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Home > notizia del 2014-01-02 16:12:26
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Bellezza e miseria a Roma




RealAudioMP3 (Via Marsala, Stazione Roma Termini, senza fissa dimora per addormentarsi legge sdraiato sul marciapiede). "La bellezza di Roma contrasta con la miseria di tanta gente che in città soffre e vive male". Così Papa Francesco, la sera del 31 dicembre nel corso del Te Deum di rimgraziamento per l'anno 2013. "Il Papa che visita le parrocchie, commenta alla Radio Vaticana il cardinale Agostino Vallini, Vicario per la Diocesi di Roma, che raggiunge le periferie, vede anche i segni di povertà, di sofferenza ed anche il bene che c’è a Roma, ed è tanto". "Questa nostra città negli ultimi 60 anni è cresciuta di più di un milione di persone; noi non abbiamo mai smesso di costruire chiese nuove nei nuovi quartieri. È chiaro che oggi, anche con l’immigrazione, non più dall’Italia ma dalle diverse parti del Sud del mondo e anche dai Paesi dell’Est Europa in numeri così rilevanti, vengono poste alla città questioni di accoglienza e di assorbimento sociale che stentano ad andare avanti. A questo si aggiunge la crisi economica generale". "Mentre parlo con lei, come pastore, mi sento anche cittadino: purtroppo, l’ha ripetuto l’altra sera anche il presidente della Repubblica, noi abbiamo bisogno di una classe politica che abbia più a cuore tali situazioni e che non perda tempo quando si tratta di affrontare questioni e riforme così urgenti. Questo certamente non avvicina le persone alla politica che, non dimentichiamolo mai, Paolo VI definiva come “la più alta forma di carità sociale”. Se tutti noi lavorassimo, ognuno con la sua parte – chi nelle strutture istituzionali e di governo, chi in mezzo alla strada come i cittadini – se cooperassimo per il bene di tutti!". "Roma oggi è una città cosmopolita, multietnica e multireligiosa, però è anche vero che la Chiesa, la comunità cristiana è presente sul territorio in maniera diffusa e capillare, anche con grande impegno sotto il profilo prima di tutto della testimonianza della vita cristiana e poi della carità. Non c’è parrocchia, non ci sono iniziative associative che non sentono il bisogno di farsi prossimi, particolarmente in questo tempo, ma io direi sempre; naturalmente non si riesce poi a soddisfare tutta la mole di bisogni che oggi abbiamo. Certo, però è cresciuta la coscienza di carità, ma non basta la carità: ci vogliono criteri di costruzione della società civile, quelli che Papa Benedetto XVI richiamava nella "Caritas in veritate". Il concetto di “gratuità” deve entrare anche nella vita sociale, nei rapporti di lavoro che non possono essere soltanto gestiti da una visione “mercantile” dell’interesse e dell’utile". (a cura di Luca Collodi)