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Home > Cultura e Società > notizia del 2013-11-08 20:18:10
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Renoir, pittore della gioia e della felicità. Prestigiosa mostra a Torino



La Galleria civica d’Arte Contemporanea di Torino ospita fino al prossimo 23 febbraio una prestigiosa mostra dedicata a Pierre Auguste Renoir, protagonista di spicco, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, della grande stagione dell’Impressionismo francese. Sessanta i capolavori, alcuni dei quali per la prima volta in Italia, provenienti dal Musée d’Orsay e dal Musée de l’Orangerie. Paolo Ondarza:RealAudioMP3

Pittore della sensazione e della magia del colore, Renoir è in mostra a Torino: dagli anni della bohéme all’universo femminile reso da pennellate pastose capaci di introspezione psicologica; dalla rappresentazione della vita parigina di fine Ottocento con “l’altalena”, la “danza in campagna” o “in città”, “le ragazze al piano”, ai paesaggi per arrivare allo studio dei fiori e concludere con i grandi nudi della stagione finale. Opere non solo legate all’esperienza impressionista, ma tutte accomunate dalla stessa tensione alla gioia e alla felicità. Il curatore Riccardo Passoni:

Renoir voleva riprendere una dimensione positiva delle cose. È una pittura ricca di colore, di atmosfere, di sensazioni; non ha mai momenti cupi.

Una pittura d’affetti quella di Renoir: i soggetti ritratti sono le fidanzate, la moglie, i figli, gli amici. Di sentimenti sono pervasi anche i paesaggi. Per la prima volta dal 1939 è possibile ammirare la sinfonia di verde ne “Il pero d’Inghilterra”:

C’è questo paesaggio verde, viali sfocati, una natura rigogliosa che percepisci proprio fisicamente.

A chiudere la mostra le “Grandi bagnanti”, idillio del nudo en plen air, elegia del bello negli anni della fine della prima guerra mondiale, ultimo canto alla gioia nonostante i dolori della malattia, omaggio a Tiziano e Rubens, trampolino per le ricerche artistiche future. Ancora Passoni:

Questo gruppo di donne quasi “sfaldate”, integrate in un paesaggio dai colori sfolgoranti, da l’idea del Renoir “ultimo” sul fine dell’esistenza che però non cessa di godere del colore, godere della pittura e fare ricerca anche dal punto di vista formale.




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