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La Radio Vaticana e le onde elettromagnetiche

 

INTERVISTA CON IL NOSTRO DIRETTORE GENERALE,
P. PASQUALE BORGOMEO
(12 marzo 2001)

Lunedì 12 marzo è la data per la quale è stata fissata l'udienza del processo intentato dalla Procura di Roma a tre dirigenti della Radio Vaticana, per presunto inquinamento elettromagnetico nell'area circostante il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria.

Luca Collodi ha chiesto a padre Pasquale Borgomeo, direttore generale della Radio Vaticana, perché fino ad ora l'emittente ha mantenuto il silenzio sulla vicenda:

Il silenzio della Radio Vaticana, che ci è costato moltissimo finora, soprattutto sotto l'aggressione di trasmissioni televisive, di articoli di giornali ecc., è stato motivato da un'esigenza di correttezza, sia nei confronti della magistratura, sia nei confronti del governo italiano con il quale siamo in dialogo, in trattative già da alcuni mesi, anche se - devo dirlo con un certo rammarico - la stessa riservatezza non è stata sempre osservata dall'altra parte.

Quello che adesso mi induce a parlare è il fatto che proprio un ministro, il ministro Bordon, e alcuni sottosegretari del governo italiano, hanno fatto dichiarazioni abbastanza dure nei confronti della Santa Sede. Questo mi meraviglia, anche perché dalle loro parole appare una mancanza di informazione sull'andamento dei colloqui tra le due delegazioni, Italia e Santa Sede, su questa vicenda.

Bisogna sapere quindi che, per quello che riguarda le misure, si sono già presi accordi, lo scorso settembre, per misurazioni congiunte dei campi elettromagnetici nell'area.

Molti giornali scrivono che la Radio Vaticana vuole sottrarsi al processo che si aprirà lunedì prossimo sulla vicenda elettrosmog e inquinamento delle antenne. Ma come stanno le cose?

Non è che la Radio Vaticana voglia sottrarsi a un processo. La Radio Vaticana non riconosce - e prima della Radio Vaticana, la Santa Sede - la giurisdizione della magistratura italiana su persone come i tre indagati, i quali sono nell'esercizio di una attività che è regolata da rapporti internazionali tra Italia e Santa Sede, addirittura da una legge del Parlamento italiano del 1951, in applicazione a sua volta dei Trattati Lateranensi.

Questo lascia capire che c'è forse una implicazione, un coinvolgimento, voglio dire qualche responsabilità anche da parte del governo italiano. Ad esempio per il fatto che si è edificato in un'area che 44 anni fa, quando iniziarono le trasmissioni, era aperta campagna. Adesso, soprattutto a Cesano in concomitanza con la ferrovia Roma-Viterbo, la FM3, si moltiplicano le case.

Anche dopo il Decreto italiano del 1998, che restringeva drasticamente il livello limite per le emissioni elettromagnetiche assunto da tutta la Comunità Europea - 14 Paesi su 15, quindi l'Italia solitaria rispetto agli altri 14 - anche dopo questo decreto così restrittivo, non si sono viste misure atte ad arrestare la costruzione di case, le quali letteralmente continuano ad avvicinarsi al Centro trasmittenti di Santa Maria di Galeria.

Padre Borgomeo, con un problema così complesso sul piano tecnico, scientifico, giuridico, che cosa si può rispondere alla gente che telefona preoccupata alla Radio Vaticana per sapere notizie più certe su tutta questa vicenda?

Diciamo che, in linea generale, non hanno ragione di temere per la propria salute -parlo della salute - perché sono in un certo senso salvaguardati da misure protettive, quali quelle che la Radio Vaticana applica da molto tempo prima che in Italia ci fosse una legislazione in merito. E questo è bene sottolinearlo.

Altra cosa è invece l'interferenza, il disturbo - diciamo così - l'induzione che i campi elettromagnetici possono avere su apparecchiature elettriche spesso non a norma. Perché lì si apre il campo smisurato dell'ignoranza che spesso però - e questo è doloroso - viene utilizzata sia per fini di strumentalizzazione politica, sia per interessi economici, che sono abbastanza evidenti anch'essi.

Qual è una delle manifestazioni di questa ignoranza? Moltissime persone, nel percepire dei disturbi su certe apparecchiature pensano che l'effetto che si ha su un'apparecchiatura corrisponda e sia anzi minore di quello che si ha sul corpo umano. Invece è il contrario, l'effetto è infinitamente maggiore sulle apparecchiature elettriche che sono apparecchi per natura loro sensibili, ipersensibili ai campi elettromagnetici!
Certo alcune molestie ci sono, e vorrei ricordare che non poche volte i tecnici di Santa Maria di Galeria sono venuti in soccorso per la schermatura di certe apparecchiature. Ma non si può trasferire così, sic et simpliciter, l'effetto che può avere un campo elettromagnetico su un citofono che non è a norma - cosa che, tra l'altro avviene spessissimo - e quello che può avere sulla salute.

Non ci sono certezze scientifiche: questa è una cosa che nessuno ha il coraggio di dire, ma è così. La comunità degli scienziati italiani è indignata per questo: non ci sono certezze scientifiche sulla dannosità dei campi elettromagnetici, ma è prudente prendere delle misure e quindi adottare una filosofia, una cultura della precauzione - ed è quello che noi facciamo - e siamo in buona compagnia a livello europeo e internazionale (n.d.r. avendo adottato i limiti sull'elettrosmog decisi a livello europeo). Come possiamo pensare che 14 Paesi su 15, il quindicesimo essendo l'Italia, siano retti da persone incompetenti o irresponsabili?

Padre Borgomeo, sul piano umano, che cosa la cruccia di tutta questa vicenda?

Guardi, la prima cosa che mi fa proprio soffrire è pensare che ci siano persone che vivono in una specie di angoscia che è immotivata e che qualche volta, invece, è utilizzata strumentalmente. Questa è veramente una sofferenza.

Poi c'è - e questo anche fa molto soffrire - l'accusa di indifferenza che viene lanciata; indifferenza, freddezza, insensibilità sia della Radio Vaticana in prima battuta, ma anche della stessa Santa Sede, per il fatto che noi siamo praticamente già giudicati.
Noi siamo in una situazione in cui la sentenza è già stata emessa dall'opinione pubblica, la quale non vuole assolutamente sentire le ragioni degli accusati. E devo anche dire che non vedo un grande interesse sulla grande stampa italiana per chiedere a noi quali siano le ragioni, non solo del perché ci sottrarremmo alla magistratura italiana, ma del perché ci sentiamo tranquilli in coscienza nel fare questo lavoro che facciamo.

Questa è un po' la situazione. E non riusciamo a dire le nostre ragioni, perché c'è - diciamo - una specie di onda un po' fanatica e un po' strumentale, che viene denunciata - ripeto - anche dai nostri scienziati. Ed è molto pericolosa poi per il bene della comunità, perché si rischia di versare enormi, ingenti somme in attività di ricerca o di prevenzione non giustificata, mentre invece ci sono emergenze veramente accertate, per le quali non si fa niente, nemmeno come ricerca.

Poi, naturalmente, c'è lo sconcerto dei cattolici, dei nostri ascoltatori, di persone laiche di buona fede, i quali non riescono a trarre qualche conclusione. Non hanno gli strumenti perché non viene loro presentato tutto il quadro nella sua complessità e nella sua obiettività. E' un'onda emotiva, facilmente manipolabile, con una psicosi che viene indotta, e questo fa soffrire le persone e di questo anch'io, personalmente, soffro.


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