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La Radio Vaticana e le onde elettromagnetiche

 

BREVE IDENTIKIT SULLA RADIO VATICANA


Il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria è stato inaugurato il 27 ottobre 1957, in base ad un accordo specifico tra l'Italia e la Santa Sede, ratificato dalle due parti nel 1952, con il fine di "assicurare alla Santa Sede di effettuare trasmissioni dirette a tutto il mondo".

L'area prescelta fu identificata nel comprensorio di Santa Maria di Galeria, a una ventina di chilometri da Roma, una zona che era molto scarsamente abitata. Il terreno ha la superficie di circa 430 ettari.

Non si tratta quindi di un sito abusivo da bonificare né, come illustreremo di seguito, di un Centro di per sè inquinante, ma di un Centro tecnico che permette ad oltre duecento giornalisti di tutto il mondo di svolgere una funzione essenziale nelle società odierne: quella di informare liberamente sull'attività della Chiesa e sui principali fatti nel mondo, senza dover sottostare a ricatti di natura economica o politica.

Vi sorgono attualmente 28 antenne fisse, tre ruotanti e due onde medie (e non centinaia come spesso viene scritto), le quali sono servite da nove trasmettitori in tutto per l'onda corta (OC) e due trasmettitori per l'onda media (OM) (con una riserva ciascuno).

Di conseguenza le antenne in onda corta impegnate possono essere al massimo nove, le antenne in onda media utilizzano un trasmettitore per volta. La massima potenza di esercizio dei trasmettitori per l'onda corta può essere di 500 kw, mentre quello in onda media è stato declassato al 50% della potenza per decisione spontanea della Radio e lavora pertanto a 300 kw.

Per quanto riguarda le potenze dei trasmettitori impiegati, il Centro è dotato di 4 trasmettitori di onda corta da 100 kw, e di 5 la cui potenza nominale può arrivare fino a 500 kw; di questi uno va da 180 a 500 kw, mentre gli altri trasmettono a 250 o 500 kw. Per l'onda media, c'è un trasmettitore da 300 kw e con uno di riserva da 250 kw, e uno da 100 kw con uno di riserva da 50 kw.

Il Centro non è il più grande né il più potente al mondo; per fare un esempio vicino all'Italia, la radio francese ha tra gli altri dodici trasmettitori da 500Kw, e un trasmettitore in onda media da un megawatt.

La Radio Vaticana trasmette quotidianamente in 37 lingue, ma non contemporaneamente e non dal solo Centro di Santa Maria di Galeria (non è vero quindi che la Radio trasmetta da un centro unico in tutto il mondo).

Nel Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria sorgono le antenne con i trasmettitori in Onde Medie e Onde Corte, ma la Radio già da molti anni utilizza il servizio via Satellite Intelsat per favorire la ritrasmissione dei suoi programmi linguistici in molte aree del globo. A cui si è aggiunto in questi ultimi due anni anche un sito web attraverso il quale (con tutte le limitazioni che la rete attualmente pone all'ascolto audio) viene offerta l'intera programmazione della Radio live e circa 30 programmi on demand.

Tutela della salute, campi elettromagnetici, radiofrequenza

La Radio Vaticana ha sempre avuto presente la tutela della salute sia dei suoi dipendenti presenti nel Centro trasmittente, che degli abitanti circostanti, anche se questi ultimi sono diventati negli anni sempre più numerosi e più vicini. Nell'area si è assistito infatti ad un'ampia penetrazione edilizia.
Ma fin dal 1992 il Centro ha adottato le misure precauzionali previste dall'ICNIRP (International Commission on Not-Ionizing Radiation Protection) ed i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.
Questi stessi limiti adottati dalla Radio Vaticana, sono stati fatti propri in tutta Europa nel luglio del 1999, in base al 'principio di precauzione' previsto dal Trattato dell'Unione Europea. Questi i valori: per le Onde Medie sono accettati valori di campo elettrico pari a 60 V/m; per le Onde Corte e VHF sono accettati valori pari a 20 V/m; per le UHF e SHF sono accettati valori pari a 40 V/m.
Questi stessi limiti sono stati adottati anche dall'Italia con il Decreto Ministeriale 381/98 (entrato in vigore nel gennaio 1999), tuttavia nel caso di presenza di edifici adibiti a permanenze continuative non inferiori a 4 ore, il Decreto riduce tali limiti a 6 V/m per tutte le onde elettromagnetiche.
Notiamo inoltre che, dopo l'approvazione nel febbraio scorso della nuova "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" (nella quale si distingue tra 'limiti di esposizione' -cioè che possono avere conseguenze per la salute; 'valore di attenzione' -cioè misure di cautela quale ad es. i 6 V/m per i centri abitati, ma che non comporta rischi provati per la salute; e 'obiettivi di qualità' -riguardanti standard urbanistici e utilizzo di migliori tecnologie disponibili) dovrà essere emanato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che fissi i limiti di esposizione, a cui le Regioni dovranno adeguare la propria legislazione. Così come un analogo decreto dovrà essere emanato per la "determinazione dei criteri di elaborazione dei piani di risanamento".

