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La Radio Vaticana e le onde elettromagnetiche

 

RADIO VATICANA
COMUNICATO STAMPA
(30 marzo 2001)


Perché continuare un clima di intimidazione verso la Radio Vaticana?


I giornalisti italiani di Radio Vaticana, riuniti in assemblea per discutere degli sviluppi legati al Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria, hanno deciso di denunciare all'Ordine dei Giornalisti il clima intimidatorio che da alcune settimane si è creato intorno all'attività della nostra emittente.

Premesso che, come tutti possono verificare leggendone il testo, l'ultimo rapporto dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio afferma che l'analisi della mortalità nel periodo 1987-98 "non ha evidenziato eccessi di mortalità per tutti i tumori e per le cause tumorali" nell'area di Cesano-Santa Maria di Galeria, e che quindi è falso che le antenne della Radio Vaticana stiano provocando la malattia e la morte di un numero imprecisato di persone.

Premesso inoltre che è falso che la Radio si disinteressi della salute dei cittadini, giacchè ha adottato le norme sui livelli di elettromagnetismo decise dalla Commissione Internazionale competente in materia (ICNIRP), otto anni prima dell'Italia, e nove anni prima che l'Unione Europea li facesse propri. E che anche ora abbiamo dato piena disponibilità a venire incontro alle legittime preoccupazioni della gente, ma non a 'processi in piazza' come vorrebbero alcuni.

Così come è falso che la Radio Vaticana non voglia rispettare le leggi italiane e si nasconda dietro l'extraterritorialità. E'stata essa stessa dall'anno scorso a chiedere la costituzione di una Commissione bilaterale tra Italia e Santa Sede per risolvere la discordanza fra i livelli precauzionali di elettromagnetismo accettati internazionalmente e quelli più cautelativi adottati dall'Italia. Non solo, ma la Commissione è necessaria perchè il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria non è un sito abusivo come nel caso delle antenne di Monte Mario, ma è un centro regolarmente autorizzato con una legge dello Stato italiano e gode di determinate garanzie quale ente centrale della Chiesa cattolica.

Dobbiamo constatare che nonostante questi dati oggettivi, la gran parte della stampa e dei mezzi di comunicazione ha scelto la scorciatoia di sbattere l'ennesimo 'mostro' in prima pagina.

Su molti mezzi di informazione si è assistito ad una vera campagna preconcetta e inquisitoria, con toni a volte diffamatori. In pochi hanno cercato di scavare a fondo, andando a verificare se nella zona esistono altre fonti di inquinamento e altri interessi, economici e politici, che stanno alimentando questa campagna.

Denunciamo inoltre le strumentalizzazioni elettoralistiche che nulla hanno a che fare con la tutela della salute pubblica.

E respingiamo decisamente questo tentativo di chiudere la bocca ad una testata giornalistica che in settanta anni di vita si è sempre battuta a favore dei più poveri e dei senza voce in tutte le parti del mondo, e nella quale lavorano colleghi stranieri che per tanti paesi rappresentano l'unica voce libera a disposizione. Tutto questo sta alimentando un insensato clima di criminalizzazione nei nostri confronti, che non vorremmo degenerasse in episodi più gravi.

Domenica prossima, 1 aprile, in vista della manifestazione dei Comitati cittadini di Cesano e Roma nord davanti alla sede della Radio, con i quali siamo pronti a dialogare, si preannuncia anche un intervento dei Centri sociali.

La Radio Vaticana ha sempre avuto la porta aperta, come ben sanno i tanti colleghi di tutte le testate con cui giornalmente siamo a contatto.
Sono altri che non vogliono farci parlare.

I Giornalisti italiani di Radio Vaticana


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