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Home > Cultura e Società > notizia del 2013-12-06 15:08:38
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Censis: Italia scialba e malcontenta, ma sopravvive



Un’Italia sotto sforzo e malcontenta che, mentre la politica insegue la stabilità del sistema, riesce a “sopravvivere”, grazie alla cultura collettiva di valori acquisiti e alla capacità di riorientarsi nei comportamenti e negli interessi. E’ la fotografia in chiaroscuro offerta dal Censis nel 47esimo Rapporto annuale sulla situazione sociale in Italia, 2013, presentato a Roma. Soggetti emergenti, secondo l’Istituto di ricerca, sono donne imprenditrici, lavoratori stranieri e giovani che vivono all'estero. Speranze: la riforma del welfare e l’economia digitale. Il servizio di Gabriella Ceraso: RealAudioMP3

Una società che “sopravvive”, fiaccata dalla crisi persistente, una società che si “riadatta”, ma che non cade nel baratro - sempre ventilato dalla classe politica per legittimare se stessa e le proprie complicate manovre - e questo grazie ad una solida base di valori. Ma la contropartita di questa resistenza è l’apparire sempre più “sciapa”, senza fermento, cioè accidiosa, furba, disabituata al lavoro e soprattutto malcontenta, perché le diseguaglianze crescono, il ceto medio scompare e in troppi, anche se non tutti, “declinano”. Il sale alchemico che può fare la differenza, dice il Censis? Sono le imprese rosa - + 5000 unità solo nell'ultimo anno -, quelle anche degli immigrati - + 4,4% nel 2012 - e poi le attività degli italiani, che vivono e operano all’estero. L’esodo ha segnato un + 28,8% in un solo anno e più della metà di chi ha lasciato l’Italia ha meno di 35 anni. Il filo rosso che può fare da nuovo motore di sviluppo – sottolinea l’Istituto di statistica - è la connettività.

E' vero – si legge nel Rapporto - che restiamo una società caratterizzata da individualismo, egoismo particolaristico, resistenza a mettere insieme obiettivi, gusto per la contrapposizione emotiva, scarsa immedesimazione nell'interesse collettivo e nelle istituzioni. Eppure queste tendenze sembrano aver raggiunto il loro apice e sono destinate a un progressivo superamento.

Questo nelle considerazioni generali del Censis. Nello specifico la società raccontata ha una sanità sempre più a carico dei privati, una scolarità insufficiente e minacciata dalla dispersione, una famiglia sofferente, anche se – fattore positivo – è stata capace di rimodularsi in nome della sobrietà. Consuma come 10 anni fa, ha tagliato gli sprechi, gli spostamenti e va sempre di più a caccia di risparmi. Tragico, secondo il Censis, il settore lavoro. Anche chi è occupato, uno su quattro, teme per il futuro. Quali le scommesse possibili? Dice il Censis: l’edilizia, i grandi eventi internazionali e poi la cultura, a patto che però assuma una logica industriale.




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