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Home > Chiesa > notizia del 2014-04-20 13:29:23
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Il Papa alla Veglia pasquale : non temete, tornate ad incontrare Cristo!



"Non temete, tornate ad incontrare Cristo !" : questa l’intensa esortazione lanciata ieri sera da Papa Francesco, durante la Veglia pasquale presieduta in una Basilica Vaticana gremita di persone. In particolare, il Pontefice ha incoraggiato i fedeli a tornare « alla radice della fede », senza avere paura, per « lasciarsi abbracciare dalla misericordia » di Dio. Nel corso della celebrazione, il Papa ha amministrato i sacramenti di battesimo, cresima e prima comunione a dieci catecumeni : cinque italiani e cinque provenienti da Bielorussia, Senegal, Libano, Francia e Vietnam. Il servizio di Isabella Piro :RealAudioMP3

Mettiamoci in cammino!

Sì : è proprio il cammino, il camminare verso Cristo la parola che conclude l’omelia di Papa Francesco per la Veglia pasquale. Ma è una conclusione che è anche un nuovo inizio, perché « camminare » vuol dire andaere in Galilea « dove tutto era iniziato », dove Gesù aveva chiamato i pescatori ed essi lo avevano seguito. Andare in Galilea vuol dire « rileggere tutto a partire dalla fine, che è un nuovo inizio ».

“Non abbiate paura! Non temete!” (…) “Andare in Galilea” significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana. Tornare in Galilea significa anzitutto tornare lì, a quel punto incandescente in cui la Grazia di Dio mi ha toccato all’inizio del cammino. È da quella scintilla che posso accendere il fuoco per l’oggi, per ogni giorno, e portare calore e luce ai miei fratelli e alle mie sorelle. Da quella scintilla si accende una gioia umile, una gioia che non offende il dolore e la disperazione, una gioia buona e mite.

Ma dopo il Battesimo, sottolinea il Papa, nella vita del cristiano c’è anche un’altra Galilea, “una Galilea più esistenziale: l’esperienza dell’incontro personale con Gesù Cristo”, che ci ha chiamati a seguirlo e a partecipare alla sua missione:

In questo senso, tornare in Galilea significa custodire nel cuore la memoria viva di questa chiamata, quando Gesù è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo; andare in Galilea significa recuperare la memoria di quel momento in cui i suoi occhi si sono incrociati con i miei, il momento in cui mi ha fatto sentire che mi amava.

E poi il Pontefice rivolge una domanda diretta al cuore di ogni cristiano:

Oggi, in questa notte, ognuno di noi può domandarsi: qual è la mia Galilea? E fare memoria, andare indietro col ricordo. Dov’è la mia Galilea? La ricordo? L’ho dimenticata? Cercala e la troverai: lì ti aspetta il Signore! Sono andato per strade e sentieri che mi hanno fatto dimenticarla? Signore, aiutami: dimmi qual è la mia Galilea; sai, io voglio ritornare là per incontrarti e lasciarmi abbracciare dalla tua misericordia. (…) Non è un ritorno indietro, non è una nostalgia. È ritornare al primo amore, per ricevere il fuoco che Gesù ha acceso nel mondo, e portarlo a tutti, sino ai confini della terra. Tornare in Galilea, senza paura.

Intensa e suggestiva, la Veglia pasquale presieduta dal Pontefice era iniziata nell’atrio della Basilica Vaticana, con il rito della benedizione del fuoco e dell’accensione del cero pasquale. Poi, il lento e cadenzato ingresso del Papa in San Pietro, in una Basilica raccolta in silenzio e completamente al buio. Solo dopo il canto del “Lumen Christi”, ripetuto per tre volte, le luci si sono accese, poco alla volta, con la fiammella delle candele che passava da un fedele all’altro.

Quindi, per i dieci catecumeni, è giunto il momento di ricevere battesimo, cresima e prima comunione: palpabile la gioia e l’emozione sui loro volti, dal più piccolo – Giorgio, 8 anni non ancora compiuti – al più grande, il vietnamita Matthew, 58 anni. A tutti loro, Papa Francesco ha donato un bacio di pace.

Al termine della Messa, infine, il Papa ha voluto rivolgere ai tanti fedeli presenti i suoi auguri per la Santa Pasqua:

Carissimi fratelli e sorelle, auguro a tutti voi buona e santa Pasqua, con la gioia del Gesù Risorto. E andare avanti senza paura e con la voglia di tornare alla prima Galilea per incontrare il Signore. Buona Pasqua!




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