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Home > notizia del 2014-01-11 17:11:37
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I pericoli della cannabis legalizzata




RealAudioMP3 "E' un'illusione che legalizzando la cannabis si possano mettere in difficoltà le organizzazioni criminali che si finanziano con il narcotraffico. Il mercato della cannabis, rispetto al mercato di cocaina, eroina e delle cosiddette nuove droghe vendute via web, rappresenta infatti una quota irrisoria del mercato totale". Lo afferma Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio commentando il dibattito sulla cannabis libera avviato dal disegno di legge del senatore Manconi. "Il vero effetto della legalizzazione sarebbe solo quello di aumentare i consumatori e quindi tutti gli effetti collaterali legati al consumo di cannabis. Farebbe aumentare il consumo da parte degli adolescenti compromettendo le loro funzioni cognitive e il loro sviluppo cerebrale. E' infatti dimostrato scientificamente che coloro che fanno uso di cannabis subiscono una diminuzione del quoziente intellettivo di circa 8 punti. Come ha affermato anche Nora Volkow, direttrice negli Usa del National Institute on Drug Abuse (NIDA), la progressiva liberalizzazione di questo tipo di droghe causerà la diminuzione dell'intelligenza della popolazione, l'aumento degli incidenti correlati, anche di quelli professionali e degli atti di violenza. Nel medio lungo temine questo tipo di politiche non fanno il bene della popolazione né quello dell'individuo", aggiunge Serpelloni. "Chi parla contro la legalizzazione - spiega - chi non accetta supinamente questa pretesa normalizzazione del consumo di sostanze tossiche per il cervello, subisce una vera e propria aggressione. Viene minacciato, accusato di non essere un vero scienziato, di non avere un senso etico. Una lobby che le sostiene certamente c'è, basta vedere quello che accade in borsa. Il cosiddetto 'oro verde' è il mercato del futuro. La legalizzazione permetterebbe a molti di fare soldi sulla pelle della gente. Una cosa inaccettabile eticamente e moralmente, ma anche dal punto di vista economico. Pensiamo ai danni economici, alle spese necessarie in termini di sanità pubblica per riparare i danni causati dall'uso massiccio di cannabis". Serpelloni risponde anche indirettamente al senatore Manconi che in un'intervista radiofonica ha affermato che 'nessuno è mai morto per abuso di canne'. "E' una comunicazione manipolatoria. Il principio attivo della cannabis non causa una mortalità diretta, ma una mortalità correlata. Pensiamo a quante morti sono provocate da autisti alla guida sotto l'effetto di cannabis. O a quante persone che hanno cominciato con la cannabis sono morte poi per aver assunto oppiacei perché indotti da questo consumo iniziale". "Come insegnante e cittadino - aggiunge Antonello Vanni, educatore e scrittore - provo sdegno nel costatare che mi viene chiesto ogni giorno di fare prevenzione, educare i giovani alla salute e alla legalità e poi il parlamento produce un disegno di legge che va nella direzione opposta. Credo che oggi i politici dovrebbero occuparsi di temi molto più importanti come il lavoro e lasciare all'ultimo posto questi temi". "L'Oms ha lanciato lo scorso anno un allarme annunciando che entro il 2020 un giovane su cinque soffrirà di disturbi mentali. Ci vorrebbe dunque molta più cautela nell'intraprendere questi percorsi. Andrebbero invece promossa nei giovani l'intelligenza, la creatività, l'acquisizione delle competenze. E' questo ciò di cui un Paese ha bisogno in un momento di crisi. Non abbiamo bisogno di persone drogate". (a cura di Fabio Colagrande)