In ogni caso, con l'entrata in vigore del Decreto Ministeriale 381, anche se difforme dalla raccomandazione dell'Unione Europea che adotta i livelli di sicurezza dell'ICNIRP, la Radio non si è nascosta dietro l'extraterritorialità ma, in base al suo status giuridico, (vedi ultimo paragrafo) ha sollecitato la creazione di una Commissione bilaterale tra Italia e Santa Sede per trovare le soluzioni più soddisfacenti.
Per parte sua, dal 1° febbraio, la Radio Vaticana ha dimezzato la potenza di trasmissione di una delle antenne principali, ritenuta la causa precipua del superamento dei limiti stabiliti dal Decreto italiano.

Inoltre, la Direzione della Radio Vaticana ha già più volte assicurato che, alla luce dei i risultati delle misurazioni, "verranno attuate le soluzioni tecniche necessarie a garantire la compatibilità tra i campi elettromagnetici prodotti dalle trasmissioni e la normativa italiana, e a dare piena tranquillità alle popolazioni circostanti".

La Commissione, dopo gli studi preliminari avviati nel marzo 2000, si è riunita per la prima volta il 28 settembre 2000: la delegazione italiana era presieduta dal Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, Ambasciatore Umberto Vattani, quella della Santa Sede dal Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, Mons.Celestino Migliore. Fanno parte della delegazione italiana anche rappresentanti e tecnici del Ministero delle Comunicazioni e dell'Ambiente, mentre in quella della Santa Sede rappresentanti della Direzione e tecnici della Radio.

Come recita il comunicato della Farnesina, diramato al termine di quella prima riunione: "le due parti hanno deciso di approfondire gli aspetti tecnici e giuridici del problema avviando, come primo passo, una misurazione congiunta dell'intensità delle emissioni". Dunque piena disponibilità da parte della Santa Sede e della Radio Vaticana.
Le riunioni successive si sono svolte nel gennaio 2001, il successivo 23 marzo, ed il 28 marzo quando è stato approvato il Protocollo tecnico per le misure dei livelli di campo elettromagnetico e ne sono state concordate le modalità operative, i cui risultati saranno a disposizione della Commissione tra breve.


Cosa dice il Rapporto dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio

A proposito del delicatissimo problema della tutela della salute e dei rischi di malattie la Radio Vaticana riconosce che l'argomento va continuamente seguito con nuovi studi e che anche lo studio molto recente dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio va tenuto in seria considerazione.
Nessuno tuttavia ha il diritto di far dire a tale studio ciò che esso non dice affatto. Ad esempio, che sino a sei chilometri dai trasmettitori della Radio è stata costatata una frequenza di leucemie infantili maggiore di sei volte alla media di Roma. Questo è falso: il famoso numero 6 riguarda l'area di 2 chilometri, nella quale vi è stato un caso in dodici anni, a fronte di un valore atteso teorico di 0,16, che evidentemente non è riscontrabile nella realtà.
E' giustissimo dire che anche un caso solo merita profonda partecipazione e preoccupazione, e che le sofferenze devono essere comprese e condivise, però bisognerebbe vedere con più obiettività se è così fondato attribuirne la responsabilità al nostro Centro, quando lo studio delle leucemie infantili fa riferimento a molte diverse cause possibili (e a un chilometro dal Centro Radio c'è il principale centro di raccolta di scorie radioattive in Italia dell'Enea, Nucleco di Casaccia).

La stessa ricerca afferma: "l'analisi dell'incidenza di leucemia infantile evidenzia che nell'area in studio (raggio=10 km) il tasso di incidenza non si discosta da quello osservato nel comune di Roma". (si parla di 8 casi in 13 anni su circa 10 mila bambini)

Ed ancora non e' vero che le antenne della Radio Vaticana facciano ammalare di tumore gli adulti. La ricerca afferma: "in sintesi, l'analisi della mortalita' nel periodo 1987-95 non ha evidenziato eccessi di mortalita' per tutti i tumori e per le cause tumorali". Così come specifica che "ad oggi la cancerogenicita' delle radiofrequenze risulta ben lontana dall'essere dimostrata".


La situazione giuridica della Radio Vaticana come istituzione della Santa Sede

A) La Radio Vaticana è una Istituzione della Santa Sede, dotata di personalità giuridica propria e con sede nello Stato della Città del Vaticano. Nella sua qualità di emittente radiofonica della Santa Sede essa ha il compito, istituzionalmente riconosciuto, di diffondere nel mondo la voce e gli insegnamenti del Sommo Pontefice.
Nella sua qualità di ente centrale della Chiesa Cattolica, la Radio Vaticana e i suoi organi rientrano nella disciplina dettata dall'art. 11 del Trattato sottoscritto tra l'Italia e la Santa Sede l'11 febbraio 1929, in base al quale "gli enti centrali della Chiesa Cattolica sono esenti da ogni ingerenza da parte dello Stato italiano".

B) Il carattere istituzionale dell'attività di radioemittenza svolta dalla Radio Vaticana e in particolare dal suo impianto di Santa Maria di Galeria, è stato espressamente riconosciuto dallo Stato italiano con l'accordo sottoscritto con la Santa Sede l'8 ottobre 1951, ratificato con legge del 13 giugno 1952, che ha espressamente approvato ed autorizzato la costruzione del Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria.

Radio Vaticana
3 aprile 2001


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