogno di un aiuto umanitario urgente, mentre più di 270.000 persone sono sfollati interni o rifugiati nei Paesi confinanti. In questo contesto, mons. Nzapalainga lancerà un appello per rafforzare il ruolo della missione di pace dell’Unione Africana, così da tentare di ristabilire la sicurezza nel Paese. “Le violenze perpetrate fino ad ora – sottolinea il presule – sono innumerevoli; sono state uccise delle persone, le case sono state bruciate e le donne sono state rapite dai ribelli, il cui numero è passato, da marzo ad oggi, da 3.500 a 25.000”. L’arcivescovo di Bangui punta poi il dito contro l’arruolamento dei minori tra le fila dei ribelli, mentre la popolazione si sta organizzando con armi di fortuna per difendersi dagli attacchi. “È una polveriera”, spiega mons. Nzapalainga esortando, poi, a nome della Caritas, tutti i leader religiosi sia cristiani che musulmani ad unire le forze per promuovere la pace nel Paese. Un ulteriore appello viene lanciato alla comunità internazionale affinché “supporti le operazioni umanitarie; istituisca una Commissione elettorale indipendente che organizzi elezioni credibili; indaghi sulle violenze perpetrate e assicuri la tutela della popolazione civile”. (A cura di Isabella Piro)

Ultimo aggiornamento: 21 ottobre




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