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Home > notizia del 2013-10-19 15:22:31
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Reato di negazionismo: serve davvero contro il razzismo?




RealAudioMP3 "Come altri miei colleghi storici giudico inutile, se non addirittura dannoso, introdurre in Italia il reato di negazionismo". Lo afferma lo storico Giovanni Sabbatucci, docente all'Università La Sapienza di Roma, commentando il dibattito in corso al Parlamento italiano sul disegno di legge che mira a far considerare 'apologia di reato' la 'negazione di crimini di genocidio o contro l'umanità'. "Sono contrario alla giuridicizzazione della storia - spiega Sabbatucci - anche se considero un atto spregevole negare un genocidio. Solo su basi scientifiche è infatti possibile definire se un determinato avvenimento storico è o non è un genocidio. E lo storico che dimostra l'infondatezza della definizione, in determinati casi, non può essere perseguito penalmente. E' un reato il cui perimetro è difficilissimo da definire e soprattutto serve a poco. Potrebbe addirittura risultare controproducente perché rende il negazionista vittima di una norma che ne limita la libertà di pensiero. Il negazionismo va sconfitto con lo studio, con ricerche sempre più fondate e anche con sanzioni disciplinari che riguardano, per esempio, il settore educativo e scolastico. Chi nega la Shoah più che finire in carcere dovrebbe essere interdetto dall'insegnamento". "Le ragioni per cui il reato è stato introdotto in altri ordinamenti giuridici sono nobili e positive", aggiunge il giurista Carlo Cardia. "Ma bisogna distinguere queste motivazioni dal risultato effettivo. Noi in Italia ci siamo piegati a questo atteggiamento senza calcolare cosa significa introdurre un nuovo reato". "La prima obiezione è che qui si tratta di un reato di opinione. Si va così verso la creazione di una 'verità di Stato', sancita nelle aule giudiziarie. E su questo non si è riflettuto abbastanza. Qui si affida un giudizio di tipo storico a un giudice che non ha gli strumenti per compierlo". "L'odio razziale - aggiunge Cardia - va combattutto dovunque e comunque, ma con la libertà di approfondire storicamente. Il diritto alla verità storica esiste ma va fondato sulla libertà di ricerca. Mentre il negazionismo va combattuto a scuola e nelle università dove debbono tornare a essere centrali i valori etici. Oggi nella scuola c'è un vuoto etico - conclude Cardia - che può, davvero, generare mostri". (A cura di Fabio Colagrande)