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Home > Chiesa > notizia del 2014-02-16 20:16:04
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Entusiasmo e commozione nella visita di Papa Francesco alla Parrocchia romana di San Tommaso Apostolo



“Ispirare il rapporto con il prossimo a verità e sincerità”. Queste alcuni concetti che il Papa ieri pomeriggio ha rivolto nell’omelia pronunciata a braccio durante la Messa presieduta nella parrocchia di San Tommaso Apostolo, nel quartiere dell’Infernetto, nella zona sud della diocesi di Roma. Calorose le espressioni d’affetto rivolte a Papa Francesco, che ha incontrato tutte le realtà sociali della parrocchia. Ad accogliere il Pontefice, il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo ausiliare di zona, mons. Paolino Schiavon e il parroco don Antonio D'Errico. Il servizio di Giancarlo La Vella:RealAudioMP3

Il primo saluto di Papa Francesco è andato ai bambini di San Tommaso Apostolo. Ai piccoli parrocchiani, il Pontefice ha consegnato una ricetta infallibile per iniziare un cammino di fede fecondo:

“Io vi dirò un segreto per amare Gesù. Sentite bene: per amare Gesù bisogna lasciarsi amare da Lui. Avete capito? E’ Lui che fa il lavoro, non noi! Lui ci ama per primo!”.

E i piccoli, porgendo affettuosamente e simpaticamente la mano al Papa: “Sei nostro amico, battiamo il cinque!” Poi, l’incontro con i battezzati negli ultimi mesi e i genitori, gli anziani, gli ammalati, i sacerdoti e l’Associazione delle famiglie con figli disabili. Quindi, prima della Santa Messa, la confessione ad alcuni penitenti.

Clima di intenso raccoglimento nella celebrazione eucaristica. Parlando a braccio nell’omelia, il Santo Padre, prendendo spunto dal Vangelo domenicale di Matteo, ha evidenziato come i rapporti interpersonali, soprattutto nell’ambiente ristretto del quartiere, debbano essere ispirati al criterio della sincerità e della verità. Una verità che viene direttamente dal nostro cuore:

“Credo che ci farà bene, oggi, pensare non se la mia anima è pulita o sporca, ma pensare cosa c’è nel mio cuore, cosa ho dentro. Dirci la verità a noi stessi”.

Ma non basta un generico interrogarsi – sottolinea Papa Francesco – occorre andare profondamente ad chiedere al proprio cuore per scoprirne i reali sentimenti:

“C’è amore? (…) C’è odio? (…) C’è un atteggiamento di perdono per quelli che mi hanno offeso, o c’è un atteggiamento di vendetta? Dobbiamo domandarci cosa c’è dentro, perché questo che è dentro viene fuori e fa il male, se è male. E se è buono, viene fuori e fa il bene”.

E’ un percorso non facile, dice il Santo Padre, per fare il quale occorre la preghiera e l’intervento del Signore:

“Chiedere sempre questa grazia: conoscere cosa succede nel mio cuore, per fare sempre la scelta giusta, la scelta del bene. Ricordando che quello che sporca la nostra vita è quello che c’è di cattivo che esce dal nostro cuore. E che il Signore ci aiuti”.

Al termine della Messa il saluto e il ringraziamento al Papa di don Antonio d’Errico, parroco di San Tommaso Apostolo, la quarta parrocchia visitata da Papa Francesco nel suo Pontificato. Una realtà nata cinquanta anni fa tra la capitale e il Mar Tirreno e che oggi abbraccia una popolazione di 25 mila persone. Appena un anno fa la dedicazione del nuovo edificio, punto di riferimento di un quartiere dal nome curioso: Infernetto, che non ha nessun riferimento maligno, ma solo perché nella zona in passato, prima dell’urbanizzazione, erano in funzione numerose carbonaie. Negli occhi di tutti al termine dell’incontro col Papa parole, concetti, emozioni sui quali continuare a meditare ed edificare il proprio essere cristiani.

E alla parrocchia di San Tommaso Apostolo dell’Infernetto a Roma, Benedetta Capelli ha raccolto le voci di alcuni dei presenti che hanno avuto la possibilità di parlare con Papa Francesco:RealAudioMP3

R. – E’ stato emozionante … Ho chiesto la benedizione per le mie due bambine e per il terzo bimbo che porto in grembo. Avendomi chiesto come si sarebbe chiamato, io gli ho detto: “Bè, se sarà maschio lo chiameremo Francesco”. Poi lui mi ha chiesto: “Quando dovrebbe nascere?”. E io gli ho detto: “Intorno al 12 agosto”. E lui mi ha detto: “Allora, se è femmina, la chiamerai Chiara”. E io ho detto: “Va bene, senz’altro, la chiameremo Chiara, se è femmina”.

D. – Tu hai avuto la possibilità di parlarci …

R. – Sì, ho salutato il Papa che si è fermato anche a salutare mia figlia Giulia, ci ha dato la mano … è stato davvero molto emozionante.

D. – E’ la prima volta che vedi Papa Francesco?

R. – Sì. L’ho seguito tante volte in televisione, ma è la prima volta di persona.

D. – Sei contenta che è venuto qui, proprio a “casa tua”, diciamo?

R. – Sì, molto. E’ una bellissima esperienza per noi dell’Infernetto averlo qui, tra di noi.

D. – Hai visto il Papa?

R. – Sì …

D. – Sei stata contenta?

R. – Tantissimo!

D. – Ti chiami?

R. – Vittoria.

D. – Felice di avere visto Papa Francesco?

R. – Sì, tantissimo!

D. – Ti ha detto qualcosa?

R. – Gli ho detto io come mi chiamavo e quando sono stata battezzata …

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio




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