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Home > Politica > notizia del 2014-05-02 08:01:59
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Allerta in Pakistan, nel terzo anniversario dell’uccisione di Osama Bin Laden



Stato di massima allerta in Pakistan nel giorno del terzo anniversario dell'uccisione del leader di al Qaeda Osama Bin Laden da parte delle forze speciali statunitensi. Si temono ritorsioni: nel vicino Afghanistan, nella regione del Panshir, 13 i morti in un attentato a firma talebana. Ma cosa è cambiato in questi tre anni nel panorama internazionale e in particolare in Pakistan proprio sul fronte terrorismo? Gabriella Ceraso lo ha chiesto a Francesca Manenti, analista del Centro studi internazionale:RealAudioMP3

R. – Sicuramente il fenomeno del terrorismo continua ad essere preponderante nella politica pakistana. Gli esperti del governo devono comunque scontrarsi con una sostanziale opposizione delle forze armate, che non vedono nel dialogo con i gruppi degli insorti una soluzione effettiva per la stabilità interna.

D. – Invece a livello di società civile, che cosa è cambiato in questi tre anni?

R. – Sicuramente la società civile prende le distanze da quello che è un fenomeno che non riconosce come proprio e con il quale non vuole neanche essere associata. Il discorso di un dialogo a livello governativo con l’insorgenza sicuramente è anche un’operazione politica nei confronti dell’elettorato pakistano.

D. – A livello internazionale, se noi dovessimo individuare amici pakistani del defunto Osama Bin Laden, ce ne sono ancora? E chi sono?

R. – E’ una figura molto controversa, quindi attualmente, ma anche in passato, sono ben pochi quelli che ammettono un collegamento diretto.

D. – Anche a livello di aree d’influenza...?

R. – Il terrorismo pakistano e al Qaeda sono comunque due fenomeni differenti. Terroristi affiliati ad al Qaeda si trovano in diversi contesti e tuttora stanno portando avanti guerre civili in Siria piuttosto che in Yemen. Diverso è il discorso di una commistione tra elementi qaedisti, quindi terroristici, e un fenomeno interno, come quello dell’insorgenza talebana.

D. – Esiste ancora, a tre anni di distanza, un caso Osama Bin Laden?

R. – Per il ruolo che ha avuto come fondatore del terrorismo internazionale e soprattutto per la grande estensione che ora questa rete ha raggiunto, rimane comunque una figura molto complicata e controversa. Come personaggio storico ha avuto, invece ha un profilo ben delineato.

D. – Tre anni sono serviti per assumere delle certezze nella lotta al terrorismo?

R. – Non c’è più, se vogliamo, una centralità del gruppo. E’ venuto meno, quindi, quello che veniva definito “al Qaeda Central”, in seguito alla guerra in Afghanistan. Sicuramente le cellule regionali hanno un maggior risalto.




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