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Home > Chiesa > notizia del 2014-02-06 12:24:26
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Visita ad Limina dei vescovi polacchi. Mons. Wątroba: attacco alla famiglia, il gender nelle scuole



Prosegue in Vaticano la visita “ad Limina” dei vescovi polacchi, un gruppo dei quali anche questo giovedì è stato ricevuto da Papa Francesco. Mercoledì hanno partecipato all’udienza generale in Piazza San Pietro. Il Papa li ha salutati pregando di portare il suo saluto ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici e a tutti i polacchi: “Assicuro la mia preghiera - ha detto - per voi e per coloro che il Signore ha affidato alla vostra cura. Pregate anche per me. Dio benedica voi e la Chiesa in Polonia!”. Al centro degli incontri dei presuli con il Papa, in questi giorni, è in particolare la sirtuazione della famiglia. Al microfono di Stefano Leszczynski ce ne parla mons. Jan Franciszek Wątroba, vescovo di Rzeszów e presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, oggi in udienza dal Papa:RealAudioMP3

R. – La maggioranza dei polacchi si dichiara credente e appartenente alla Chiesa cattolica. Molti giovani afferrano che la famiglia è per loro un luogo dove possono imparare come vivere, dove apprendono i valori cristiani, dove possono sentirsi sicuri. E’ strano, dunque, che ci sia un attacco per distruggere la famiglia. Ultimamente alcune associazioni hanno promosso l’ideologia gender nelle scuole. Vogliono cambiare la definizione di famiglia, distruggere l’identità di uomo e di donna. Il problema è importante, anche perché il Ministero dell’Educazione non si pronuncia contro queste pratiche. Un altro problema è la crescita del numero di giovani che convivono. Nel caso in cui nascano dei figli, questi non vengono istruiti nella fede cristiana.

D. – La situazione di forte secolarizzazione che lei ha descritto e che colpisce le famiglie in Polonia vale anche per famiglie polacche che vivono all’estero?

R. - Molte famiglie polacche vivono la situazione dell’emigrazione per molti motivi, soprattutto per motivi di lavoro. Tanti bambini vedono i propri genitori soltanto durante le feste. Così il processo di educazione è molte volte travolto dalla solitudine dei bambini che vivono soltanto con uno dei genitori o in particolari casi con i nonni. I vincoli familiari sono molte volte spezzati e il processo dell’educazione religiosa è lasciato nelle mani dei maestri e dei sacerdoti.

D. - E’ un quadro molto difficile quello della famiglia in Polonia, un po’ come nel resto dell’Europa. Ma ci sono aspetti positivi che è possibile sottolineare nell’impegno pastorale per le famiglie in Polonia?

D. – Sì, ci sono delle luci che permettono di guardare al futuro con ottimismo, nonostante tutto ciò. Abbiamo adesso una delle migliori strutture di pastorale della famiglia. Nella Conferenza episcopale esiste un centro che con il suo direttore coordina tutte le iniziative per la promozione della vita. In tutte le diocesi esistono centri dove i fidanzati possono prepararsi al sacramento del matrimonio. Osserviamo che più del 90 per cento dei fidanzati ha frequentato le catechesi prematrimoniali. I centri della pastorale famigliare servono anche d’aiuto per i matrimoni in crisi e promuovono uno stile di vita cristiana. L’altro motivo di gioia è l’osservazione della crescita continua dei movimenti cattolici, dove i laici sono invitati a dare una gioiosa testimonianza di vita cristiana nella famiglia.

D. – Come si stanno preparando le diocesi polacche al prossimo sinodo per la famiglia?

R. – La cosa è molto recente. In Polonia possiamo osservare molte iniziative per rendere presente nella vita quotidiana l’insegnamento della Chiesa riguardo la famiglia. Molti laici hanno risposto al sondaggio, alle domande poste da Papa Francesco sul motivo del terzo Sinodo straordinario dei vescovi. Hanno presentato il loro punto di vista e hanno discusso con i sacerdoti per poter capire meglio la loro identità di laici nella Chiesa.

Mons. Piotr Libera, vescovo di Płock, parla del suo incontro con il Papa, al microfono di Leszek Miroslaw Gesiak:RealAudioMP3

R. - È stato un incontro molto semplice e molto fraterno. All’inizio il cardinale di Cracovia ha presentato la situazione delle nostre Chiese locali, delle nostre provincie ecclesiastiche poi ha preso parola il Santo Padre invitandoci a fare domande. Abbiamo così cominciato con una serie di domande e riflessioni: siamo partiti dalla situazione delle famiglie di oggi, i problemi del calo delle nascite e vari tipi di crisi delle famiglie di oggi. Abbiamo anche toccato l’importantissimo argomento della nuova evangelizzazione. A tal riguardo ho posto una domanda: “Come fare affinché la nostra pastorale nelle nostre Chiese locali sia più kerigmatica?”, perché il "kerigma" trova difficoltà a farsi strada. I nostri sacerdoti più anziani, che non sono abituati a questo modo di predicare il Vangelo, certe volte faticano e sono un po’ chiusi; si può dire che temono un po’ questa novità, questo tema che riguarda gli esercizi kerigmatici. Il Santo Padre ha risposto con comprensione; ha detto che bisogna partire dai seminari: i seminaristi devono imparare questo spirito missionario. Poi si è soffermato sul tema dell’omelia: come farla, come predicare oggi, ci ha detto che le prediche non devono essere troppo lunghe… Il vescovo castrense ha parlato di questa difficile situazione dei soldati polacchi che tornano dall’Afghanistan, spesso con tante ferite interiori; quindi ha chiesto come è meglio aiutarli. Anche qui il Santo Padre ha sottolineato l’importanza della cura pastorale offerta a questi militari che trovano difficoltà nell’inserirsi nella società e per creare una buona famiglia. Alla fine abbiamo ancora una volta invitato il Santo Padre a Cracovia per la Giornata mondiale dei giovani.




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