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     >notizia del 2014-03-07 14:40:27
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L'opera lirica tra cavalli e cavalieri



Alle 21:30 di venerdì 7 marzo (con replica alle 4:30 del giorno successivo) gli ascolti de “La Voce Umana” di Paolo Di Nicola avranno per tema “il cavallo nell’opera”, essendo stati suggeriti dal “ballo della Cavalchina” svoltosi alla Fenice di Venezia sabato 1 marzo per il Carnevale. Si tratta di una festa che risale all’Ottocento quando in laguna si facevano le corse dei cavalli, e riportata in auge nel 2007: nella platea del teatro liberata dalle poltroncine si danza fino all’alba, in attesa di un cavallo in carne e ossa che guidato da un abile cavaliere fa il suo ingresso trionfale tra due ali di folla e sul palcoscenico si esibisce in acrobazie di alta equitazione. Alla luce di questo happening “La Voce Umana” si aprirà con l’ippogrifo che Ruggiero cavalca in «Alcina» di Händel e si chiuderà con le otto amazzoni che montano altrettanti destrieri volanti nel celeberrimo inizio del terzo atto di «Die Walküre» di Richard Wagner. In mezzo i cavalli della biga fatata che portano nell’alto dei cieli la protagonista di «Armide» di Gluck e il purosangue di razza sul quale fa il suo ingresso in scena Tancredi nel combattimento che deve sostenere con l’amata Clorinda, secondo Claudio Monteverdi. Accanto ai cavalli nell’opera ci sono anche i cavalieri e quindi sfileranno l’eroico Ariodante (Händel) in lotta con il perfido Polisseno (Mayr) nel contendersi l’amore di Ginevra, la bella e casta figlia del re di Scozia, mentre da «Il crociato in Egitto» di Giacomo Meyerbeer conosceremo il cavaliere Armando incerto se amare Palmide, la madre di suo figlio, oppure se concedersi a Felicia, la bella e nobile fidanzata d’un tempo. Per la consueta digressione sul tema della serata ci saranno i cosiddetti “cavalli di battaglia”: i pezzi che sono la prova lampante della superlativa bravura di un cantante o di un interprete (l’aria “The soldier tir’d” da «Artaxerxes » di Thomas Augustine Arne cantata dalla grande Joan Sutherland) o che rendono possibile il successo e la fama di un’opera lirica (“Mi rivedi, o selva ombrosa” da «Griselda» di Alessandro Scarlatti nell’interpretazione di due specialisti del teatro barocco: il soprano Dorothea Röschmann e il direttore d’orchestra René Jacobs). Poiché in occasione del “ballo della Cavalchina” è stata premiata Teresa Berganza, per essere «internazionalmente riconosciuta» quale «personalità straordinaria […] per talento creativo e interpretativo e per stile di vita», renderemo il nostro personale omaggio al celebre mezzosoprano spagnolo ascoltandola in due arie d’opera: “Selve amiche, ombrose piante” dal dramma pastorale «La costanza in amor vince l'inganno» di Antonio Caldara e “Confusa, smarrita” da «Catone in Utica» di Pietro Metastasio con musica di Giovanni Battista Pergolesi.







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