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Home > Carità e Solidarietà > notizia del 2014-05-11 09:56:08
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Festa della mamma: inziative di Cbm Italia per sconfiggere la cecità in Africa



Non poter guardare negli occhi il proprio figlio, non essere in grado di svolgere i piccoli gesti quotidiani, non godere della bellezza di un tramonto. Molte donne, in Africa, per banali problemi di cataratta, perdono la vista. Cbm - le Missioni Cristiane per i Ciechi nel Mondo – ha lanciato un’importante iniziativa in occasione della odierna Festa della mamma. Il dott. Mario Angi, presidente di Cbm Italia, ce ne parla ai microfoni di Gianmichele Laino:RealAudioMP3

R. - Cbm Italia ha lanciato una campagna per ridare la vista a mille mamme, in occasione della Festa della Mamma, perché molto spesso alle donne nei Paesi dove non c’è un sistema sanitario - come nell’Africa Subsahariana – anche donne giovani possono avere la cataratta, o seri problemi alla vista senza avere accesso a cure. Per raccogliere fondi "Salmoiraghi & Viganò" con Filippa Lagerback hanno lanciato una campagna che si chiama “Unlimited Love” per aiutare Cbm: nei prossimi 20 giorni, verranno venduti occhiali speciali fatti in numero limitato - proprio per questa campagna - il cui intero ricavato verrà donato a Cbm.

D. – Nel Sud del mondo sono tante le donne che a causa della cataratta non possono guardare negli occhi i propri figli. Cosa significa essere una donna cieca in Africa?

R. – Essere cieco in Africa significa non avere una speranza nello studio e nella sopravvivenza quotidiana. È una situazione estremamente difficile da gestire: molte persone che soffrono di cecità vengono emarginate, vivono all’interno di capanne ed infine abbandonate.

D. – Spesso un semplice intervento chirurgico potrebbe risolvere un problema serio che comporta l’esclusione sociale. Perché è così difficile curare la cecità nei Paesi in via di sviluppo?

R. – Per il fatto che mancano medici, strutture e risorse per acquistare i farmaci e le lenti. Da noi tutto questo è dato per scontato, ma nei quattro quinti del mondo la sanità non è a disposizione delle persone e deve essere portata ai poveri attraverso sostegni ed aiuti da parte di chi è in grado di organizzare ospedali, procurare medici e materiale per curare le cataratte e praticare gli interventi di cui c’è bisogno.




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