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Home > Politica > notizia del 2014-02-25 08:06:25
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Italia: fiducia del Senato al governo Renzi. Ora il voto della Camera



Italia. Ieri ha avuto la fiducia al Senato, con 169 sì e 139 no, il governo di Matteo Renzi. Oggi il passaggio, più scontato, alla Camera. Nel suo discorso programmatico, il premier ha sostanzialmente promesso un cambio radicale delle politiche economiche e riforme istituzionali in tempi brevi. E ha affermato: “se falliamo, sarà colpa mia”. Per un commento, Alessandro Guarasci ha sentito il presidente dell'Istituto Sturzo, Roberto Mazzotta: 00:02:58:54

R. – In un Paese che sta morendo di pessimismo, l’idea di cercare di rivitalizzarlo è proprio indispensabile. Io spero che ce la facciano, ecco. In questo momento a mio avviso, bisogna mettere sperare che una frustata di ottimismo possa favorire le cose.

D. – Renzi ha parlato del taglio del cuneo fiscale, addirittura ha promesso una riduzione a due cifre. Non sarà però facile reperire le risorse..


R. – In tutti i Paesi deboli dell’Eurozona ci si è accorti che se non riparte l’attività produttiva, e quindi non si rimette in moto la macchina, non ci sarà mai nessun equilibro di spesa pubblica raggiungibile. E’ chiaro che speriamo che il governo riesca ad avere la credibilità necessaria e possa concordare con le autorità europee, che ne avrebbero pure loro bisogno, la possibilità di avere dei margini di flessibilità maggiori per rimettere in moto l’economia italiana. Il che vuol dire far riprendere la domanda, perché poi questa è la componente fondamentale. E com’è noto, la domanda interna dipende in maniera straordinariamente larga dalle disponibilità monetarie, che possono avere le famiglie. Quindi più è alto lo sforzo in questo senso e meglio è. Se uno fa sempre poi il calcolino: “Sì, ma questi dove li prendiamo adesso?” Non ci sono. Bisogna che si abbia il coraggio e la capacità e la possibilità di poter dire: L’equilibrio, quando possiamo recuperarlo in un tempo medio?

D. – Renzi ha anche parlato di saldare i debiti della pubblica amministrazione. Non è solo un’operazione economica, ma anche di credibilità da parte dello Stato...

R. – Tutte e due, ma anche economica, perché le aziende che fanno fatica a chiudere i loro conti in maniera sempre più forte, hanno dei crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Le cose indispensabili che occorrono proprio adesso per rimettere in moto la macchina produttiva sono: ridurre il costo del lavoro per l’impresa e quindi il cuneo; dare un po’ di liquidità alle aziende, quindi il rimborso dei crediti verso la pubblica amministrazione; e rimettere in moto il meccanismo del credito. Questi sono i tre punti chiave, e sono una manovra antirecessiva efficace.




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